L’art. 15, comma 1, lettera h), del TUIR prevede che le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19 per cento delle erogazioni liberali in 3 denaro effettuate a favore di determinati soggetti tra i quali “fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la protezione e il restauro delle cose indicate nell’articolo 1 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 (…)”. Della stessa detrazione possono fruire anche gli enti non commerciali in virtù del rinvio che l’art. 147 del TUIR opera al medesimo art. 15, comma 1, lettera h), del TUIR. Analogamente, per quanto riguarda le imprese, l’art. 100, comma 2, lettera f), del TUIR prevede la deducibilità dal reddito d’impresa delle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di determinati soggetti tra i quali “fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate per l’acquisto, la manutenzione, la protezione e il restauro delle cose indicate nell’articolo 1 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 (…) L’art. 100, comma 2, lettera f), del TUIR ripropone in sostanza, a favore delle imprese, la disposizione recata dall’art. 15, comma 1, lettera h), del TUIR con la differenza che per le imprese le erogazioni liberali effettuate sono deducibili e che non è prevista espressamente per le suddette erogazioni la redazione di un’apposita convenzione.

Risoluzione dell’Agenzia dell’Entrate dell’11 luglio 2017, n. 89