Info Tecniche

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Amianto – TAR Umbria Sez. I n. 75 del 18 febbraio 2019

In tema di cessazione dell’impiego dell’amianto rileva, ai fini dell’applicazione della specifica normativa, che si tratti comunque di strutture suscettibili di "utilizzazione collettiva in cui sono in opera manufatti e/o materiali contenenti amianto dai quali può derivare una esposizione a fibre aerodisperse"  (cfr., premesse al d.m. 6 settembre 1994), indipendentemente dal fatto che esse si trovino, allo stato, inutilizzate. Pubblicato il 18/02/2019 N. 00075/2019 REG.PROV.COLL. N. 00286/2018 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Umbria (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 286 del 2018, proposto da [...]

Precarietà delle opere – Consiglio di Stato Sez. VI n. 1106 del 18 febbraio 2019

La natura precaria di un intervento edilizio deve essere valutata in riferimento alle esigenze e all'utilità che la struttura è destinata a soddisfare, a prescindere dai suoi connotati e dai materiali utilizzati. Più precisamente, i requisiti per poter definire precaria una costruzione sono stati individuati: a) nella destinazione obiettiva, rivolta ad una necessità contingente; b) nell’intenzione originaria di rimuovere la struttura al venir meno della necessità del soddisfacimento dell’esigenza temporanea; c) nella provata esistenza di un rapporto di strumentalità della struttura con la situazione di necessità temporanea. Dunque, la precarietà della costruzione va valutata a prescindere dalla maggiore o minore [...]

Reati edilizi – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 14 febbraio – 4 aprile 2019, n. 14735

La realizzazione di un insieme sistematico di opere rivolte a modificare la destinazione d’uso di un preesistente organismo edilizio in modo tale da comportare l’assegnazione dell’immobile o di una unità immobiliare ad una diversa categoria funzionale tra quelle previste nel D.P.R. n. 380 del 2001, art. 23 ter, comma 1, è intervento qualificabile come ristrutturazione edilizia e non compatibile con la categoria del restauro o risanamento conservativo, che ammette soltanto modifiche della destinazione d’uso nell’ambito della stessa categoria funzionale; se l’immobile è compreso nelle zone omogenee A del piano regolatore comunale (centro storico), per ciò solo il descritto intervento è [...]

Reati edilizi – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 8 novembre 2018 – 11 febbraio 2019, n. 6366

La destinazione d’uso è un elemento che qualifica la connotazione del bene immobile e risponde a precisi scopi di interesse pubblico, di pianificazione o di attuazione della pianificazione. E' stata ribadita la configurabilità del reato di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, lett. b), in conseguenza e a causa della modifica di destinazione d’uso della porzione di fabbricato di proprietà dei ricorrenti, senza l’esecuzione di opere ma in guisa tale da determinare un aggravio del carico urbanistico, come tale idonea a integrare detto reato. Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 8 novembre 2018 – 11 febbraio 2019, [...]

Sicurezza lavoro – Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 19 febbraio – 4 aprile 2019, n. 14915

L’obbligo datoriale di vigilare sull’osservanza delle misure prevenzionistiche adottate può essere assolto attraverso la preposizione di soggetti a ciò deputati e la previsione di procedure che assicurino la conoscenza del datore di lavoro delle attività lavorative effettivamente compiute e delle loro concrete modalità esecutive, in modo da garantire la persistente efficacia delle misure di prevenzione adottate a seguito della valutazione dei rischi, non occorrendo la presenza fisica del datore di lavoro.  Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 19 febbraio – 4 aprile 2019, n. 14915 Presidente Izzo – Relatore Dovere Ritenuto in fatto Con la sentenza indicata in epigrafe [...]

Reati edilizi – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 9 gennaio – 4 aprile 2019, n. 14725

La modifica dell’art. 10, comma 1, lett. c), D.P.R. n. 380 del 2001, operata con D.L. 12 settembre 2014, n. 133, art. 17, comma 1, lett. d), conv., con modiff., nella L. 11 novembre 2014, n. 164, che ha escluso dagli interventi di ristrutturazione edilizia subordinati a permesso di costruire quelli che comportino aumento di unità immobiliari o di superfici utili, osta alla riconduzione di tali ipotesi al reato di costruzione sine titulo di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, comma 1, lett. b), e deve trovare applicazione retroattiva, ai sensi dell’art. 2 c.p., comma 4, quale [...]

Infortunio sul lavoro – Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza 22 gennaio – 26 marzo 2019, n. 8381

In tema di appalto, una responsabilità del committente nei riguardi dei terzi risulta configurabile allorquando si dimostri che il fatto lesivo sia stato commesso dall’appaltatore in esecuzione di un ordine impartitogli dal direttore dei lavori o da altro rappresentante del committente stesso o quando si versi nella ipotesi di "culpa in eligendo", la quale ricorre qualora il compimento dell’opera o del servizio siano stati affidati ad un’impresa appaltatrice priva della capacità e dei mezzi tecnici indispensabili per eseguire la prestazione oggetto del contratto senza che si determinino situazioni di pericolo per i terzi e tali principi valgono anche in materia [...]

Reati edilizi – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 22 febbraio – 26 marzo 2019, n. 13084

La sanatoria degli abusi edilizi idonea ad estinguere il reato di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, non ammette termini o condizioni, atteso che la ratio della norma è quella di dare rilievo alla piena conformità agli strumenti urbanistici dell’intera opera così come realizzata, senza quindi che siano consentiti accorgimenti per far rientrare la stessa nell’alveo della legittimità urbanistica. La Suprema Corte ha infatti chiarito che è illegittimo, e non determina l’estinzione del reato edilizio di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 44, il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria condizionato all’esecuzione [...]

Vademecum sulla riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali

a) Interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo(detrazione fiscaledel 70%); b) stessi interventi del punto a) finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la “qualità media” di cui alle tabelle 3 e 4 dell’allegato 1 al DM 26/06/2015 - “decreto linee guida”– (detrazionefiscaledel 75%); c) stessi interventi di cui ai punti a) e b) e contestuali interventi che conseguono la riduzione di 1 classe di rischio sismico (detrazione fiscale dell’80%); d) stessi interventi di cui ai [...]

Reati edilizi e opera precaria – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 15 gennaio – 6 febbraio 2019, n. 5821

Gli interventi edilizi precari, categoria già individuata dalla giurisprudenza e dalla dottrina con inequivocabile indicazione delle specifiche caratteristiche, sono ora espressamente menzionati dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 6 che, nell’attuale formulazione, li descrive, al comma 1, lett. e-bis), come opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale. L’opera precaria, per la sua stessa natura e destinazione, non comporta effetti permanenti e definitivi sull’originario assetto del territorio tali da richiedere il preventivo [...]