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Costituzione di servitù per il parcheggio di un veicolo sul fondo altrui – Cass. civ, sez. Unite, 13 febbraio 2024, n. 3925

In tema di servitù, lo schema previsto dall'art. 1027 c.c. non preclude la costituzione, mediante convenzione, di servitù avente ad oggetto il parcheggio di un veicolo sul fondo altrui purché, in base all'esame del titolo e ad una verifica in concreto della situazione di fatto, tale facoltà risulti essere stata attribuita come vantaggio in favore di altro fondo per la sua migliore utilizzazione e sempre che sussistano i requisiti del diritto reale e in particolare la localizzazione.

Appalto – Cass. civ., sez. II, sent., 10 novembre 2023, n. 31301

Poiché la responsabilità ex art. 1669 c.c. è speciale rispetto a quella prevista dalla norma generale di cui all'art. 2043 c.c., l'applicazione dell'art. 2043 c.c. può essere invocata soltanto ove non ricorrano i presupposti oggettivi e soggettivi dell'azione di responsabilità previsti dall'art. 1669 c.c., e non già al fine di superare i limiti temporali entro cui l'ordinamento positivo appresta la tutela specifica, ovvero senza poter "aggirare" il peculiare regime di prescrizione e decadenza che connota l'azione speciale. Cass. civ., sez. II, sent., 10 novembre 2023, n. 31301 Presidente Di Virgilio – Relatore Trapuzzano Fatti di causa 1.- Con atto di [...]

Appalto – Cass. civ., sez. II, ord., 17 novembre 2023, n. 31975

Il committente, il quale agisce nei confronti dell'appaltatore ai sensi dell'art. 1668 c.c. per il risarcimento dei danni derivati da vizi o difformità dell'opera, non è tenuto a dimostrare la colpa dell'appaltatore medesimo, in quanto, vertendosi in tema di responsabilità contrattuale, tale colpa è presunta fino a prova contraria, con la conseguenza che, assolto da parte del committente l'onere di provare l'esistenza dei difetti, sorge a carico dell'appaltatore l'onere di provare che la cattiva esecuzione dell'opera sia stata determinata dall'impossibilità di un esatto adempimento della prestazione derivante da causa ad essa non imputabile.   Cass. civ., sez. II, ord., 17 [...]

Accertamento del diritto di parcheggio – Cass. civ., sez. II, ord., 15 gennaio 2024, n. 1436

La sostituzione automatica della clausola che riservi al venditore la proprietà esclusiva dell'area destinata a parcheggio ai sensi dell'art. 41-sexies della l. n. 1150 del 1942, come introdotto dall'art. 18 della l. n. 765 del 1967, con la norma imperativa che sancisce il proporzionale trasferimento del diritto d'uso a favore dell'acquirente di unità immobiliari comprese nell'edificio, attribuisce al venditore, ad integrazione dell'originario prezzo della compravendita, il diritto al corrispettivo del diritto d'uso sull'area medesima, il quale ha la funzione di riequilibrare il sinallagma funzionale del contratto. Il diritto dell'alienante al corrispettivo del diritto d'uso sull'area non sorge, tuttavia, automaticamente dalla [...]

Responsabilità del proprietario-committente. Cass. civ, sez. III, sent., 2 febbraio 2024, n. 3092

In caso di danni cagionati a terzi per effetto di opere di escavazione, la responsabilità del proprietario del fondo, che trova fondamento nell'art.840 cod. civ., non opera in senso oggettivo, ma richiede una condotta colposa, sicché, nell'ipotesi in cui i lavori di escavazione siano affidati in appalto, sarebbe l'appaltatore ad essere di regola l'esclusivo responsabile dei danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera, salva la prova che il committente abbia, in base al contratto di appalto, la possibilità di impartire prescrizioni o di intervenire per richiedere il rispetto delle normative di sicurezza e che se ne sia avvalso per imporre particolari [...]

Tabella millesimale del supercondominio – Cass. civ., sez. II, ord., 25 gennaio 2024, n. 2406

Alle assemblee del supercondominio partecipano tutti i condòmini, o i loro rappresentanti nelle materie di cui all'art. 67, comma 3, disp. att. c.c., e le maggioranze per la costituzione del collegio e per la validità delle deliberazioni, le quali sono immediatamente obbligatorie per gli stessi condòmini, si calcolano in relazione al numero degli aventi diritto ed al valore dell'intero complesso di unità immobiliari, edifici o condomìni aventi quella o quelle parti comuni in discussione, avendo riguardo sotto il profilo dell'elemento personale al numero dei contitolari (da convocare personalmente o tramite il rappresentante designato) e sotto il profilo reale al valore [...]

Acquisto all’asta e diritto di comproprietà sul cortile – Cass. civ., sez. II, ord., 16 gennaio 2024, n. 1615

In caso di frazionamento della proprietà di un edificio comune in distinte unità immobiliari, a seguito dell'attribuzione in sede di esecuzione forzata, si determina una situazione di condominio per la quale vige la presunzione legale "pro indiviso" di quelle parti del fabbricato che, per ubicazione e struttura, siano - in tale momento costitutivo del condominio - funzionali all'uso comune (art. 1117 c.c.), qual è il cortile strutturalmente e funzionalmente destinato al servizio di più edifici limitrofi. Tale presunzione può essere superata soltanto ove risulti nel primo decreto con il quale il giudice trasferisce all’aggiudicatario un lotto del bene espropriato, ripetendo [...]

Distanze – Cass. civ., sez. II, ord., 4 gennaio 2024, n. 236

Agli effetti dell'art. 9, comma 3, del d.m. n. 1444 del 1968, sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi di tale norma soltanto a condizione che sia stato approvato un apposito piano particolareggiato o di lottizzazione esteso alla intera zona, finalizzato a rendere esecutive le previsioni dello strumento urbanistico generale, contenente le disposizioni planivolumetriche degli edifici previsti nella medesima zona e avente ad oggetto la realizzazione contestuale di "gruppi di edifici", e cioè di una pluralità di nuovi febbricati, rimanendo perciò estranea a tale fattispecie l'ipotesi della realizzazione di un unico nuovo fabbricato che si sia inserito [...]

Riparto delle spese di gestione della piscina condominiale – Trib. Brescia, sez. III, sent., 6 novembre 2023, n. 2830

In tema di condominio negli edifici, ove manchi una diversa convenzione adottata all'unanimità, che sia espressione dell'autonomia contrattuale, la ripartizione delle spese generali deve, necessariamente, avvenire secondo i criteri di proporzionalità, fissati nell'art. 1123, primo comma c.c., non essendo, consentito all'assemblea, mediante deliberazione a maggioranza, di suddividere con criterio "capitario" gli oneri necessari per la prestazione di servizi nell'interesse comune. Trib. Brescia, sez. III, sent., 6 novembre 2023, n. 2830 Giudice Cocchia FATTO E SVOLGIMENTO DEL GIUDIZIO Con atto introduttivo ritualmente notificato, gli odierni attori impugnavano le delibere del 5 e del 36 marzo 2022, contestando il criterio di riparto [...]

Riparto delle spese di guardiania notturna – App. Napoli, sez. VI, sent., 30 ottobre 2023

La ripartizione delle spese di guardiania notturna è fissata secondo i criteri di proporzionalità, enunciati nell'art. 1123, primo comma, c.c. Dall'analisi della giurisprudenza esistente in materia, in considerazione del carattere di comune interesse da attribuirsi al servizio in questione (attività di custodia e vigilanza), i relativi oneri devono essere sopportati da tutti i condomini ; peraltro, va precisato che l'art. 1123, secondo comma, c.c. nello stabilire, in deroga al primo comma, la ripartizione fra i condomini delle spese inerenti la conservazione del godimento della cosa comune non in base al valore della proprietà di ciascuno ma all'uso che ciascun condomino [...]