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Presunzione legale di condominialità dei beni ex art. 1117 c.c. e prove contrarie – –

La presunzione legale di condominialità stabilita per i beni elencati nell'art. 1117 c.c., la cui elencazione non è tassativa, deriva sia dall'attitudine oggettiva del bene al godimento comune sia dalla concreta destinazione di esso al servizio comune, con la conseguenza che, per vincere tale presunzione, il soggetto che ne rivendichi la proprietà esclusiva ha l'onere di fornire la prova di tale diritto; a tal fine, è necessario un titolo d'acquisto dal quale si desumano elementi tali da escludere in maniera inequivocabile la comunione del bene, mentre non sono determinanti le risultanze del regolamento di condominio, nè l'inclusione del bene nelle [...]

Approvazione del rendiconto e forza vincolante degli atti collegiali –  Cass. civ., sez. VI – 2, ord., 12 ottobre 2021, n. 27849

Il consuntivo per successivi periodi di gestione che, nel prospetto dei conti individuali per singolo condòmino, riporti tutte le somme dovute al condominio, comprensive delle morosità relative alle annualità precedenti, una volta approvato dall'assemblea, può essere impugnato ai sensi dell'art. 1137 c.c., costituendo altrimenti esso stesso idoneo titolo del credito complessivo nei confronti di quel singolo partecipante, pur non costituendo "un nuovo fatto costitutivo del credito" stesso. Dall'approvazione del rendiconto annuale dell'amministratore, che è munito della forza vincolante propria degli atti collegiali, ai sensi dell'art. 1137 c.c., comma 1, discende l'insorgenza, e quindi anche la prova, dell'obbligazione in base alla [...]

L’installazione di un impianto di riscaldamento autonomo non può utilizzare l’altrui proprietà – Cass. civ., sez. II, sent., 8 ottobre 2021, n. 27375

La delibera assembleare che autorizza i singoli condomini ad installare un impianto autonomo di riscaldamento, per la dismissione di quello centralizzato, non ne consente la realizzazione collocandolo, in tutto od in parte, sul bene in possesso ad altri. Cass. civ., sez. II, sent., 8 ottobre 2021, n. 27375 Presidente Lombardo – Relatore Gorjan Fatti di causa K.S. ebbe ad avviare procedimento di tutela possessoria nei riguardi di T.M.G. in quanto questa aveva apposto sui muri del terrazzo annesso al suo appartamento sito in […] delle tubazioni e praticato dei fori di sensibili dimensioni a servizio dell'impianto autonomo di riscaldamento del [...]

Parti comuni e loro uso – App. Milano, sez. III, sent., 9 luglio 2021, n. 2190

Si ritiene che riservare l'uso esclusivo di tali parti comuni dell'edificio ad uno soltanto dei condomini, sia pure al fine specifico di installarvi pannelli pubblicitari, comporti di per sé la sottrazione agli altri partecipanti al condominio del diritto di godimento della cosa comune loro spettante ed il correlativo svuotamento della relativa proprietà nel suo nucleo essenziale.   App. Milano, sez. III, sent., 9 luglio 2021, n. 2190 Presidente/Estensore Piombo   Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione   - Con sentenza n. 9208/2019, pubblicata l'11.10.2019, il Tribunale di Milano, definitivamente decidendo sulla domanda proposta dal Condominio [...]

Distanze: differenze tra luci e vedute – Cass. civ., sez. II, ord., 23 settembre 2021, n. 25864

In tema di aperture sul fondo del vicino, la natura di veduta o luce (regolare o irregolare) deve essere accertata dal giudice di merito alla stregua delle caratteristiche oggettive dell'apertura stessa, rimanendo a tal fine irrilevante l'intenzione del suo autore o la finalità dal medesimo perseguita; tuttavia, un'apertura munita di inferriata, tale da non consentire la prospectio nel fondo vicino, può configurarsi solo come luce, anche se consenta di guardare con una manovra di per sé poco agevole per una persona di normale conformazione; rispetto a tale genere di apertura, il vicino non ha diritto a chiedere la chiusura, bensì [...]

Distanze – Cass. civ., sez. II, ord., 21 settembre 2021, n. 25495

In accoglimento del primo motivo, deve affermarsi che, ove il giudice accerti l'avvenuta realizzazione di una costruzione in violazione delle distanze ex art. 873 c.c., deve ordinarne la riduzione in pristino con demolizione delle parti che superano tali limiti e non può, viceversa, soltanto disporre, come avvenuto nel caso in esame, l'esecuzione di accorgimenti idonei ad impedire l'esercizio della veduta sul fondo altrui, consistenti in opere che rendano impossibile il "prospicere" e l'"inspicere in alienum". L'azione in tema di distanze tra costruzioni è chiaramente volta ad evitare il formarsi di intercapedini tra fabbricati, potenzialmente dannose per gli interessi generali all'igiene, [...]

Distanze – Cass. civ., sez. II, ord., 17 settembre 2021, n. 25191

In tema di distanze legali, il principio della prevenzione ex art. 875 c.c., non è derogato nel caso in cui il regolamento edilizio si limiti a fissare la distanza minima tra le costruzioni, mentre lo è qualora la norma regolamentare stabilisca anche (o soltanto) la distanza minima delle costruzioni dal confine, atteso che in quest'ultimo caso l'obbligo di arretrare la costruzione è assoluto, come il corrispondente divieto di costruire sul confine, a meno che una specifica disposizione del regolamento edilizio non consenta espressamente di costruire in aderenza. La realizzazione di un balcone in aggetto a distanza inferiore a quella legale [...]

Strada privata assoggettata a servitù di uso pubblico e comunione – Cass. civ., sez. II, ord., 15 settembre 2021, n. 24937

L'assoggettamento di una strada privata a servitù di uso pubblico, in relazione all'interesse della collettività di goderne quale collegamento tra due vie pubbliche, non comporta la facoltà dei proprietari frontisti di aprirvi accessi diretti dai loro fondi quando il relativo intervento implichi un'utilizzazione di essa più intensa e diversa, non riconducibile al contenuto della stessa, con ciò escludendosi l'applicabilità dell'art. 825 c.c. In tema di comunione, se è vero che ciascun comproprietario ha diritto di trarre dal bene comune una utilità maggiore e più intensa di quella che ne viene tratta dagli altri comproprietari, è altrettanto vero che mediante questa [...]

Ripartizione delle spese e il principio di proporzionalità – Cass. civ., sez. II, ord., 8 settembre 2021, n. 24166

Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, indicate nell'art. 1117 c.c., per la loro funzione necessaria all'uso collettivo, sono assoggettate alla ripartizione in misura proporzionale al valore delle singole proprietà esclusive, salvo diversa convenzione; se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese vanno ripartite in proporzione dell'uso che ciascun condomino può farne; le spese relative alla cosa che in alcun modo, per ragioni strutturali o attinenti alla sua destinazione, possano servire ad uno o più condomini non vanno poste a carico di quest'ultimi. Cass. civ., sez. [...]

Parti comuni – Trib. Genova, sez. III, ord., 23 giugno 2021

L'uso della cosa comune e i lavori per il miglior godimento della stessa ex art. 1102 c.c. non possono mai concretizzarsi nell'appropriazione sostanziale del bene mediante uno spoglio degli altri condomini, sicché l'effettuazione di lavori che incorporino nella proprietà individuale parti condominiali quali le scale e il pianerottolo si concretizzano in una turbativa del possesso che legittima il condominio o uno dei singoli condomini alla relativa azione di manutenzione, a nulla rilevando che tali parti comuni siano poste a servizio esclusivo di una porzione dello stabile di proprietà esclusiva.   Trib. Genova, sez. III, ord., 23 giugno 2021 Presidente Zampieri [...]