Se il contribuente ritiene illegittimo o infondato un atto emesso nei suoi confronti (per esempio, un avviso di liquidazione o di accertamento, una cartella di pagamento), può rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale per chiederne l’annullamento totale o parziale. Nel valutare l’opportunità di instaurare un contenzioso tributario, occorre comunque ponderare sia tempi che costi. Infatti, la proposizione di un ricorso comporta, nella maggior parte dei casi, costi aggiuntivi rappresentati dall’obbligo (per le controversie di valore superiore a 3.000 euro) di farsi assistere da un difensore e dal rischio, per chi perde, di essere condannato al pagamento delle spese. Il decreto legislativo n. 156/2015 ha introdotto alcune importanti novità alla normativa sul contenzioso tributario. Anzitutto, dal 1° gennaio 2016 per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro il ricorso produce anche gli effetti del reclamo e può contenere anche una dettagliata proposta di mediazione, cioè di rideterminazione degli importi dovuti.
Effettua una ricerca
Corsi di aggiornamento
News
Convegni
Convegno in videoconferenza: “Bonus, superbonus e sismabonus: interventi, adempimenti e detrazioni”
Videoconferenza Decreto Rilancio
Convegno Convegno 24 gennaio 2020 – La Cessione del Credito per la Ristrutturazione ed il Risparmio energetico nel condominio
Convegno 7 giugno – La responsabilità civile dell’amministratore di condominio anche in ambito privacy
Convegno 23 novembre 2018 – La nuova figura dell’arbitrato nella realtà condominiale –