Archivio 2013

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Compravendita. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 18 giugno – 17 dicembre 2013, n. 28194

L'art. 40, secondo comma, della legge n. 47 del 1985 stabilisce che gli atti tra vivi aventi per oggetto diritti reali... relativi ad edifici o loro parti sono nulli e non possono essere rogati se da essi non risultano, per dichiarazione dell'alienante, gli estremi della licenza o della concessione ad edificare o della concessione rilasciata in sanatoria ai sensi dell'art. 31 ovvero se agli stessi non viene allegata la copia per il richiedente della relativa domanda, munita degli estremi della avvenuta presentazione, ovvero copia autentica di uno degli esemplari della domanda medesima e non siano indicati gli estremi dell'avvenuto versamento [...]

Parti comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 9 ottobre – 17 dicembre 2013, n. 28141

In tema di condominio, la natura del sottotetto di un edificio è, in primo luogo, determinata dai titoli e, solo in difetto di questi ultimi, può ritenersi comune, se esso risulti in concreto, per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, oggettivamente destinato (anche solo potenzialmente) all'uso comune o all'esercizio di un servizio di interesse comune. Il sottotetto può considerarsi, invece, pertinenza dell'appartamento sito all'ultimo piano solo quando assolva alla esclusiva funzione di isolare e proteggere l'appartamento medesimo dal caldo, dal freddo e dall'umidità, tramite la creazione di una camera d'aria e non abbia dimensioni e caratteristiche strutturali tali da consentirne [...]

Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 5 aprile – 16 dicembre 2013, n. 50605

In materia di infortuni sul lavoro, il datore di lavoro non può andare esente da responsabilità, sostenendo esservi stata una delega di funzioni a tal fine utile, per il solo fatto che abbia provveduto a designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Difatti la presenza di un RSPP è obbligatoria ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs. 626/1994 per l'osservanza di quanto previsto dal successivo art. 9, ma tale figura non coincide con quella, peraltro facoltativa, del dirigente delegato all'osservanza delle norme antinfortunistiche ed alla sicurezza dei lavoratori (ex pluris Cass. Sez. IV, n. 47363/2005). In particolare il RSPP [...]

Parti comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 13 novembre – 13 dicembre 2013, n. 27942

Per lastrico solare deve intendersi la superficie terminale dell'edificio che abbia la funzione di copertura-tetto delle sottostanti unità immobiliari, comprensivo di ogni suo elemento, sia pure accessorio, come la pavimentazione ma che evidentemente non può estendersi a quelle opere ivi esistenti che, sporgendo dal piano di copertura, siano dotate di autonoma consistenza e abbiano una specifica destinazione al servizio delle parti comuni. Pertanto deve escludersi che nella nozione di lastrico solare possono essere ricompresi i torrini della gabbia scale e del locale ascensore con la relativa copertura, che certamente sono beni condominiali: si tratta di distinti e autonomi manufatti sopraelevati [...]

Uso cosa comune.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 13 novembre – 13 dicembre 2013, n. 27940

La conclusione dell'inidoneità obiettiva del cortile a consentire l'esercizio della facoltà di parcheggio non si pone in contrasto con la giurisprudenza (in particolare, Cass. n. 13879/2010), non essendo basata sulla negazione, in linea astratta e di principio, della compatibilità dei cortili comuni con siffatto uso, ma soltanto su di un apprezzamento delle specifiche caratteristiche dell'area in questione, in considerazione delle quali si ritiene, senza incorrere in vizi logici o lacune argomentative, che lo stesso non si presti al parcheggio di autovetture, ma soltanto al passaggio delle persone ed al transito dei veicoli diretti nelle rimesse, aventi accesso dal medesimo, facoltà [...]

Rinunzia al credito.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 10 ottobre – 11 dicembre 2013, n. 27753

La natura negoziale della rinunzia, quale atto abdicativo, esige e postula che il diritto di credito si estingua conformemente alla volontà remissoria e nei limiti da questa fissati, ossia che l'estinzione si verifichi solo se e in quanto voluta dal creditore con la conseguenza che la volontà di rinunzia presuppone anche, e in primo luogo, la consapevolezza, nel creditore, dell'esistenza del debito. Riduci la dimensione del testo Ingrandisci la dimensione del testo Stampa questo articolo Aggiungi questo articolo alla tua raccolta Togli questo articolo dalla tua raccolta Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 10 ottobre - 11 dicembre 2013, [...]

Locazione e risarcimento danni.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, sentenza 4 luglio – 10 dicembre 2013, n. 27614

La fattispecie di rilascio dell'immobile locato a seguito di risoluzione per inadempimento del conduttore, tanto nell'ipotesi in cui fino alla scadenza che avrebbe dovuto avere il contratto l'immobile non venga rilocato, quanto nell'ipotesi in cui una rilocazione dell'immobile da parte del locatore avvenga in una data che si collochi entro il periodo di durata residua che avrebbe dovuto avere la locazione se non si fosse risolta, non è di per sé tale da integrare né un danno da "perdita" (danno emergente), né un danno da "mancato guadagno" (lucro cessante) derivanti dall'inadempimento. Poiché il canone locativo compensa il locatore della privazione [...]

Detraibilità Iva.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, sentenza 21 maggio – 6 dicembre 2013, n. 27351

Il diritto alla detrazione dell’iva può essere legittimamente esercitato qualora sia comprovata l’inerenza del bene acquisito all’esercizio dell’impresa, ovvero un quid pluris rispetto alla qualità di imprenditore dell’acquirente, cioè l’inerenza o strumentalità del bene comprato rispetto all’attività imprenditoriale; e, poiché ai predetti fini la predetta norma non ha introdotto alcuna deroga ai comuni criteri in tema di onere della prova, la dimostrazione di detta inerenza o strumentalità resta a carico dell’interessato, senza che la sussistenza dei predetti requisiti possa presumersi in ragione della sola qualità di società commerciale dell’acquirente Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, sentenza 21 maggio [...]

Contenzioso tributario.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, sentenza 13 novembre – 10 dicembre 2013, n. 27595

La sanzione della inutilizzabilità dei documenti di cui sia stata rifiutata l’esibizione in sede di verifica, prevista dall’articolo 52, quinto comma, d.p.r, 633/72, non presuppone necessariamente che il rifiuto di esibizione sia stato doloso, ossia finalizzato ad impedire l’attività di accertamento, ben potendo tale sanzione applicarsi anche quando detto rifiuto sia dipeso da errore non scusabile, di diritto o di fatto, dovuto a dimenticanza, disattenzione, carenze amministrative o altro (in questo senso, si vedano le sentenze di questa Corte nn. 21768/09. 7269/09). Tuttavia, perché sia preclusa la utilizzazione in sede amministrativa o contenziosa di un documento, è pur sempre necessario [...]

Arricchimento senza causa.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 23 ottobre – 11 dicembre 2013, n. 27760

L'ente pubblico ha bensì il diritto ad un trattamento di particolare cautela, quanto all'individuazione dei presupposti in presenza dei quali è tenuto a rispondere per ingiustificato arricchimento, ma non è esonerato dall'obbligo di comportarsi secondo buona fede nell'esecuzione del rapporto (arg. art. 1375 cod. civ.), né può esimersi dal fatto che - nella valutazione del suo comportamento - si faccia uso dei conseguenti canoni interpretativi (art. 1366 cod. civ.). In applicazione del principio per cui, nei rapporti contrattuali (o quasi contrattuali, qual è quello di specie), il comportamento delle parti deve essere interpretato secondo buona fede - cioè nel senso [...]