concordato preventivo

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Concordato preventivo – Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 22 febbraio – 4 maggio 2017, n. 10826

Tra le condizioni prescritte per l’ammissibilità del concordato preventivo rientra, ai sensi dell’art. 162, co.2 l. f., anche la veridicità dei dati aziendali esposti nei documenti prodotti unitamente al ricorso; ne consegue che se nel corso della procedura emerge che siffatta condizione mancava al momento del deposito della proposta, il tribunale così come dovrebbe revocare ex art. 173, co. 3 l.f. l’ammissione al concordato, parimenti deve negarne l’omologazione. Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 22 febbraio – 4 maggio 2017, n. 10826 Presidente Didone – Relatore Ferro Fatti di causa 1. La Centrale Lazio s.r.l. (CENTRALE) impugna il decreto [...]

Concordato preventivo – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 26 ottobre 2016 – 13 febbraio 2017, n. 6591

La transazione omologata prima della scadenza del termine incide, invece, sulla struttura della fattispecie incriminatrice in modo profondo perché ne muta gli elementi costitutivi e, in particolare, il termine del pagamento, che può essere dilazionato ovvero frazionato in più rate, e, nel caso di imposte diverse dall’IVA e da quelle armonizzate, addirittura ridotto (con eventuale rimodulazione del debito al di sotto della soglia di punibilità), sostituendo lo stesso titolo del pagamento, costituito non più ormai dalla dichiarazione annuale di sostituto di imposta o dai certificati rilasciati ai sostituiti, bensì dalla transazione fiscale. L’inadempimento futuro ed eventuale della transazione ne comporta [...]

Concordato preventivo –

Il carattere frodatorio del piano va accertato in concreto e deve consistere in una chiara e indiscutibile manipolazione della realtà aziendale, tale da falsare il giudizio dei creditori e orientarli in maniera presumibilmente diversa rispetto a quella che sarebbe conseguita alla corretta rappresentazione della situazione aziendale. La "frode" non può consistere, quindi, in una diversa lettura dei dati esposti nel piano da parte dei soggetti cui è demandata la funzione di verifica, ma presuppone una rappresentazione non veritiera della realtà aziendale, attuata attraverso la volontaria pretermissione - nel piano - di cespiti rilevanti (beni strumentali, crediti, ecc.), attraverso l’indicazione di [...]