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Vizi della cosa locata.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 12 giugno– 19 settembre 2014, n. 19744

La responsabilità del locatore per i danni derivanti dall'esistenza dei vizi sussiste anche in relazione a vizi preesistenti la consegna ma manifestatisi successivamente ad essa nel caso in cui il locatore poteva conoscere, usando l'ordinaria diligenza, i vizi secondo la disciplina di cui all'art. 1578 c.c. (Cass. 9 luglio 2008, n. 18854 e Cass. 10 agosto 1991, n. 8729) e che il locatore è tenuto a risarcire il danno alla salute subito dal conduttore in conseguenza delle condizioni abitative dell'immobile locato quand'anche tali condizioni fossero note al conduttore al momento della conclusione del contratto, in quanto la tutela del diritto [...]

Crediti privilegiati.Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 28 maggio – 30 luglio 2014, n. 17270

Il privilegio speciale sul bene immobile, che assiste, ai sensi dell'art. 2775 bis c.c., i crediti del promissario acquirente conseguenti alla mancata esecuzione del contratto preliminare trascritto ex art. 2645 bis c.c., siccome subordinato ad una particolare forma di pubblicità costitutiva (come previsto dall'ultima parte dell'art. 2745 c.c.), resta sottratto alla regola generale di prevalenza dei privilegio sull'ipoteca, sancita, se non diversamente disposto, dal 2° comma dell'art. 2748 c.c., e soggiace agli ordinari principi in tema di pubblicità degli atti. Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 28 maggio – 30 luglio 2014, n. 17270 Presidente Rordorf – Relatore Cristiano [...]

Delibera assembleare.Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 2 aprile – 28 luglio 2014, n. 33227

La pendenza di un giudizio, relativamente alla legittimità di una delibera assembleare, non paralizza la facoltà del condominio di nuove determinazioni sul medesimo oggetto (magari, e per esempio, a fini di revoca della delibera contestata). Ma la reiterabilità non implica la legittimità della nuova delibera, qualunque ne sia il contenuto, e neppure implica la cessazione della materia del contendere nell'ambito del giudizio già pendente. Ad entrambi i fini è necessario che il provvedimento finale sia conforme alla legge, con l'ovvia implicazione che tale conformità è suscettibile di verifica giudiziale, ad entrambi gli effetti. Il provvedimento ex art. 2377 cod. civ. [...]

Supercondominio.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 3 ottobre 2013 – 19 settembre 2014, n. 19800

Nel caso di pluralità di edifici, costituiti in distinti condomini, ma compresi in una più ampia organizzazione condominiale, (cosiddetti "supercondomini"), legati tra loro dalla esistenza di talune cose, impianti e servizi comuni (quali il viale d'accesso, le zone verdi, l'impianto di illuminazione, la guardiola del portiere, il servizio di portierato, etc.), in rapporto di accessorietà con i fabbricati, si applicano a dette cose, impianti, servizi le norme sul condominio negli edifici, e non quelle sulla comunione in generale (Cass. n. 9096 del 2000). Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 3 ottobre 2013 - 19 settembre 2014, n. 19800 Presidente [...]

Luci e vedute.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 24 giugno – 16 settembre, n. 19480

Qualora sia aperta una luce irregolare, il vicino non ha per ciò solo diritto alla chiusura, quando sia possibile renderla conforme alle prescrizioni vigenti, demandando al prosieguo del giudizio la verifica circa la possibilità e le modalità della eventuale regolarizzazione. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 24 giugno – 16 settembre, n. 19480 Presidente Bursese – Relatore Migliucci Svolgimento del processo 1. - B.S. conveniva in giudizio dinanzi al Giudice di pace di Portogruaro Bo.Lu. per sentirlo condannare all'estirpazione di piante ed alberi esistenti sul fondo di quest'ultimo, attiguo a quello di proprietà dell'attore, e situati a distanza inferiore [...]

Interventi di modifica della cosa comune.Corte di Cassazione, sez II Civile, sentenza 3 luglio – 22 settembre 2014, n. 19915

Il bilanciamento tra esigenze potenzialmente confliggenti va operato in concreto, verificando - in coerenza con la tipologia del bene comune e con le reali possibilità dei condomini di fruire del predetto bene - se la modifica apportata dal singolo condomino pregiudichi il diritto di uso degli altri, ovvero alteri la destinazione del bene comune, occorrendo che la limitazione del diritto del singolo trovi giustificazione nella riduzione delle reali possibilità d'uso in capo agli altri condomini. Al contempo, la valutazione della destinazione della cosa, di cui è vietata l'alterazione, deve essere condotta in una prospettiva dinamica del bene considerato. Oggetto della [...]

Lavori di ristrutturazione.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 29 maggio – 2 settembre 2014, n. 18515

La ditta esecutrice della ristrutturazione delle parti di un condominio è responsabile per i danni causati ex art.1669 c.c. se non prova le contrarie direttive del condominio o dell'amministratore.    Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 29 maggio – 2 settembre 2014, n. 18515 Presidente Piccialli – Relatore Proto Svolgimento del processo P.P. , titolare dell'omonima impresa edile il 15/2/1995 otteneva, nei confronti del Condominio in (omissis) , decreto ingiuntivo per il pagamento del saldo del corrispettivo di un appalto avente ad oggetto lavori di ristrutturazione dell'edificio condominiale. Il Condominio con l'opposizione, affermandosi creditore e non debitore, deduceva che [...]

Beni comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 20 giugno – 1 agosto 2014, n. 17556

Il cavedio (talora denominato chiostrina, vanella o pozzo luce) - cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell'edificio comune - essendo destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari (quali ad esempio bagni, disimpegni, servizi), è sottoposto al medesimo regime giuridico del cortile, espressamente contemplato dall'art. 1117, n. 1, cod. civ. tra i beni comuni, salvo titolo contrario. La presunzione di proprietà comune non può essere vinta, nel silenzio del titolo, dalla mera possibilità di accesso al bene comune soltanto dall'appartamento di uno dei condomini, o dal fatto che costui abbia provveduto anche a [...]

Edilizia privata: le pertinenze.Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 11 marzo – 24 luglio 2014, n. 3952

Nella materia edilizia, la nozione di pertinenza ha peculiarità sue proprie, che la distinguono da quella civilistica. Si deve infatti trattare di un'opera preordinata ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, funzionalmente ed oggettivamente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo valore di mercato e dotata di un volume minimo; inoltre la nozione di pertinenza, rilevante ai fini dell'autorizzazione, deve essere interpretata in modo compatibile con i principi della materia, di talché non è, quindi, possibile consentire la realizzazione di opere di rilevante consistenza solo perché destinate, dal proprietario, al servizio ed ornamento del bene principale (cfr. Consiglio di Stato, [...]

Detrazione IVA.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 22 maggio – 25 luglio 2014, n. 17021

Non costituisce prestazione di servizio soggetta ad I.V.A. l'attività svolta da un soggetto a vantaggio di un altro autonomamente e senza obbligo nei confronti di quest’ultimo. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 22 maggio – 25 luglio 2014, n. 17021 Presidente Iacobellis – Relatore Caracciolo Osserva La CTR di Milano ha respinto l’appello dell’Agenzia -appello proposto contro la sentenza della CTP di Milano n. 102-02-2009 che aveva già accolto il ricorso della parte contribuente "U.S Adverting spa" avverso avviso di accertamento (concernente IVA per l’anno 2005)- avviso fondato su un verbale di accertamento con il quale la [...]