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Rendita catastale.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, sentenza 25 settembre – 2 dicembre 2013, n. 27008

Sussiste un obbligo della Amministrazione di sorreggere con adeguata motivazione ogni atto con cui accerti un quid di fiscalmente rilevante. Nel caso relativo alla attribuzione di una rendita catastale per "stima diretta", l’ammontare della rendita stessa discende dal valore attribuito al bene. La mera indicazione di una diversa valutazione rispetto a quella proposta dal contribuente costituisce il dispositivo dell'atto e non la motivazione, che deve (a somiglianza di quanto accade in caso di applicazione dell’imposta di registro) invece enunciare i criteri e gli elementi che determinano la mancata accettazione delle indicazioni del contribuente. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – [...]

Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 2 ottobre – 4 dicembre 2013, n. 48522.

Nel caso in cui il coordinatore per la sicurezza constatati l'obiettiva necessità di sospendere i lavori e ciò non ottenga, per esonerarsi da responsabilità non ha strada diversa da quella di dimettersi dall'incarico, il cui mantenimento risulterebbe del tutto incompatibile con una situazione fattuale, a lui ben presente, che ponga a rischio l'incolumità dei lavoratori addetti al cantiere.  Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 2 ottobre – 4 dicembre 2013, n. 48522. Presidente Sirena – Relatore Grasso Ritenuto in fatto 1. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Distaccata di Aversa, con sentenza del 15/7/2009, condannò alla pena [...]

Reati edilizi.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 28 maggio – 11 settembre 2013, n. 37224

L’accertamento della violazione delle norme che riguardano le distanze tra costruzioni sono norme di natura civilistica poste a tutela dei privati confinanti, che non può essere messo in discussione da una valutazione della P.A., neanche in sede di sanatoria, poiché la tutela offerta dalle norme civilistiche degli interessi privati sotto forma di diritti soggettivi di proprietà attinenti alle distanze non patisce incidenza alcuna dai provvedimenti amministrativi concessori, i quali poi, qualora sussistano e confliggano con tali diritti per il loro contenuto, possono essere disapplicati dal giudice ordinario.   Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 28 maggio - 11 settembre [...]

Reati edilizi.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 6 novembre – 3 dicembre 2013, n. 48091

In materia edilizia può essere attribuita al proprietario non formalmente committente dell'opera la responsabilità per la violazione dell'art.20 L.47/85 (sostituito dall'art.44 DPR 380/01) sulla base di valutazioni fattuali, quali l'accertamento che questi abiti nello stesso territorio comunale ove è stata eretta la costruzione abusiva, che sia stato individuato sul luogo, che sia destinatario finale dell'opera, che abbia presentato richieste di provvedimenti abilitativi anche in sanatoria (cfr. ex multis cass.pen.sez.3 n.9536 del 20.1.2004; Cass.sez.3, 14.2.2005 - Di Marino; Cass.sez.3 n.32856 del 13.7.2005-Farzone). Più di recente questa Corte, nel richiamare tutti tali principi, ha sottolineato che "grava inoltre sull'interessato l'onere di allegare [...]

Decoro architettonico.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 17 giugno – 4 dicembre 2013, n. 27224

Come è stato già affermato dalla Corte Suprema (con sentenza n. 8731 del 1998), per decoro architettonico del fabbricato, ai fini della tutela prevista dall'art. 1120 cod. civ., deve intendersi l'estetica data dall'insieme delle linee e delle strutture che connotano il fabbricato stesso e gli imprimono una determinata, armonica, fisionomia. L'alterazione di tale decoro può ben correlarsi alla realizzazione di opere che immutino l'originario aspetto anche, soltanto, di singoli elementi o punti del fabbricato tutte le volte che la immutazione sia suscettibile di riflettersi sull'insieme dell'aspetto dello stabile. Va anche osservato che l'indagine volta a stabilire se, in concreto, un'innovazione [...]

Fideiussione.Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 30 ottobre – 4 dicembre 2013, n. 27117

Giurisprudenza consolidata afferma il principio secondo cui “con riguardo alla posizione del fideiussore..., l'acquisto della qualità del debitore nei confronti del creditore risale al momento della nascita stessa del credito (e non anche a quello della scadenza dell'obbligazione del debitore principale), sì che è a tale momento che occorre far riferimento al fine di stabilire se l'atto pregiudizievole (nella specie, costituzione di un fondo patrimoniale) sia anteriore o successivo al sorgere del credito, onde predicare, conseguentemente, la necessità o meno della prova della c.d. dolosa preordinazione”. Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 30 ottobre – 4 dicembre 2013, n. [...]

Delibera assembleare.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 13 novembre – 4 dicembre 2013, n. 27233.

La Corte territoriale - sul rilievo che il contenuto della delibera autorizzativa impugnata riguardasse l'applicabilità del citato art. 1102 c.c. (che attiene all'uso della cosa comune in ambito condominiale) - ha ritenuto di applicare le conseguenze logico-giuridiche che derivavano dal riferimento della portata della decisione assembleare alla disciplina di tale norma, pervenendo alla conferma dell'illegittimità della delibera assembleare (perciò, annullata), con la quale era stato previsto il divieto generalizzato per i condomini di poter aprire nuovi accessi sul muro comune. Così statuendo, però, la Corte triestina ha disatteso il principio in base al quale le deliberazioni assembleari condominiali (con le [...]

Abuso edilizio.TAR Veneto, sez. II, sentenza 27 – 28 novembre 2013 n. 1333

Secondo i principi generali, l’abuso edilizio ha carattere permanente, di modo che sussiste l’obbligo per l’amministrazione di ordinare la rimozione delle opere abusive, a maggior ragione laddove realizzate in aree demaniali e soggette a vincolo, senza alcun particolare obbligo di motivazione circa la sussistenza del pubblico interesse alla loro rimozione; Detto principio risulta recentemente ribadito (C.d.S., Sez. V, 9.9.2013, n. 4470), ove è stato ritenuto che a fronte della motivazione in re ipsa che incontra l’ordine di demolizione dell’abuso edilizio all’esito dell’accertamento della sua esistenza, il lasso temporale che fa sorgere l’onere di una motivazione rafforzata in capo all’Amministrazione non [...]

Disturbo delle occupazioni.Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 11 ottobre – 2 dicembre 2013, n. 47830

Per poter configurare la contravvenzione di cui all'art. 659 cod. pen., secondo l'ormai costante indirizzo giurisprudenziale di questa Corte (Cass. sez. 1, n. 3348 del 16/01/1995, Draicchio, rv. 200692; sez. 1, n. 5578 del 6/11/1995, Giuntini ed altri, ev. 204796; sez. 1, n. 1406 del 21/12/1996, PC e Costantini, rv. 209694; sez. 1, n.7753 del 20.5.1994, De Nardo, rv. 198766, sez. 1, n. 47298 del 29/11/2011, lori, 251406; sez.) è necessario che i rumori prodotti, oltre ad essere superiori alla normale tollerabilità, abbiano la attitudine a propagarsi, a diffondersi, in modo da essere idonei a disturbare una pluralità indeterminata di [...]

Rappresentanza.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 3 ottobre – 29 novembre 2013, n. 26849

Il Condominio è pienamente legittimato, mediante la rappresentanza dell'amministratore (a prescindere dalla rituale adozione di una preventiva delibera autorizzativa dell'assemblea), a costituirsi nei gradi di merito (oltre che in sede di legittimità), per la conservazione dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio. In particolare, con riguardo all’ azione relativa alle vetrine, è stato affermato (cfr. Cass. n. 9378 del 1997; Cass. n. 24391 del 2008 e, da ultimo, Cass. n. 14626 del 2010) che, ai sensi degli artt. 1130, primo comma, n. 4), e 1131 c.c. ("ratione temporis" applicabili, nella versione antecedente alla novellazione intervenuta per effetto della legge 11 dicembre [...]