Archivio 2013

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Area destinata a parcheggio. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 23 ottobre – 14 novembre 2013, n. 25647

Nel caso in cui la costruzione sia realizzata in forza di un provvedimento (licenza o concessione) che, prima di essere attuato, sia stato oggetto di una o più varianti, il titolo edificatorio deve considerarsi costituito non solo da quello originario, ma integrato dalle successive varianti, perfezionandosi con l'ultima delle stesse. Ne consegue che, ove nelle more sia intervenuta una norma modificativa del regime urbanistico - edilizio la, non ancora intrapresa, attività edilizia deve risultare conforme alla stessa, con la conseguente illegittimità dell’edificazione, quand'anche assentita nel titolo, nella parte in cui non la osservi. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – [...]

Area comune destinata a parcheggio. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 9 luglio – 13 novembre 2013, n. 25454

Nel caso in esame è bene chiarire che a determinare quale sia l'area destinata a parcheggio è proprio e soltanto l'atto concessorio che vincola il costruttore a questa destinazione e che è il riferimento cui ancorare ogni controversia circa la natura condominiale o privata delle parti della costruzione. Un'eventuale discrasia tra l'accatastamento, cioè la dichiarazione presentata dal costruttore/proprietario agli Uffici finanziari (nel tempo UTE, Agenzia del territorio, Agenzia delle Entrate) e la concessione edilizia va risolta avendo riguardo a quest'ultima, perché essa designa la entità della costruzione assentita e la destinazione impressa e approvata del bene da edificare. L'edificazione avvenuta [...]

Molestie.Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 18 settembre – 7 novembre 2013, n. 44916

Il riposo delle persone ha rilevanza penale anche se consumato nelle ore pomeridiane (Cass., Sez. I, 12/01/1996, n. 1005).Rispondono, infine, del reato di cui all’art. 659 comma 1 c.p., secondo insegnamento di questa Corte, un uomo e una donna che non impediscono il molesto abbaiare, anche in ore notturne, di due cani di loro proprietà, custoditi nel cortile di un edificio condominiale (Cass., Sez. I, 19/04/2001, Barbagallo e altri). Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 18 settembre – 7 novembre 2013, n. 44916Presidente Siotto – Relatore Bonito Ritenuto in fatto e considerato in diritto 1. Con sentenza del 7 [...]

Mediazione ex officio. Tribunale di Milano, sez. IX Civile, ordinanza 29 ottobre 2013

La legge 9 agosto 2013 n. 98 (di conversione del d.l. 21 giugno 2013 n. 69), riscrivendo parzialmente il tessuto normativo del d.lgs. 28/2010, ha previsto la possibilità per il giudice (anche di appello) di disporre l’esperimento del procedimento di mediazione (cd. mediazione ex officio). Si tratta di un addentellato normativo che inscrive, in seno ai poteri discrezionali del magistrato, una nuova facoltà squisitamente processuale: trattasi, conseguentemente, di una norma applicabile ai procedimenti pendenti. Va ricordato alle parti che, per effetto della mediazione ex officio, l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale: dunque, l’onere della [...]

Locazione. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 9 – 30 ottobre 2013, n. 24498

Considerato che il conduttore in mora nella restituzione della cosa è, indipendentemente da qualsiasi prova fornita dal locatore, tenuto a corrispondere un importo pari al corrispettivo convenuto, con ciò intendendosi - in caso di applicabilità della legge 27 luglio 1978 n. 392 — il canone legalmente dovuto, specularmente, il medesimo conduttore ha il diritto di ripetere, nei confronti del locatore, quella parte del corrispettivo che superi la misura stabilita dalla legge sul cosiddetto equo canone, anche se tale corrispettivo si riferisca al periodo successivo alla data stabilita per il rilascio, salva la facoltà del locatore di dimostrare, soggiacendo ai principi [...]

Immissioni acustiche. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 3 ottobre – 6 novembre 2013, n. 25019

Consolidata giurisprudenza ritiene che, con riferimento al D.P.C.M. 1 marzo 1991, i criteri dallo stesso previsti per la determinazione dei limiti massimi di esposizione al rumore, ancorché dettati per la tutela generale del territorio, possono essere utilizzati come parametro di riferimento per stabilite l'intensità e - di riflesso - la soglia di tollerabilità delle immissioni rumorose nei rapporti tra privati purché, però, considerati come un limite minimo e non massimo, dato che i suddetti parametri sono meno rigorosi di quelli applicabili nei singoli casi ai sensi dell'art. 844 c.c., con la conseguenza che, in difetto di altri eventuali elementi, il [...]

Mediazione.

Indirizzi interpretativi proposti dal Coordinamento della Conciliazione forense votati dall’XI Assemblea del Coordinamento della conciliazione forense a Pesaro. Nuovi standard operativi alla luce della riforma del Decreto del Fare» Nuovi standard operativi alla luce della riforma del Decreto del Fare - XI Assemblea dei soci

Edilizia privata. Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 25 giugno – 24 ottobre 2013, n. 5158

Il criterio dell’indifferenza dell’epoca di commissione dell’abuso non può essere applicato con meccanicismo indiscriminato ed illimitato e, in particolare, quando la costruzione in rilievo sia munita di un titolo edificatorio (venendo in questione delle semplici difformità dal medesimo) e siano passati svariati decenni dalla commissione della presunta violazione, la sottoposizione dei privati cittadini a procedimento sanzionatorio scuote per ciò stesso il valore della certezza delle situazioni giuridiche. La riconosciuta irretroattività delle sanzioni previste dalla l. n. 47/1985 è maggiormente giustificata nel caso di specie, in cui il Comune ha inteso applicarle ad un evento verificatosi circa cinquanta anni prima, in [...]

Appalto. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 1 ottobre – 6 novembre 2013, n. 25015

È principio costante quello secondo cui l'azione di responsabilità per rovina e difetti di cose immobili, prevista dall'art. 1669 cod. civ., può essere esercitata non solo dal committente contro l'appaltatore, ma anche dall'acquirente contro il venditore che abbia costruito l'immobile sotto la propria responsabilità, allorché lo stesso venditore abbia assunto, nei confronti dei terzi e degli stessi acquirenti, una posizione di diretta responsabilità nella costruzione dell'opera, e sempre che si tratti di gravi difetti, i quali, al di fuori dell'ipotesi di rovina o di evidente pericolo di rovina, pur senza influire sulla stabilità dell'edificio, pregiudichino o menomino in modo rilevante [...]

Vendita. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 18 giugno – 17 ottobre 2013, n. 23591

Legge 47/85, per contrastare il fenomeno dell'abusivismo edilizio, ha sancito la nullità degli atti di compravendita dei fabbricati abusivi, tanto da prevedere la nullità anche solo per la mancata indicazione degli estremi della concessione, ove in effetti esistente. A maggior ragione, quindi, l'atto è nullo se l'immobile è abusivo e gli estremi della concessione sono fittizi. Gli artt. 17 e 40 della L. n. 47 prevedono non solo una nullità formale o testuale legata alla mancanza delle prescritte indicazioni e sanabile con atto successivo, ma anche una nullità sostanziale legata alla carenza della licenzia o concessione edilizia od alla assenza [...]