Archivio 2013

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Delibera assembleare.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 luglio – 8 ottobre 2013, n. 22892

  Se la deliberazione ha portata innovativa in quanto incide negativamente sull'utilizzabilità e destinazione delle parti dell'edificio "non di proprietà comune ma di proprietà esclusiva e quindi, comporta un restringimento dei poteri e delle facoltà del condomino ,iure domini, sulla proprietà immobiliare individuale, richiede che il consenso sia espresso in forma scritta ai sensi dell'art. 1350 c.c Ben possono i restanti condomini chiedere il ristoro del danno morale, biologico e patrimoniale (deprezzamento del valore del proprio immobile) conseguenti ad immissioni superiori alla soglia di normale tollerabilità, provenienti dagli esercizi commerciali Non v'è dubbio che tali danni (art. 844 c.c.) presentano [...]

Imposta di registro.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 22 maggio – 14 ottobre 2013, n. 23115

I principi relativi alla determinazione del valore di un bene che viene trasferito sono diversi a seconda dell'imposta che si deve applicare, sicché quando si discute di imposta di registro si ha riguardo al valore di mercato del bene, mentre quando si discute di una plusvalenza realizzata nell'ambito di un'impresa occorre verificare la differenza realizzata tra il prezzo di acquisto e il prezzo di cessione. Ciò premesso (anche considerando che, in tema di accertamento, ai fini IRPEF, delle plusvalenze realizzate a seguito di trasferimento di azienda, il valore dell'avviamento resosi definitivo al fini dell'imposta di registro, assume carattere vincolante per [...]

Edilizia.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 aprile – 14 ottobre 2013, n. 23276

Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, la rilevanza giuridica della licenza o concessione edilizia si esaurisce nell'ambito del rapporto pubblicistico tra P.A. e privato richiedente o costruttore, senza estendersi ai rapporti tra privati, regolati dalle disposizioni dettate dal codice civile e dalle leggi speciali in materia edilizia, nonché dalle norme dei regolamenti edilizi e dei piani regolatori generali locali. Ne consegue che, ai fini della decisione delle controversie tra privati derivanti dalla esecuzione di opere edilizie, sono irrilevanti tanto la esistenza della concessione (salva la ipotesi della cosiddetta licenza in deroga), quanto il fatto di avere costruito in [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 luglio – 9 ottobre 2013, n. 22986

Ai sensi dell’art. 1592 c.c., in mancanza di prova del consenso, il conduttore non può avere diritto ad indennità per i miglioramenti apportati al bene locato.   Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 luglio - 9 ottobre 2013, n. 22986Presidente Felicetti – Relatore Mazzacane Svolgimento del processo D..C. conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Genova P..O. chiedendone la condanna al pagamento della somma di lire 75.000.000 per l'esecuzione di lavori all'immobile di proprietà di quest'ultimo sito in piazza (omissis) indicati nel preventivo del novembre 1990, ritenuti necessari in quanto il bene era in pessime condizioni.Il convenuto costituendosi [...]

Litisconsorzio.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 27 settembre – 14 ottobre 2013, n. 23224

Il principio di diritto, secondo cui il regolamento di condominio attiene alla disciplina di un rapporto plurisoggettivo tra i contitolari di porzioni comprese in un medesimo edificio e, quindi, non può essere dichiarato inefficace solo relativamente ad alcuni dei partecipanti senza incidere, necessariamente, sulla sfera patrimoniale dei restanti condomini, è un principio astrattamente valido, come tale incontestabile, ma inapplicabile al caso concreto, trattandosi, di azione dichiarativa e non costitutiva. Per l'effetto, dalla natura della domanda in concreto avanzata, riconducibile a quella di un'azione di mero accertamento, consegue l'insussistenza dell'ipotesi di litisconsorzio necessario.Anche la stessa giurisprudenza è orientata in tal senso [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 17 luglio – 11 ottobre 2013, n. 23164

Il deposito cauzionale è considerato solitamente come un pegno irregolare in relazione alla sua funzione di garanzia ed alla fungibilità dei beni che ne formano oggetto (il denaro). Il che significa che il trasferimento dell'immobile comporta automaticamente il trasferimento del deposito cauzionale. L'acquirente dell'immobile locato subentra nei diritti e nelle obbligazioni derivanti dal contratto di locazione (art. 1602 Codice Civile) e, così, anche nell'obbligazione accessoria di restituire il deposito cauzionale versato dall'inquilino. Con l'ulteriore precisazione che il bene dato in pegno (nel caso in esame una somma di denaro) rimane ed è di proprietà del soggetto che ha concesso il [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 19 settembre – 7 ottobre 2013, n. 22821

Il principio di ultrattività del rito postula che il giudice abbia trattato la causa secondo quello erroneamente adottato, implicitamente ritenendo che il rito in concreto seguito sia quello prescritto, con la conseguenza che il giudizio deve proseguire nelle stesse forme. Pertanto, qualora una causa in materia di locazione sia stata trattata con il rito ordinario, l'atto di appello va proposto con citazione, a norma dell'art. 342 cod. proc. civ., da notificare entro trenta giorni dalla notifica della sentenza o nel termine lungo.   Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 19 settembre - 7 ottobre 2013, n. 22821Presidente Trifone – [...]

Omessa dichiarazione dei redditi.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 14 maggio – 4 ottobre 2013, n. 40992

Premesso che gli studi di settore sono posti a base di un procedimento di accertamento disciplinato dal diritto tributario che consente il contraddittorio del contribuente, deve essere rilevato che, per quanto attiene all'ambito di rilevanza penale, la giurisprudenza di legittimità ha affermato il principio che, proprio ai fini di verificare il superamento della soglia di punibilità di cui all'art. 5 del D.Lgs. n. 74 del 2000, il giudice può legittimamente avvalersi dell'accertamento induttivo dell'imponibile compiuto dagli uffici finanziari (cfr, Sez.3, n. 24811 del 28/4/2011, dep. 21/6/2011, Rocco, Rv. 250647); tale principio, affermato in relazione al giudizio sulla responsabilità, vale innanzitutto [...]

Preliminare di vendita.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 17 luglio – 11 ottobre 2013, n. 23162

In tema di contratto preliminare, la consegna dell'immobile oggetto del contratto effettuata prima della stipula del definitivo non determina la decorrenza del termine di decadenza per opporre i vizi noti, né comunque quello di prescrizione, perché l'onere della tempestiva denuncia presuppone che sia avvenuto il trasferimento del diritto (v. Cass. 26-5-2004 n. 10148; Cass. 15-2-2007 n. 3383, Cass. 14-1-2010 n. 477). Ne consegue che il contratto preliminare di vendita di un appartamento con consegna dello stesso prima della stipula dell'atto definitivo, la presenza di vizi nella cosa consegnata abilita il promissario acquirente, senza che sia necessario il rispetto del termine [...]

Prima casa.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 19 settembre – 9 ottobre 2013, n. 22944

Secondo consolidata giurisprudenza (Cass. SU. n. 1196 del 2000; n. 9149 del 2000; n. 3608 del 2003; n. 18300 del 2004; n. 20066 del 2005; nn. 20376 e 21718 del 2006; n. 13491 del 2008), i benefici fiscali sono subordinati al raggiungimento dello scopo per il quale vengono concessi: in caso di vendita infraquinquennale di un immobile comprato con le agevolazioni cd. prima casa, il mantenimento dell'agevolazione è accordato se il contribuente entro il successivo anno "proceda all'acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale". La dichiarazione di volontà, in tal senso espressa dell'acquirente, non è riferita ad [...]