Archivio 2020

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Impugnazione delibera assembleare – Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 22 ottobre – 13 novembre 2020, n. 25677

L’introduzione di una domanda di rimozione di un’opera realizzata in esecuzione di una deliberazione dell’assemblea condominiale, in aggiunta a quella originaria di impugnazione ex art. 1137 c.c., costituisce domanda nuova, come tale non ammessa dall’art. 183 c.p.c. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 22 ottobre – 13 novembre 2020, n. 25677 Presidente Lombardo – Relatore Scarpa Fatti di causa e ragioni della decisione B.G. ha proposto ricorso articolato in due motivi avverso la sentenza 9 maggio 2019, n. 960/2019, resa dalla Corte d’appello di Palermo. Gli intimati Condominio di (omissis) , e D.S.L. non hanno svolto attività [...]

Esercizio dell’attività di pizzeria e rosticceria vietata dal regolamento di condominio – Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 22 ottobre – 13 novembre 2020, n. 25679

La presentazione di una denuncia, come di un esposto, all’autorità giudiziaria o amministrativa, seppur rivelatasi infondata, non può essere fonte di responsabilità per danni a carico del denunciante o dell’esponente, ai sensi dell’art. 2043 c.c., se non quando possano considerarsi calunniosi. Più in generale, in tema di illecito civile, la ricostruzione del nesso di derivazione eziologica esistente tra la condotta del danneggiante e l’oggetto dell’obbligazione risarcitoria implica la scomposizione del giudizio causale in due autonomi e consecutivi segmenti: il primo è volto ad identificare il nesso di causalità materiale o di fatto che lega la condotta all’evento di danno; il [...]

Deliberazione assembleare – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 2 luglio – 12 novembre 2020, n. 25558

Allorquando i condomini legittimati a partecipare ed a votare nell’assemblea siano soltanto due e manchi l'unanimità o comunque vi sia una situazione di parità - l’unica strada percorribile per deliberare è quella del ricorso all' autorità giudiziaria, come previsto ai sensi del collegato disposto degli artt. 1105 e 1139 c.c. ricordando che ai fini del computo delle maggioranze le persone fisiche, le teste, non vengono conteggiate due volte sebbene le quote spettanti al singolo siano su più unità  immobiliari. Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 2 luglio – 12 novembre 2020, n. 25558 Presidente Manna – Relatore Bellini Fatti [...]

Infiltrazioni – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 15 settembre – 9 novembre 2020, n. 25018

La responsabilità ex art. 2051 c.c., postula la sussistenza di un rapporto di custodia della cosa e una relazione di fatto tra un soggetto e la cosa stessa, tale da consentire il potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la cosa. Detta norma non dispensa il danneggiato dall’onere di provare il nesso causale, ossia di dimostrare che l’evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa, mentre resta a carico del custode, offrire la prova contraria alla presunzione iuris tantum della [...]

Ripetizione di indebito oggettivo ex art. 2033 c.c. – Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza 14 luglio – 9 novembre 2020, n. 24976

L’adempimento del debito altrui può avvenire sia direttamente sia per il tramite d’un mandatario; in tale ultima ipotesi, la sussistenza dei requisiti richiesti dall’art. 1180 c.c. , esistenza del debito altrui, volontà di estinguerlo, spontaneità del pagamento, vanno accertati con riferimento alla persona del mandante, non a quella del mandatario; invero tali requisiti  devono essere considerati non rispetto alla persona dell’amministratore, mero mandatario, ma rispetto al Condominio, mandante dell’adempimento. Per la giurisprudenza di legittimità non può sussistere l’indebito soggettivo ove un soggetto abbia adempiuto un debito altrui con la consapevolezza di non essere debitore, non potendo tale pagamento considerarsi effettuato [...]

Distanze legali – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 20 febbraio – 6 novembre 2020, n. 24827

Le distanze minime previste dai regolamenti locali non sono utilmente derogabili, a differenza di quelle generali previste dal codice civile, per effetto di pattuizioni tra i confinanti. In proposito, occorre ribadire che "In tema di distanze legali nelle costruzioni le prescrizioni contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi, essendo dettate - contrariamente a quelle del codice civile - a tutela dell’interesse generale a un prefigurato modello urbanistico, non sono derogabili dai privati. Ne consegue l’invalidità - anche nei rapporti interni - delle convenzioni stipulate fra proprietari confinanti le quali si rivelino in contrasto con le norme urbanistiche in materia [...]

Impugnativa di delibera – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 15 settembre – 5 novembre 2020, n. 24761

L’inottemperanza degli obblighi dell'amministratore non possono essere dedotti come vizi in sede di impugnativa ex art. 1137 c.c., trattandosi piuttosto, di motivi eventuale di grave irregolarità che comporta no la revoca dell’amministratore. Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 15 settembre – 5 novembre 2020, n. 24761 Presidente Lombardo – Relatore Scarpa Fatti di causa e ragioni della decisione M.M. ha proposto ricorso articolato in quattro motivi avverso la sentenza n. 988/2016 della Corte d’appello di Torino, depositata il 13 giugno 2016. L’intimato (omissis) , non ha svolto attività difensive. La Corte d’appello di Torino ha respinto il gravame avanzato [...]

Locazione – Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza 30 giugno – 3 novembre 2020, n. 24266

Secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale il recesso "titolato" non può prescindere dalla specificazione dei motivi, la quale inerisce al perfezionamento stesso della dichiarazione di recesso e risponde alla finalità di consentire al locatore la precisa e tempestiva contestazione dei motivi sul piano fattuale o della loro idoneità a legittimare il recesso medesimo. Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza 30 giugno – 3 novembre 2020, n. 24266 Presidente Armano – Relatore Scrima Fatti di causa Il Tribunale di Genova, con d.i. n. 45 del 2013, ingiunse a V.R. e a S.G. il pagamento, in favore di Z.L. e Z.M. , [...]

Convocazione tardiva del condomino – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 15 settembre – 30 ottobre 2020, n. 24041

Secondo consolidata interpretazione l’art. 1136 c.c. e art. 66 disp. att. c.c., nella formulazione antecedente alle modifiche apportate dalla L. n. 220 del 2012 (formulazione qui operante, dovendosi giudicare la validità di una Delib. approvata il 27 gennaio 2010), ogni condomino ha il diritto di intervenire all’assemblea e deve, quindi, essere messo in condizione di poterlo fare, con la conseguente necessità che l’avviso di convocazione previsto dall’art. 66 disp. att. c.c., u.c., testo previgente, quale atto unilaterale recettizio, sia non solo inviato, ma anche ricevuto nel termine, ivi stabilito, di almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza, avendo [...]

Distanze legali – Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 23 settembre – 23 ottobre 2020, n. 23184

Allorquando il soccombente nel giudizio in tema di distanze per l’apertura di vedute e balconi impugni la sentenza del giudice di merito che lo abbia condannato alla demolizione dei propri balconi realizzati a confine in violazione dell’art. 905 c.c., deducendo che era sufficiente, ai fini del rispetto delle predette distanze, l’adozione di diversi specifici accorgimenti, deve affermarsi che l’eliminazione delle vedute abusive può essere realizzata non solo mediante la demolizione delle porzioni immobiliari per mezzo delle quali si realizza la violazione di legge lamentata, ma anche attraverso la predisposizione di idonei accorgimenti che impediscano di esercitare la veduta sul fondo [...]