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Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 16 dicembre 2013 – 20 febbraio 2014, n. 4067

Ai sensi dell'art. 36 della legge 27 luglio 1978, n. 392, la cessione del contratto di locazione di immobile destinato ad attività di impresa, che avvenga con la cessione contestuale dell'azienda del conduttore, non ha bisogno del consenso del locatore, ma deve essergli comunicata con lettera raccomandata con avviso di ritorno (o con modalità diverse, purché idonee a consentire la conoscenza della modificazione soggettiva del rapporto). Tale comunicazione, se non costituisce requisito di validità della cessione nel rapporto tra conduttore cedente e terzo cessionario, condiziona tuttavia l'efficacia della cessione stessa nei confronti del contraente ceduto, nel senso che essa non [...]

Confisca.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 18 dicembre – 18 febbraio 2014, n. 7533

In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta in relazione a determini reati fra i quali per effetto del richiamo operato dal citato art. 1, comma 143, della legge n. 244 del 2007 deve intendersi ricompreso anche il reato di cui all'art. 10-ter della legge n. 74 del 2000, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persone estranee al reato; la disposizione precisa altresì che, ove non sia possibile la confisca specifica di tali beni la stessa è disposta su altri beni di cui il [...]

Legittimazione passiva dell’amministratore.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 12 novembre 2013 – 28 febbraio 2014, n. 4871

Il secondo comma dell'art. 1131 cod. civ., nel prevedere la legittimazione passiva dell'amministratore in ordine ad ogni lite avente ad oggetto interessi comuni dei condomini (senza distinguere tra azioni di accertamento ed azioni costitutive o di condanna), deroga alla disciplina valida per le altre ipotesi di pluralità di soggetti passivi, soccorrendo, così, all'esigenza di rendere più agevole ai terzi la chiamata in giudizio del condominio, senza la necessità di promuovere il litisconsorzio passivo nei confronti dei condomini (Cass. n. 1485 del 1996). Inoltre, pare utile ancora richiamare il condiviso principio secondo cui “in tema di azioni negatorie e confessorie [servitutis] [...]

Azione di reintegrazione.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 31 gennaio – 5 marzo 2014, n. 5215

L'elemento soggettivo che completa i presupposti dell'azione di spoglio risiede nella coscienza e volontà dell'autore di compiere l'atto materiale nel quale si sostanzia lo spoglio, indipendentemente dalla convinzione dell'agente di operare secondo diritto (Cass. 2, Sentenza n. 2316 del 31/01/2011). Secondo questa S.C. è passibile di azione di reintegrazione, ai sensi dell'art. 1168 cod. civ., colui che, consapevole di un possesso in atto da parte di altro soggetto, anche se ritenuto indebito, sovverta, clandestinamente o violentemente, a proprio vantaggio la signoria di fatto sul bene nel convincimento di operare nell'esercizio di un proprio diritto reale, essendo, in tali casi, "l'animus [...]

Appalto.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 14 novembre 2013 – 21 febbraio 2014, n. 4198

La norma relativa alla revisione del prezzo di appalto non ha carattere vincolante per le parti. Queste pertanto possono derogare alla norma fissando convenzionalmente un diverso limite di aumento dei costi, ovvero rimuovendo lo stesso limite legale o escludendo dalla revisione l'aumento del costo di alcune prestazioni. La clausola con la quale si escluda, in deroga all'art. 1664 c.c., il diritto dell'appaltatore a ulteriore compenso per le difficoltà impreviste incontrate nell'esecuzione dell'opera (cosiddetto appalto "a forfait") non comporta alcuna alterazione della scrittura ovvero della funzione dell'appalto, nel senso di renderlo un contratto aleatorio, ma solo un ulteriore allargamento del rischio, [...]

Annullamento vendita.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 9 dicembre 2013 – 20 febbraio 2014, n. 4065

Nel nostro ordinamento vige il principio fraus omnia corrumpit, in virtù del quale il dolo decettivo conduce all'annullamento del contratto (come pure del negozio unilaterale) quale che sia l'elemento sul quale il deceptus sia stato ingannato. Il principio, già di per sé desumibile dalla sola lettera dell'art. 1429 c.c. (il quale sanziona con l'annullamento il contratto frutto di raggiri "usati da uno dei contraenti [e] tali che, senza di essi, l'altra parte non avrebbe contrattato", senza distinzioni di sorta sul tipo di errore indotto dai raggiri), è altresì ricavabile da una nutrita serie di previsioni: (-) gli artt. 482, 483 [...]

Agevolazioni prima casa.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 5 – 18 febbraio 2014, n. 3753

L’attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale in adempimento di una condizione inserita nell’atto di separazione consensuale, non costituisce infatti una forma di "alienazione" dell’immobile rilevante ai fini della decadenza dei benefici "prima casa"; bensì una forma di utilizzazione dello stesso ai fini della migliore sistemazione dei rapporti fra i coniugi, sia pure al venir meno della loro convivenza (e proprio in vista - della cessazione della convivenza stessa). Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 5 – 18 febbraio 2014, n. 3753 Presidente/Relatore Cicala Svolgimento del processo e motivi della decisione 1. La sig.ra S.S. ricorre [...]

Compravendita immobiliare. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 28 gennaio – 3 marzo 2014, n. 4934

La giurisprudenza della Corte (cfr. Cass. n. 10698 del 1994; Cass. n. 11744 del 1999; Cass. n. 15304 del 2006 c. da ultimo, Cass. n. 20131 del 2013) ha condivisibilmente statuito che nell'interpretazione dei contratti di compravendita immobiliare, ai fini della determinazione della comune intenzione delle parti circa l'estensione dell'immobile compravenduto, i dati catastali, emergenti dal tipo di frazionamento approvato dai contraenti ed allegato all'atto notarile trascritto, e l'indicazione dei confini risultante dal rogito assurgono al rango di risultanze di pari valore. Pertanto, si è specificato (v. Cass. n. 5123 del 1999 e Cass. n. 6764 del 2003) che le [...]

Abuso edilizio.Corte di Giustizia UE, Decima Sezione, sentenza 6 marzo 2014, causa C-206/13

La Corte di giustizia dell’Unione europea è incompetente a rispondere alla questione posta dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia (Italia). Corte di Giustizia UE, Decima Sezione, sentenza 6 marzo 2014, causa C-206/13 «Rinvio pregiudiziale – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Principi generali del diritto dell’Unione – Attuazione del diritto dell’Unione – Ambito di applicazione del diritto dell’Unione – Collegamento sufficiente – Insussistenza – Incompetenza della Corte» Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta») e del principio di proporzionalità. 2 La domanda è [...]

Accertamento sintetico.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 18 dicembre 2013 – 12 marzo 2014, n. 5675

L’accertamento mediante parametri costituisce un sistema di presunzioni semplici, come tali suscettibili di prova contraria, e il contribuente, anche se non abbia risposto all’invito al contraddittorio, ha la più ampia facoltà di offrire la controprova, anche facendo ricorso a presunzioni semplici, i giudici d’appello avrebbero dovuto valutare eventuali prove offerte dal contribuente anche se lo stesso aveva disatteso l’invito al contraddittorio e le prove offerte non erano documentali. Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 18 dicembre 2013 – 12 marzo 2014, n. 5675 Presidente Cappabianca – Relatore Di Iasi Sentenza in fatto e in diritto 1. A.M. ricorre, nei confronti [...]