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Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 17 ottobre 2013 – 31 gennaio 2014, n. 4961

Se nel dettare i contenuti della valutazione dei rischi l'art. 28 non utilizza il termine manutenzione, espressa menzione ne viene fatta diffusamente all'interno del “Codice della sicurezza”. Di talché la stessa valutazione dei rischi deve avere riguardo alle attività di manutenzione necessaria a preservare l'efficienza delle misure di prevenzione individuate. Peraltro, anche sul piano testuale, il concetto di realizzazione (di "attuazione delle misure da realizzare" si legge appunto nell'art. 28) reca in sé tanto il concetto di attività “creatrice”, ovvero che produce per la prima volta un determinato risultato, sia il concetto di attività di conservazione di quanto prodotto: la [...]

Frode fiscale.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 30 ottobre 2013 – 30 gennaio 2014, n. 4360

Il presupposto dell'IRES è il possesso dei redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie indicate nell'art. 6 TUIR (art. 72 DPR 22.12.1986 n. 917) e quindi l'evasione del pagamento di una tale imposta per effetto di avvenuti trasferimenti di beni mal si concilia con la contemporanea contestazione di una indebita detrazione dell'IVA per effetto delle medesime operazioni ritenute oggettivamente inesistenti (vendite di beni mai acquistati).   Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 30 ottobre 2013 - 30 gennaio 2014, n. 4360 Presidente Teresi – Relatore Orilia Ritenuto in fatto Con ordinanza 21.3.2013 il Tribunale di Pesaro, per [...]

Disturbo dell’occupazione o del riposo delle persone. Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 13 giugno 2013 – depositata il 12 febbraio 2013, n. 6685

  La rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l'incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l'interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l'evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare (V. Sez. 1 sentenza n.47298 del 29.11.2011, Rv. 251406). Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 13 giugno 2013 - depositata il 12 febbraio 2013, n. 6685 Presidente Giordano– Relatore [...]

Distanze legali.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 3 luglio 2013 – 30 gennaio 2014, n. 2094

In tema di distanze legali fra edifici, mentre non sono a tal fine computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria di limitata entità, come la mensole, le lesene, i cornicioni, le grondaie e simili, rientrano nel concetto civilistico di "costruzione" le parti dell'edificio, quali scale, terrazze e corpi avanzati (c.d. "aggettanti") che, seppure non corrispondono a volumi abitativi coperti, sono destinate ad estendere ed ampliare la consistenza del fabbricato. D'altra parte, agli effetti di cui all'art. 873 cod.civ., la nozione di costruzione, che è stabilita dalla legge statale, deve essere unica e [...]

Diritti reali.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 18 dicembre 2013 – 12 febbraio 2014, n. 3219

La costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia ha per presupposto che due fondi, appartenenti in origine allo stesso proprietario, siano stati posti dallo stesso in una situazione di subordinazione dell'uno rispetto all'altro idonea a integrare il contenuto di una servitù prediale e che, all'atto della separazione, sia mancata una manifestazione di volontà tale da escludere la preesistente relazione di sottoposizione di un fondo all'altro e risultino segni visibili concretantisi in opere permanenti necessarie per l'esercizio di una servitù e rivelatrici pertanto della sua esistenza; in particolare nel caso di servitù di passaggio, la servitù si intende [...]

Difetti dell’opera.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 16 ottobre 2013 – 6 febbraio 2014, n. 2724

Nel caso in esame, risultava (né la ricorrente contesta) che la C.N. , esercente l'attività di imprenditoria edile, aveva venduto l'appartamento in contestazione, dalla stessa realizzato per averne curato direttamente l'esecuzione dei lavori, pur consentendo agli acquirenti di sceglierne le finiture, ancorché queste ultime opere fossero nella specie materialmente affidate ad altra impresa (mediante contratto di appalto), per cui doveva ritenersi che aveva anche l'obbligo della garanzia, con il contratto di vendita, che l'appartamento fosse stato costruito a regola d'arte, con materiali idonei, senza lesioni dei diritti dei terzi, nel pieno rispetto di tutte le norme legali e regolamentari in [...]

Demanio marittimo.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 12 novembre 2013 – 29 gennaio 2014, n. 3901

L'art. 55 cod. nav. prevede un vincolo alla proprietà privata, richiedendo per le opere realizzate “entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare” l'autorizzazione del capo del compartimento. Ciò, in quanto la facoltà del proprietario di realizzare una nuova opera in quella fascia non può liberamente esplicarsi, ma è subordinata alla valutazione della compatibilità dell'opera medesima con la tutela del demanio marittimo e con la sua utilizzazione secondo la programmazione prevista dall'art. 30 cod. nav. Ne consegue che la violazione del richiamato art. 55, attraverso la realizzazione di opere nella fascia [...]

Compravendita immobiliare.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 23 ottobre 2013 – 6 febbraio 2014, n. 2725

In tema di prova della simulazione di contratti di compravendita di immobili, che esigono la forma scritta ad substantiam, l'interrogatorio formale, in quanto diretto a provocare la confessione del soggetto cui è deferito, è ammissibile anche tra le parti solo se sia rivolto a dimostrare la simulazione assoluta del contratto, perché in tal caso oggetto del mezzo di prova è l'inesistenza della compravendita immobiliare, e non anche se il mezzo probatorio tenda a dimostrare la simulazione relativa del contratto stesso (v. Cass., sentt. n. 1011 del 1992, n. 13584 del 1991; più di recente, Cass. 24 novembre 2008 n. 27887). [...]

Compravendita immobiliare.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 10 dicembre 2013 – 6 febbraio 2014, n. 2771

Il concetto di danno risarcibile, e in particolare, di lu­cro cessante, con riguardo all'inadempimento, da parte del promissario acquirente, di un contratto preliminare di com­pravendita immobiliare, è da riferirsi al principio, ex art. 1223 cod. civ., secondo cui il risarcimento deve porre il creditore nella situazione in cui si sarebbe trovato se l'inadempimento non si fosse verificato. A tal proposito, la citata disposizione prevede il ristoro non solo del dan­no emergente, ma anche del lucro cessante, ossia di ogni conseguenza lesiva che, seppur non apparente e non immedia­tamente riscontrabile, gli sia derivata dall'azione danno­sa. Il proprietario, in caso di contratto [...]

Compravendita immobiliare.Corte di Cassazione, sez. VI – 3 Civile, ordinanza 7 novembre 2013 – 24 gennaio 2014, n. 1466

Nel caso in cui il contratto di compravendita sia stato integralmente eseguito nei confronti dei terzi venditori – e l'attuale resistente non ha dimostrato l'interesse di costoro alla partecipazione al giudizio - gli stessi, nella controversia avente ad oggetto la declaratoria di simulazione relativa per interposizione fittizia - che mira a sostituire la persona interposta con il vero acquirente - si vengono a trovare in una posizione di indifferenza rispetto all'effettiva identità della persona dell'acquirente. In particolare, manca, nella loro posizione, l'interesse concreto ed attuale richiesto dall'art. 100 c.p.c., non solo per proporre una domanda, ma anche per contraddire alla [...]