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Evasione fiscale.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 1 ottobre – 18 novembre 2013, n. 46165

La verifica del giudice penale può sovrapporsi o anche entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata davanti al giudice tributario, perché nella sede penale deve darsi prevalenza al dato fattuale reale rispetto ai criteri di natura formale che caratterizzano l'ordinamento tributario, non essendo configurabile alcuna pregiudiziale tributaria. (Cass. pen., sez. 3, 26 febbraio 2008, n. 21213, rv. 239984; sez. 3, 18 maggio 2011, n. 36396, rv. 251280). Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 1 ottobre - 18 novembre 2013, n. 46165Presidente Squassoni – Relatore Andronio Ritenuto in fatto 1. - Con sentenza del 21 novembre 2012, la Corte d'appello [...]

Elusione fiscale.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 11 luglio – 15 novembre 2013, n. 25671

La disciplina antielusiva dell'interposizione, prevista dall’art. 37, comma 3, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l’applicazione del regime fiscale che costituisce il presupposto d'imposta: ne deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell'ambito della quale può ricomprendersi l'interposizione fittizia di persona, non esaurisce il campo di applicazione della norma, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo anche mediante operazioni effettive e reali. Da quanto esposto consegue che il carattere reale, e non simulato, [...]

Compravendita immobiliare. Corte di Giustizia Ue, Terza Sezione, sentenza 7 novembre 2013, cause riunite C-249/12 e C-250/12

La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, ed in particolare i suoi articoli 73 e 78, deve essere interpretata nel senso che, qualora le parti abbiano stabilito il prezzo di un bene senza menzionare nulla riguardo all’imposta sul valore aggiunto e il fornitore di tale bene sia la persona tenuta a versare l’imposta sul valore aggiunto dovuta sull’operazione imponibile, il prezzo pattuito, nel caso in cui il fornitore non abbia la possibilità di recuperare dall’acquirente l’imposta sul valore aggiunto riscossa dall’amministrazione tributaria, deve essere considerato come già comprensivo dell’imposta sul [...]

Subappalto.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 15 ottobre – 15 novembre 2013, n. 25758

La giurisprudenza di questa Corte ha affermato in più occasioni che in tema di appalto è di regola l'appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi ed eventualmente anche dell'inosservanza della legge penale durante l'esecuzione del contratto, attesa l'autonomia con cui egli svolge la sua attività nell'esecuzione dell'opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla controparte l'opera o il servizio cui si era obbligato, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all'accertamento e alla verifica della corrispondenza dell'opera o del servizio affidato all'appaltatore con quanto costituisce l'oggetto del [...]

Sopraelevazione.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 27 settembre – 15 novembre 2013, n. 25766

La fonte del diritto del condomino di sopraelevare va ricercata nella norma codicistica interpretata in collegamento con le speciali prescrizioni antisismiche, per cui tale diritto sorge solo nel momento in cui la stabilità strutturale dell'edificio in condizioni di quiete lo consente o, nelle zone sottoposte a rischio sismico, solo nel momento in cui la struttura del fabbricato è adeguata al grado di sismicità della zona e, perciò è pronta a sopportare la sopraelevazione. Con la conseguenza che la domanda di demolizione può essere paralizzata solo dalla prova che non solo la sopraelevazione ma anche la struttura sottostante è adeguata a [...]

Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 15 marzo – 15 novembre 2013, n. 45918

  Secondo la prescrizione di cui all’art.5 d.lgs. 626/94 ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, utilizzando in maniera corretta i macchinari, le attrezzature e le sostanze pericolose. Sussiste infatti una responsabilità del dipendente non sovrapponibile a quella del datore di lavoro, fondata sul rilievo che il lavoratore, indipendentemente dalla mancata informazione dei rischi connessi all'uso improprio delle attrezzature , deve verificare la sicurezza nell'impiego di materiali ed attrezzature. Corte di Cassazione, sez. IV Penale, [...]

Rovina e difetti di cose immobili.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 27 settembre – 15 novembre 2013, n. 25767

L'azione di responsabilità per rovina e difetti di cose immobili, prevista dall'art. 1669 cod. civ., può essere esercitata non solo dal committente contro l'appaltatore, ma anche dall'acquirente contro il venditore che abbia costruito l'immobile sotto la propria responsabilità, allorché lo stesso venditore abbia assunto, nei confronti dei terzi e degli stessi acquirenti, una posizione di diretta responsabilità nella costruzione dell'opera, e sempre che si tratti di gravi difetti, i quali, al di fuori dell'ipotesi di rovina o di evidente pericolo di rovina, pur senza influire sulla stabilità dell'edificio, pregiudichino o menomino in modo rilevante il normale godimento, la funzionalità o [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 22 aprile – 15 novembre 2013, n. 25743

La Corte di merito si è attenuta al fermo principio secondo il quale l'azione di risoluzione del contratto ex art. 1456 cod. civ. tende ad una pronuncia dichiarativa, perché implica l'accertamento dell'inadempienza, con la conseguenza che non ha l'idoneità, con riferimento all'art. 282 cod. proc. civ., all'efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato (Cass. 7369 del 2009).Pertanto fino al momento della definitività della sentenza di accertamento - che in quanto tale deve acquisire quel grado di stabilità che si identifica con il giudicato formale (art. 324 cod. proc. civ.), in funzione di quello sostanziale (art. 2909 cod. civ.) [...]

Elusione fiscale.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, ordinanza interlocutoria 7 febbraio – 5 novembre 2013, n. 24739

La Corte, visto la L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 23, dichiara rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., la questione di legittimità costituzionale del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 37 bis, comma 4 ed ordina la immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.   Corte di Cassazione, sez. Tributaria, ordinanza interlocutoria 7 febbraio - 5 novembre 2013, n. 24739Presidente Merone – Relatore Bruschetta Fatto Con l'impugnata sentenza n. 64/37/07, depositata il 12 luglio 2007, la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, in totale riforma della decisione della Commissione Tributaria Provinciale di [...]

Successioni. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 4 ottobre – 6 novembre 2013, n. 24881

Secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte (cfr., da ultimo, Cass. n. 9081 del 2010 e Cass. n. 230 del 2011) - l'annullamento di un testamento per incapacità naturale del testatore postula l'esistenza non già di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive del "de cuius", bensì la prova che, a cagione di una infermità transitoria o permanente, ovvero di altra causa perturbatrice, il soggetto sia privo in modo assoluto, al momento della redazione dell'atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti ovvero della capacità di autodeterminarsi, con il conseguente onere, a carico di chi quello [...]