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Risarcimento danni. Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 26 febbraio – 29 luglio 2013, n. 18222

 Colui che chiede il risarcimento del danno conseguente ad un'azione ingiustamente esercitata, può agire soltanto ai sensi dell'art. 96, primo o secondo comma, cod. proc. civ. che disciplina tutti i casi di responsabilità risarcitoria per atti o comportamenti processuali - e che perciò, essendo norma speciale rispetto all'art. 2043 cod. civ., preclude ogni possibilità di invocare i principi generali della responsabilità per fatto illecito al di fuori dell'oggetto della controversia in relazione alla quale si assumono verificati gli estremi della suddetta responsabilità, non essendo configurabile un concorso, anche alternativo, tra i due tipi di azione - dinanzi al giudice che [...]

Cartella di pagamento. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 27 giugno – 30 luglio 2013, n. 18252

ln caso di comunicazione spedita in busta raccomandata e non in plico, ove il destinatario contesti il contenuto della busta medesima, è onere del mittente provarlo. (Cass. Sez. L, Sentenza n. 24031 del 10/11/2006), Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 27 giugno - 30 luglio 2013, n. 18252Presidente Cicale – Relatore Caracciolo Osserva La CTR di Catanzaro ha respinto l'appello di Equitalia ETR spa, appello proposto contro la sentenza n.70/07/2009 della CTP di Cosenza, che aveva accolto il ricorso della parte contribuente "A. di C.N. & C. sas", relativo a due cartella di pagamento impugnate dalla società [...]

Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 4 aprile – 24 luglio 2013, n. 17938

"La responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 codice civile è di carattere contrattuale, perché il contenuto del contratto individuale di lavoro risulta integrato per legge (ai sensi dell'art. 1374 c.c.) dalla disposizione che impone l'obbligo di sicurezza e lo inserisce nel sinallagma contrattuale. Ne consegue che il riparto degli oneri probatori nella domanda di danno da infortunio sul lavoro si pone negli stessi termini che nell'art. 1218 cod. civ., sull'inadempimento delle obbligazioni; da ciò discende che il lavoratore che agisca per il riconoscimento del danno differenziale da infortunio sul lavoro, deve allegare e provare la esistenza dell'obbligazione lavorativa, [...]

Società e fallimento. Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 24 aprile – 25 luglio 2013, n. 18080

  L'amministratore giudiziario nominato nel procedimento disciplinato dall'art. 2409 c.c., per la natura stessa dell'attività che gli è demandata dal giudice, che si concreta nella gestione della società, strumentale al ripristino del suo corretto funzionamento, non rientra nella categoria degli ausiliari del giudice prevista dall'art. 11 del d.p.r. n. 115/2002 con la conseguenza che il rimedio dato contro il provvedimento che dispone la liquidazione del compenso per l'opera da esso prestata non può consistere nell'opposizione prevista dall'art. 170 del citato d.p.r. n. 115/2002, ma deve individuarsi, attesa la natura monitoria del decreto pronunciata ai sensi dell'art. 92 ultimo comma disp. [...]

Avviso di accertamento. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 14 maggio – 29 luglio 2013, n. 18184

In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212, deve essere interpretato nel senso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento - termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, la illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, poiché detto termine è posto a garanzia [...]

Usucapione.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 30 maggio – 23 luglio 2013 n. 17881

Il requisito della non clandestinità, richiesto dall'art. 1163 c.c., va riferito non agli espedienti che il possessore potrebbe attuare per apparire proprietario, ma al fatto che il possesso sia stato acquistato ed esercitato pubblicamente, cioè in modo visibile e non occulto, così da palesare l'animo del possessore di voler assoggettare la cosa al proprio potere senza che sia necessaria l'effettiva conoscenza da parte del preteso danneggiato (v. Cass. 17-7-1998 n. 6997; Cass. 14-5-1979 n. 2800; Cass. 10-4-1973 n. 1021; Cass. 9-10-1970 n. 1910).In particolare, è stato precisato che, ai fini dell'accertamento della mancanza di clandestinità, è necessario che il possesso [...]

Reddito d’impresa.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 13 marzo – 19 luglio 2013, n. 17673

In materia di imposte sui redditi, rientrano infatti "tra le spese di rappresentanza di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 74, i costi sostenuti per accrescere il prestigio della società senza dar luogo ad una aspettativa di incremento delle vendite, mentre ne restano escluse le spese sostenute per incrementare le vendite   Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 13 marzo - 19 luglio 2013, n. 17673Presidente Cappabianca – Relatore Greco Svolgimento del processo L'Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Piemonte che, nel giudizio [...]

Parti comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 8 maggio – 23 luglio 2013, n. 17875

In linea con i principi enunciati dalla giurisprudenza, si ritiene configurabile la fattispecie del condominio parziale "ex lege" tutte le volte in cui un bene risulti, per obiettive caratteristiche strutturali e funzionali, destinato al servizio e/o al godimento in modo esclusivo di una parte soltanto dell'edificio in condominio, oggetto di un autonomo diritto di proprietà, venendo in tal caso meno il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria di tutti i condomini su quel bene (Cass. 28-4-2004 n. 8136; Cass. 10-10-2007 n. 21246; Cass. 24-11-2010 n. 23851); con la conseguente applicabilità, in tal caso, del criterio di ripartizione di [...]

Oneri condominiali.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 giugno – 23 luglio 2013, n. 17882

L’art. 1134 c.c. prescrive che, per avere diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune, il condomino deve dimostrarne l’urgenza, intesa come necessità di eseguirla senza ritardo e, quindi, senza potere avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini.   Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 giugno – 23 luglio 2013, n. 17882Presidente Triola – Relatore Bursese Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 5.05.1907 M.C.S.R. conveniva in giudizio avanti al Tribunale di Venezia, J.F.Z. e, premesso di essere condomina unitamente al convenuto dell’immobile sito in Venezia - Dorsoduro, denominato palazzo Mocenigo del Soccorso [...]

Abuso edilizio.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 6 febbraio – 24 luglio 2013, n. 32079

La giurisprudenza, da tempo, ha chiarito che il reato di costruzione senza concessione edilizia deve considerarsi permanente, poiché la condotta dell'agente non si esaurisce con l'inizio dei lavori, ma si protrae per tutta la durata di essi, cessando però con l'ultimazione dei lavori, che ha luogo quando cessa l'attività illecita, cioè quando vengono portati a termine i lavori di rifinitura, compresi quelli esterni quali gli intonaci e gli infissi (ovvero cessa anche con la sentenza di primo grado o con il provvedimento di sequestro, che sottrae all'imputato la disponibilità di fatto e di diritto dell'immobile) e ciò anche considerando la [...]