Banca Dati Sentenze

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Incendio della cosa locata e responsabilità – Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza 9 luglio – 14 ottobre 2019, n. 25779

Va ricordato che l’art. 2051 c.c. attiene ai danni che la cosa provoca ai terzi, per difetto di custodia; invece si applica l’art. 1588 c.c. quando i danni sono provocati alla cosa ad opera di chi la detiene. È dunque da escludersi, in primo luogo, che l’occupante dell’immobile cui il conduttore abbia concesso l’uso momentaneo o anche continuativo della cosa locata, possa rispondere nei confronti del locatore, se la cosa subisce un incendio, ai sensi dell’art. 2051 c.c., posto che, come detto, tale norma attiene esclusivamente ai danni causati dalla cosa ai terzi, e non già a quelli che il [...]

Ripartizione delle spese – Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 16 ottobre 2018 – 15 ottobre 2019, n. 26042

Illegittima la ripartizione delle spese di ristrutturazione dell’edifico che prescinde dalle tabelle millesimali vigenti e ne utilizza altre, mai approvate, non potendo darsi attuazione a criteri per quanto assistiti da una eventuale prassi formatasi negli anni.  Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 16 ottobre 2018 – 15 ottobre 2019, n. 26042 Presidente Manna – Relatore Sabato Fatti di causa Con atto di citazione notificato in data 07.10.2005 la ……. s.r.l. ha convenuto in giudizio il condominio in (omissis) , impugnando la delibera adottata dall’assemblea dei condomini il giorno 04.07.2005, con cui erano stati approvati alcuni lavori di ristrutturazione. 2. [...]

Divisione delle parti comuni – Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 16 ottobre 2018 – 15 ottobre 2019, n. 26041

Tenuto conto dell’ermeneutica letterale e sistematica in relazione anche ai lavori preparatori, l’art. 1119 c.c., nel nuovo testo come modificato dalla L. 11 dicembre 2012, n. 220, art. 4, va interpretato nel senso che "le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione", a meno che - per la divisione giudiziaria - "la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa a ciascun condomino" e - per la divisione volontaria - a meno che non sia concluso contratto che riporti, in scrittura privata o atto pubblico, il "consenso di tutti i partecipanti al condominio" (quest’ultimo requisito non essendo [...]

Privacy: spamming –  Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 20 giugno – 10 ottobre 2019, n. 41604

Affinchè lo spamming, ovvero l’invio in varie forme di una pluralità di messaggi pubblicitari a una vasta platea di utenti senza il consenso di costoro, assuma rilievo penale, occorre che si verifichi per ciascun destinatario un effettivo "nocumento", che non può certo esaurirsi nel semplice fastidio di dover cancellare di volta in volta le mail indesiderate, ma deve tradursi in un pregiudizio concreto, anche non patrimoniale, ma comunque suscettibile di essere giuridicamente apprezzato, richiedendosi in tal senso un’adeguata verifica fattuale volta ad accertare, ad esempio, se l’utente abbia segnalato al mittente di non voler ricevere un certo tipo di messaggi [...]

Evasione fiscale e IVA – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 22 maggio – 8 ottobre 2019, n. 41122

L’imposta sul valore aggiunto è collocata in un sistema chiuso di rilevanza sovranazionale che può funzionare solo attraverso la specifica tracciabilità di tutte le fatture, attive e passive, emesse nei traffici commerciali, a nulla rilevando l’eventuale ed ipotetica sussistenza di costi effettivi non registrati che, in quanto tali, non possono esplicare alcun effetto sulla determinazione della base imponibile e, conseguentemente sulla quantificazione dell’imposta evasa; con la conseguenza che l’accertamento del reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 5 non può prescindere dall’allegazione documentale dei costi sostenuti.   Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 22 maggio – [...]

Procedura di discarico per inesigibilitàe e prescrizione decennale della cartella esattoriale – Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza 16 aprile – 27 settembre 2019, n. 24106

Come precisato dalla giurisprudenza, la procedura di discarico per inesigibilità di quote di imposta, di cui al D.Lgs. n. 112 del 1999, artt. 19 e 20, ha carattere meramente amministrativo e riguarda esclusivamente il rapporto giuridico di dare-avere intercorrente tra il concessionario e l’ente creditore, al fine di accertare se sussista o meno il diritto al rimborso. Nell’ambito di tale procedura, all’art. 20, comma 6, è stata prevista una "norma generale di salvaguardia per l’ente creditore", stabilendosi che qualora tale ente, nell’esercizio della propria attività istituzionale individui - successivamente al discarico - l’esistenza di significativi elementi reddituali o patrimoniali riferibili [...]

Locazione e successione – Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 21 giugno – 30 settembre 2019, n. 24222

Il principio stabilito in materia di locazione dall’art. 1602 cod. civ., che fissa nel momento dell’acquisto del bene locato il subingresso dell’acquirente nei diritti e negli obblighi derivanti dal contratto di locazione, esclude per implicito che il fenomeno successorio, ex art. 1599 cod. civ. del trasferimento a titolo particolare della cosa locata possa avere effetto retroattivo e comporta, invece, che il rapporto di locazione viene a scindersi in due periodi distinti, rispetto a ciascuno dei quali l’unico contratto spiega i suoi effetti nei confronti di colui che in quel periodo ha la qualità di locatore. Ne consegue che l’acquirente dell’immobile [...]

Pignoramento –  Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 marzo – 8 ottobre 2019, n. 25026

Sulla base proprio delle significative modifiche normative introdotte all’epoca nella disciplina delle esecuzioni gli interventori, ancorché tardivi, purché muniti di titolo esecutivo, hanno in generale facoltà di compiere atti di impulso della procedura esecutiva. Suddette riforme hanno anche trasformato l’istituto dell’estensione del pignoramento, prima previsto solo per l’esecuzione mobiliare, in strumento generale, che può trovare applicazione, per la migliore soddisfazione dei creditori, in relazione a qualunque forma espropriativa, ma entro uno spazio ben individuato. L’estensione del pignoramento - disciplinata all’interno dell’articolo del codice dedicato all’intervento - non può trovare ingresso cioè in ogni momento del processo ma solo, al più [...]

Disturbo della quiete pubblica –   Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 6 giugno – 10 ottobre 2019, n. 41601

Condòmino condannato alla pena di giorni 20 di arresto, perchè ritenuto colpevole del reato di cui agli art. 81 e 659 cod. pen., perché, non impedendo il canto di tre galli di sua proprietà, che venivano lasciati liberi in orario notturno e senza le opportune cautele volte al contenimento delle emissioni sonore, nonostante le segnalazioni ricevute, disturbava il riposo di una quantità indeterminata di persone. É stata ritenuta sussistente la fattispecie contravvenzionale prevista dall'art. 659 cod. pen., per la cui configurabilità, non sono necessarie né la vastità dell'area interessata dalle emissioni sonore, né il disturbo di un numero rilevante di [...]

Servitù di passaggio –  Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 12 aprile – 7 ottobre 2019, n. 24966

Per il disposto dell’art. 1054 c.c., il quale riconosce al proprietario del fondo rimasto intercluso, per effetto di alienazione o di divisione, il diritto di ottenere coattivamente il passaggio senza corrispondere alcuna indennità, deve presumersi che la servitù costituita con atto, anche successivo, preordinato a superare l’interclusione, abbia natura coattiva, con conseguente applicabilità della causa estintiva di cui all’art. 1055 c.c., salvo che dal negozio costitutivo non emerga, in concreto ed inequivocabilmente, l’intento delle parti di applicare il regime delle servitù volontarie. In sostanza, la servitù di passaggio costituita per contratto non cessa di essere coattiva laddove risultino sussistenti le [...]