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Validità delle delibere nel Supercondominio – Cass. civ., sez. II, ord., 18 giugno 2026, n. 20676

Il Supercondominio sorge ipso iure et facto quando vi siano beni o servizi comuni a più condomini autonomi, dai quali rimane tuttavia distinto poiché tali beni e servizi devono essere gestiti attraverso i suoi organi, il quadro entro cui collocare il problema dei quorum delle deliberazioni supercondominiali è quello dell'art. 1136 c.c.; per la validità delle delibere, le maggioranze vanno calcolate in relazione sia al numero degli aventi diritto sia al valore dell'intero complesso immobiliare interessato, avendo riguardo, sul piano personale, al numero dei contitolari, e, sul piano reale, al valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare (o di ciascun condominio, [...]

Domanda di mediazione ai fini della procedibilità – Trib. Genova, sez. III civile, 14 aprile 2026

Dalla norma che stabilisce il contenuto della domanda da presentare per iniziare la mediazione si evince che i fatti in essa descritti devono, essenzialmente, coincidere con quelli che devono essere esposti in sede processuale o quanto meno devono porre parte convenuta nelle condizioni di capire subito il petitum e tutte le ragioni della domanda. Trib. Genova, sez. III civile, 14 aprile 2026 Giudice Ziccardi Ragioni di fatto e di diritto della decisione Con atto di citazione notificato in data 2/1/2024 Parte_1 esponeva che: - era proprietaria dell'immobile interno 4 del civico 1 di Controparte_1 in Genova; - in data 20/06/2023 [...]

Parcheggio nel cortile – Trib. Lodi, sent., sez. civile, 27 marzo 2026, n. 106

È illegittio che il singolo condomino possa stabilmente occupare una specifica porzione del cortile comune, parcheggiandovi per lunghi periodi la propria autovettura: un simile utilizzo  è infatti abusivo, poiché impedisce agli altri condomini di fare pari uso di tale particolare spazio comune, ostacolandone il libero e pacifico godimento ed alterando l’equilibrio tra le concorrenti e analoghe facoltà. Tale impiego del cortile comune, travalica i confini del godimento pro quota che l’art. 1102 co. 1 c.c. riconosce al singolo condomino: pur non mutando la destinazione del bene, si risolve nell’uso esclusivo di una sua porzione, sottraendo la medesima a ogni possibilità [...]

Il legatario e i debiti condominiali – Cass. civ., sez. II, ord., 3 giugno 2026, n. 17647

Il legatario di un immobile risponde dei debiti condominiali del testatore nei confronti del condominio per l’anno in corso e per l’anno precedente, ai sensi dell’art. 63, comma 2, disp. att. c.c., in via solidale con gli eredi, nei confronti dei quali ha, poi, diritto a rivalersi per quelli antecedenti al subentro nel diritto di proprietà. Cass. civ., sez. II, ord., 3 giugno 2026, n. 17647 Presidente Scarpa - Relatore Cavallari Svolgimento del processo S. P. ha convenuto davanti al Tribunale di Roma il Condominio (OMISSIS) in (OMISSIS), impugnando la sentenza n. 32171/18 emessa in data 28.9.2018 dal Giudice di [...]

Immissioni di fumi – Trib. Roma, sez. V civile, sent., 17 aprile 2026, n. 6033

Illegittima la collocazione del tubo di scarico dello scaldabagno all’interno della chiostrina condominiale   Trib. Roma, sez. V civile, sent., 17 aprile 2026, n. 6033 Giudice Zanchetta Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione Si omette la descrizione degli elementi di fatto e di diritto della domanda con le relative conclusioni sensi dell’art. 132 CPC come novellato dalla L 2009/69. Letti gli atti ed i documenti di causa; lette le note delle parti; richiamate le conclusioni di natura tecnica rassegnate dal CTU, incaricato di accertare, previo esame degli atti e dei documenti depositati dalle parti, la [...]

Installazione di un ascensore in presenza di un disabile – Cass. civ., sez. II, ord., 27 maggio 2026, n. 16428

Le innovazioni devono essere considerate in base al principio di solidarietà condominiale e, soprattutto, del diritto delle persone con disabilità al fine dell'ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all'eliminazione delle barriere architettoniche, oggetto di un diritto fondamentale. È possibile anche l'eventuale pregiudizio del decoro architettonico, tenuto conto del rilievo sociale che assumono le opere necessarie a eliminare le barriere architettoniche, purché tale pregiudizio non sia serio e quindi non comprometta in modo rilevante il bene tutelato, nel senso che, "quando l'intervento edilizio [...]

Parti comuni – Cassazione civile sez. II, sentenza 18/05/2026 (05/02/2026) n. 14891

L'art. 1117 c.c. non si limita a formulare una mera presunzione di comune appartenenza a tutti i condomini, vincibile con qualsiasi prova contraria, ma indica, come parti comuni dell'edificio condominiale, quelle che, per le loro caratteristiche strutturali, sono destinate oggettivamente al servizio esclusivo di una o più unità immobiliari, tale individuazione potendo essere superata soltanto dalle opposte risultanze di un determinato titolo. Tale titolo può essere costituito o dal regolamento contrattuale o dal complesso degli atti di acquisto delle singole unità immobiliari o, infine, dall'usucapione, assumendo particolare rilievo le risultanze di quel determinato titolo che ha dato luogo alla formazione [...]

Supercondominio – Cass. civ., sez. II, sent., 15 maggio 2026, n. 14453

L'articolo 67 disp. att. c.c. va letto in combinato disposto con il successivo articolo 72 secondo cui i regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni del precedente articolo 67; ciò implica che i regolamenti condominiali non possono prevedere limiti maggiori rispetto a quelli già previsti dalla legge circa la rappresentazione in assemblea.  Sono illegittimi i limiti della delibera che incida sui requisiti per la nomina a rappresentante del supercondominio. Come espressamente previsto dall'articolo 67, comma 4, disp. att. c.c. il rappresentante risponde con le regole del mandato e, dunque, il rappresentante di palazzina agisce quale mandatario dei condomini rappresenta [...]

Richiesta di risarcimento del danno da parte dell’amministratore revocato – Cass. civ., sez. II, ord., 14 maggio 2026, n. 14259

Dovendosi escludere un diritto dell'amministratore alla irrevocabilità dell'incarico , non può ritenersi che la revoca statuita da giudice camerale incida su un diritto dell'amministratore alla stabilità dell'incarico. Trattandosi di mandato che si presume oneroso, se la revoca interviene prima della scadenza dell'incarico, l'amministratore avrà diritto alla tutela risarcitoria, esclusa solo in presenza di una giusta causa a fondamento della revoca (art. 1725, comma 1, c.c.). E deve ritenersi che le tre ipotesi di revoca giudiziale previste dall'art. 1129, comma 3, c.c. configurino altrettante ipotesi di giusta causa per la risoluzione ante tempus del rapporto.   Cass. civ., sez. II, ord., [...]

Revisione tabelle millesimali – Cass. civ., sez. II, sent., 12 maggio 2026, n. 13855

Condizione di fatto per l’applicazione dell’art. 69, disp. att. c.c., ovvero della disciplina sulla rettifica o sulla modificazione della tabella millesimale, è dunque che quest’ultima sia stata validamente redatta, in applicazione dei criteri legali o di criteri convenzionali, trovando conseguentemente applicazione, in un caso o nell’altro, le distinte regole sulla maggioranza di cui all’art. 1136, secondo comma, c.c., o sull’unanimità che la medesima disposizione contempla. In difetto di ciò, trovano piuttosto applicazione le regole sulla formazione e sull’approvazione della tabella.   Cass. civ., sez. II, sent., 12 maggio 2026, n. 13855 Presidente Falaschi – Relatore Scarpa Fatti di causa 1.-Il [...]