Archivio 2013

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Retribuzione e assicurazione.Corte di Cassazione Sezione Civile ,Lavoro n. 18527/2013 del 2/8/2013

  La giurisprudenza evidenzia che rientrano nella retribuzione imponibile le somme (continuativamente ed obbligatoriamente) erogate dal datore di lavoro ad una compagnia di assicurazione per il pagamento del premio di una polizza assicurativa dei suoi dipendenti ("terzi" beneficiari del contratto assicurativo) contro i rischi da infortuni extraprofessionali (ossia verificatisi fuori dall'attività lavorativa); mentre non rientrano nella retribuzione imponibile i premi pagati dal datore di lavoro per l'assicurazione dei rischi da infortuni professionali (ossia verificatisi a causa od in occasione dell'attività lavorativa), perchè in tal caso il pagamento del premio non costituisce un'integrazione della retribuzione, ma è diretto a soddisfare un'obiettiva [...]

Invasione di terreni o edifici.Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 21 maggio – 1° ottobre 2013, n. 40571

Nel caso di invasione di terreni o edifici di cui all'art.633 c.p. la nozione di "invasione" non si riferisce all'aspetto violento della condotta che può anche mancare, ma al comportamento di colui che si introduce "arbitrariamente" e cioè "contra ius", in quanto privo del diritto di accesso. La conseguente "occupazione" deve ritenersi pertanto "l'estrinsecazione materiale della condotta vietata e la finalità per la quale viene posta in essere l'abusiva occupazione", e comporta una turbativa riconducibile ad una sorta di "spoglio funzionale", idoneo a comprimere, in tutto o in parte, le facoltà di godimento e destinazione del bene. Va, poi, considerato [...]

Fatture false.Corte di Cassazione Penale n. 40600/2013, sez. III del 1/10/2013

Il termine di prescrizione del reato di emissione di fatture per operazioni, inesistenti (art. 8 D. Lvo n. 74/2000) inizia il suo decorso dall'ultimo episodio e cioè dall'emissione dell'ultima fattura (cfr. cass. Sez. 3, Sentenza n. 10558 del 06/02/2013 Ud. dep. 07/03/2013 Rv. 254759 Sez. 3, Sentenza n. 6264 del 14/01/2010 Ud. dep. 16/02/2010 Rv. 246193). E' stato in particolare affermato che tale principio costituisce attuazione della chiara disposizione che, al D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 8, in deroga agli ordinari principi previsti dall'art. 81 cpv. c.p. in tema di continuazione, prevede un regime di favore per l'imputato [...]

Evasione fiscale.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 3 luglio – 1° ottobre 2013, n. 40618

Il reato di dichiarazione infedele è di natura istantanea e si consuma con la presentazione della dichiarazione annuale sicché alcun rilevanza assume, ai fini della integrazione del reato, la successiva dichiarazione integrativa effettuata anni dopo.   Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 3 luglio - 1° ottobre 2013, n. 40618Presidente Mannino – Relatore Amoroso Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 30 settembre 2011 il tribunale di Udine dichiarava F.M. , nella sua qualità di legale rappresentante della RoyalItaly srl, colpevole del delitto di dichiarazione infedele in relazione alla dichiarazione relativa all'imposta sui redditi e all'Iva per l'anno 2004 [...]

Delibera condominiale.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 luglio – 1° ottobre 2013, n. 22436

La delibera adottata prima che i soci divenissero proprietari delle singole unità immobiliari, mentre poteva disporre la regolamentazione delle parti comuni, non poteva legittimamente modificare l'assetto proprietario dei singoli appartamenti e la destinazione dei locali accessori, in contrasto con quanto stabilito dal consiglio di amministrazione della cooperativa edilizia nell'atto di ricognizione prima e nell'atto di assegnazione in proprietà delle unità mobiliari, successivamente. Trattandosi di atto che incide sui diritti di tutti i condomini, sarebbe stata necessaria l'approvazione di tutti, solo dopo che essi fossero divenuti proprietari esclusivi di ciascuna porzione immobiliare.   Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 [...]

Servitù di passaggio.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 luglio – 30 settembre 2013, n. 22316

L'art. 2909 cod. civ. prevede che l'accertamento contenuto nella sentenza passata in cosa giudicata fa stato a ogni effetto fra le parti, i loro eredi e gli aventi causa. La norma presuppone l'identità del rapporto giuridico che è stato oggetto del precedente giudizio e che - nel caso di successione a titolo particolare – l’avente causa sia in esso subentrato alla parte nei confronti della quale si è formato il giudicato. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 luglio - 30 settembre 2013, n. 22316Presidente Triola – Relatore Migliucci Svolgimento del processo 1.- F..P. conveniva in giudizio la s.r.l. [...]

Patto commissorio.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 9 luglio – 30 settembre 2013, n. 22314

Una vendita stipulata con patto di riscatto o di retrovendita (come nella fattispecie) è nulla se il versamento del denaro da parte del compratore non costituisca il pagamento del prezzo, ma l'adempimento di un mutuo, ed il trasferimento del bene serva solo a porre in essere una transitoria situazione di garanzia, destinata a venir meno, con effetti diversi a seconda che il debitore adempia o non l'obbligo di restituire le somme ricevute, atteso che una siffatta vendita, pur non integrando direttamente un patto commissorio, costituisce un mezzo per eludere il divieto posto dall'art. 2744 c.c.,( divieto del patto commissorio) e [...]

Compenso amministratore.Cassazione, sez. II Civile, sentenza 27 giugno – 30 settembre 2013, n. 22313

In tema di condominio, l'attività dell'amministratore, connessa ed indispensabile allo svolgimento dei suoi compiti istituzionali deve ritenersi compresa, quanto al suo compenso, nel corrispettivo stabilito al momento del conferimento dell'incarico per tutta l'attività amministrativa di durata annuale e non deve, pertanto, essere retribuita a parte (Cass. n. 3596/2003; n. 122047210).Peraltro, come già affermato con la sentenza impugnata, non opera, ai fini del riconoscimento di un compenso suppletivo, in mancanza di una specifica delibera condominiale, la presunta onerosità del mandato allorché, come nel caso in esame, è stabilito un compenso forfettario a favore dell'amministratore, spettando comunque all'assemblea condominiale il compito generale [...]

Compenso amministratore.

La ritenuta 4% è esclusa ai compensi amministratore svolta in forma di società di capitale.

Tabelle millesimali.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 luglio – 25 settembre 2013, n. 21950

Occorre evidenziare che l'errore determinante la revisione delle tabelle millesimali ai sensi dell'art. 69 disp. att. c.c. è costituto dall'obiettiva divergenza fra il valore effettivo delle unità immobiliari e quello tabellarmente previsto. Si tratta dunque di errori obiettivamente verificabili, costituenti il presupposto per richiedere la revisione delle tabelle millesimali. La Corte ha statuito che, sia per revisionare o modificare le tabelle millesimali di alcune unità immobiliari, sia per la prima caratura di esse, il giudice deve verificare i valori di tutte le porzioni, tenendo conto di tutti gli elementi oggettivi - quali la superficie, l'altezza di piano, la luminosità, l'esposizione [...]