Archivio 2013

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Rettifica IVA.Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 10 ottobre 2013, causa C-622/11

La sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari ‒ Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, come modificata dalla direttiva 95/7/CE del Consiglio, del 10 aprile 1995, deve essere interpretata nel senso che osta a che il recupero degli importi dovuti in seguito alla rettifica di una detrazione dell’imposta sul valore aggiunto sia effettuato presso un soggetto passivo diverso da quello che ha applicato la detrazione in parola.                         Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 10 ottobre 2013, [...]

Reati tributari.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 30 ottobre – 19 novembre 2013, n. 46251

Secondo l'unanime orientamento espresso dalla giurisprudenza di questa Corte, deve ritenersi pacifico, con riferimento ai reati tributari, che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente possa essere disposto non soltanto per il prezzo, ma anche per il profitto del reato, in ragione dell'integrale rinvio alle “disposizioni di cui all'articolo 322-ter del codice penale” contenuto nell'art. 1, comma 143, della legge n. 244 del 2007. Indirizzo confermato dalla modifica apportata all'art. 322-ter cod. pen. dall'art. 1, comma 75, lett. o) della legge 6 novembre 2012, n. 190, che ha esteso la confisca per i delitti previsti dagli articoli da 314 [...]

Protesto cambiario dell’amministratore.Corte di Cassazione sentenza emessa il 12 novembre 2013, n. 25371

Protesto cambiario dell’amministratore. E' questo il principio dalla Corte di Cassazione con sentenza emessa il 12 novembre 2013, n. 25371. Precisamente la sentenza statuisce che «i requisiti per la valida assunzione di un'obbligazione cartolare in nome altrui sono, ai sensi dell'articolo 14 del r.d. 1736/33, non solo l'esistenza di una procura o di un potere "ex lege" ma anche l'apposizione della sottoscrizione sul titolo con l'indicazione di tale qualità pur senza l'assunzione di formule sacramentali e con le sole modalità idonee a rendere evidenti ai terzi l'avvenuta assunzione dell'obbligazione in nome altrui. In mancanza di tale specificazione le conseguenze giuridiche [...]

Omesso versamento IVA.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 9 ottobre – 18 novembre 2013, n. 46167

Le Sezioni Unite hanno ritenuto non ricorrente una fattispecie di specialità tra l'illecito amministrativo e quello penale. Mentre nel primo il presupposto è rappresentato dal compimento di operazioni imponibili da cui deriva l'obbligo di versamento periodico dell'Iva, la condotta è il mancato versamento e il termine scade il giorno 16 del mese (o trimestre) successivo a quello di maturazione del debito Iva (articolo 1, commi primo e quarto, d.p.r. 100/1998), nell'illecito penale il presupposto è costituito sia dal compimento di operazioni imponibili comportanti l'obbligo di versamento periodico di Iva, sia dalla presentazione, ex articolo 8, comma primo, d.p.r. 322/1998, della [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 19 settembre – 19 novembre 2013, n. 25899

Accertata la morosità con la conseguente condanna al rilascio dell’immobile e la negazione della compensazione tra i canoni non corrisposti e le spese sostenute dal conduttore per riparazioni urgenti per la messa in sicurezza dell’impianto elettrico ai sensi della normativa infortunistica di cui alla legge 1990 n. 46, legge vigente al tempo del contratto stipulato il 1 gennaio 1999, perchèinapplicabile alla fattispecie la norma di cui allo art. 1577 c.c invocata dal conduttore a sostegno della pretesa di compensazione, sul rilievo che tale norma riguarda le riparazioni urgenti la cui necessità si è verificata nel corso del rapporto, mentre la [...]

Locazione.Tribunale di Roma, sez. VI Civile, sentenza 24 ottobre 2013, n. 21287

In ordine alla registrazione ai sensi dell'art. 3 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, deve dirsi che essa non vale a sanare la nullità del contratto per difetto di forma ad substantiam (come non vale a sanare qualunque altra nullità da cui il contratto di locazione possa essere affetto ex art. 1418 c.c.): gli effetti ex lege della registrazione, di cui alla norma citata, presuppongono l'esistenza di un contratto di locazione valido ed immune da vizi sotto ogni altro profilo diverso dalla mancata registrazione nel termine di legge. Tribunale di Roma, sez. VI Civile, sentenza 24 ottobre 2013, n. [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 17 ottobre – 19 novembre 2013, n. 25911

Il contratto di locazione stipulato a non domino è sempre valido, esso infatti non confligge con alcuna prescrizione imperativa, né l'art. 1571 c.c. include, tra i requisiti di validità del contratto, la proprietà o la disponibilità dell'oggetto da parte del locatore. ma inefficace se il locatore non abbia la disponibilità giuridica o di fatto della cosa locata. L'indisponibilità (sia giuridica che di fatto) dell'immobile da parte del locatore costituisce un tipico caso di difetto di legittimazione a stipulare, dal quale consegue non l'invalidità, ma l'inefficacia del contratto.In tal caso, egli si rende inadempiente alle obbligazioni assunte ove non faccia acquisire [...]

Lesioni.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 5 luglio – 18 novembre 2013, n. 46196

L'assoluzione dell'imputato, presupposta la doverosità dell'obbligo gravante sul l'amministratore del condominio con riferimento all'attività di manutenzione dell'edificio e la correlazione causale tra condotta esigibile e evento, si fonda sulla ritenuta inesistenza dell'elemento psicologico del reato.Emerge con argomentazioni non manifestamente illogiche, la prova della inconsapevolezza in capo all'imputato di uno stato di degrado della soletta tale da farne prevedere il crollo. Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 5 luglio - 18 novembre 2013, n. 46196Presidente Romis – Relatore Esposito Ritenuto in fatto B.F. fu tratto a giudizio davanti al Giudice di pace per rispondere del reato di cui all'art. 590 c.p. per [...]

Evasione fiscale.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 1 ottobre – 18 novembre 2013, n. 46165

La verifica del giudice penale può sovrapporsi o anche entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata davanti al giudice tributario, perché nella sede penale deve darsi prevalenza al dato fattuale reale rispetto ai criteri di natura formale che caratterizzano l'ordinamento tributario, non essendo configurabile alcuna pregiudiziale tributaria. (Cass. pen., sez. 3, 26 febbraio 2008, n. 21213, rv. 239984; sez. 3, 18 maggio 2011, n. 36396, rv. 251280). Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 1 ottobre - 18 novembre 2013, n. 46165Presidente Squassoni – Relatore Andronio Ritenuto in fatto 1. - Con sentenza del 21 novembre 2012, la Corte d'appello [...]

Elusione fiscale.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 11 luglio – 15 novembre 2013, n. 25671

La disciplina antielusiva dell'interposizione, prevista dall’art. 37, comma 3, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l’applicazione del regime fiscale che costituisce il presupposto d'imposta: ne deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell'ambito della quale può ricomprendersi l'interposizione fittizia di persona, non esaurisce il campo di applicazione della norma, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo anche mediante operazioni effettive e reali. Da quanto esposto consegue che il carattere reale, e non simulato, [...]