Archivio 2017

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Appalto e responsabilità dell’amministratore – Cassazione Penale, Sez. 4, 21 settembre 2017, n. 43452

In materia di infortuni sul lavoro, in caso di lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione di opera, il committente, anche quando non si ingerisce nell'esecuzione, rimane comunque obbligato a verificare l'idoneità tecnico - professionale dell'impresa e dei lavoratori autonomi scelti in relazione ai lavori affidati Cassazione Penale, Sez. 4, 21 settembre 2017, n. 43452 Presidente: BLAIOTTA ROCCO MARCO Relatore: CENCI DANIELE Data Udienza: 02/02/2017                                                                                                                                   Fatto 1. Il 21 dicembre 2015 la Corte di appello di Lecce, in riforma della sentenza emessa dal G.i.p. del Tribunale di Brindisi il 10 giugno 2014 all'esito di [...]

Spese anticipate da un condomino per la conservazione e manutenzione delle parti comuni – Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 16 febbraio – 30 ottobre 2017, n. 25729

In tema di condominio, il rimborso delle spese per la conservazione e la manutenzione delle parti comuni, anticipate da uno dei condomini, trova la sua disciplina nell'art. 1134 c.c., in base al quale il diritto è riconosciuto soltanto per le spese urgenti e non in base al mero dato della trascuratezza degli altri condomini Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 16 febbraio – 30 ottobre 2017, n. 25729 Presidente Bianchini – Relatore Besso Marcheis Fatti di causa 1. La società M.G. ha ottenuto nei confronti di Ub. Do. un decreto di ingiunzione a pagare una somma di denaro a [...]

Danno causato da una cosa in custodia – Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 11 luglio – 31 ottobre 2017, n. 25837

La condotta della vittima del danno causato da una cosa in custodia può costituire un "caso fortuito", ed escludere integralmente la responsabilità del custode ai sensi dell’art. 2051 c.c., quando abbia due caratteristiche: sia stata colposa, e non fosse prevedibile da parte del custode. Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 11 luglio – 31 ottobre 2017, n. 25837 Presidente Di Amato – Relatore Rossetti Fatti di causa 1. Nel 2006 C.E. convenne dinanzi al Tribunale di Como il condominio del fabbricato sito a (omissis) , denominato "(omissis) ", esponendo che nel 2004, mentre usciva dall’ascensore condominiale del suddetto fabbricato, [...]

Oneri condominiali per il nuovo acquirente – Tribunale di Parma, sentenza 9 – 11 ottobre 2017, n. 1386

In tema di condominio, le delibere relative alla ripartizione delle spese sono nulle, se l'assemblea, esulando dalle proprie attribuzioni, modifica i criteri stabiliti dalla legge o, in via convenzionale, da tutti i condomini. L'art. 63 secondo comma disp. att. c.c. limita al biennio precedente all'acquisto l'obbligo del successore nei diritti di un condomino di versare, in solido col dante causa, i contributi da costui dovuti al condominio. Come rilevato dalla giurisprudenza trattasi di norma speciale rispetto a quella posta, in tema di comunione in generale, dall'art. 1104, ult. co. cod. civ., che rende il cessionario obbligato, senza alcun limite di [...]

All’interno di un cantiere, il danno riportato dal lavoratore dipendente per sua negligenza non esclude la responsabilità del datore di lavoro – Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 14 settembre – 25 ottobre 2017, n. 48951

le norme antinfortunistiche sono destinate a garantire la sicurezza delle condizioni di lavoro, anche in considerazione della disattenzione con la quale gli stessi lavoratori effettuano le prestazioni, con le seguenti precisazioni: che, nel campo della sicurezza del lavoro, gli obblighi di vigilanza che gravano sul datore di lavoro risultano funzionali anche rispetto alla possibilità che il lavoratore si dimostri imprudente o negligente verso la propria incolumità; che può escludersi l’esistenza del rapporto di causalità unicamente nei casi in cui sia provata l’abnormità del comportamento del lavoratore infortunato e sia provato che proprio questa abnormità abbia dato causa all’evento; che deve [...]

In caso di lavori in condominio, i sottotetti non possono essere trasformati in abitazioni e, se realizzate, sono abusive – Corte di CassazioneTerza Sezione Penale, sentenza del 10 ottobre 2017 n. 46477

Esiste una profonda differenza tra i “volumi tecnici” e i “volumi abitativi”. Secondo la giurisprudenza, integra il reato previsto dall'art. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. n. 380/01, la realizzazione, senza permesso di costruire, di un volume tecnico di rilevante ingombro destinato ad incidere oggettivamente in modo significativo sui luoghi esterni. La Cassazione ha chiarito che «sono volumi tecnici quelli strettamente necessari a contenere ed a consentire la sistemazione di quelle parti degli impianti tecnici, aventi un rapporto di strumentalità necessaria con l'utilizzo della costruzione (quali: serbatoi idrici, extracorsa degli ascensori, vani di espansione dell'impianto termico, canne fumarie e di [...]

Mediazione: in caso di mediazione demandata dal Giudice ex art. 5, co. 2, D.lgs. 28/2010 e s.m., il termine di 15 gg per l’avvio ha natura ordinatoria, non perentoria – Tribunale di Vasto, sentenza 27 settembre 2017

 Nel variegato panorama di opzioni interpretative, il Giudice estensore della sentenza in commento ritiene di aderire alla tesi della natura non perentoria del termine assegnato dal giudice per la presentazione della domanda di mediazione, da cui consegue che il deposito dell'istanza oltre il termine suddetto non determina l'improcedibilità della domanda, a meno che il ritardo nella presentazione della domanda di mediazione non abbia pregiudicato l’effettivo esperimento della procedura prima della udienza di verifica, fissata ai sensi del secondo comma dell'art. 5 D.Lgs. n. 28/10 (come accadrebbe, ad esempio, nel caso in cui la mediazione demandata dal giudice venga introdotta con molto [...]

Inviolabilità del diritto reale d’uso dei condòmini sull’area destinata a parcheggio – Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 5 luglio – 12 ottobre 2017, n. 24005

Il diritto reale d'uso sull'area vincolata a parcheggio può essere fatto valere anche nei confronti del terzo che abbia acquistato l'area vincolata ed intenda edificare su di essa eliminando il vincolo. Il diritto di esercitare il parcheggio troverebbe il proprio fondamento nell'art. 41-sexies l. n. 1150/1942 per cui, trattandosi di un vincolo di natura urbanistica, non potrebbe essere soppresso dal successivo acquirente dell'area. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 5 luglio – 12 ottobre 2017, n. 24005 Presidente Bianchini – Relatore Cosentino Fatti di causa Con atto di citazione notificato il 16 ottobre 1997, trascritto presso la conservatoria dei Registri [...]

In caso di appalto la conoscenza dei vizi dell’opera predetermina la citazione in giudizio dell’appaltatore – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 26 aprile – 17 ottobre 2017, n. 24486

In tema di appalto, il termine annuale previsto, a pena di decadenza, dall’art. 1669, primo comma c.c. per la denuncia dei gravi difetti dell’opera appaltata decorre dal giorno in cui il committente (o l’acquirente) abbia conseguito un apprezzabile grado di conoscenza obbiettiva della gravità dei difetti stessi e della loro derivazione eziologica dall’imperfetta esecuzione dell’opera. Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 26 aprile – 17 ottobre 2017, n. 24486 Presidente Matera – Relatore Manna Svolgimento del processo F.P. e G.A. propongono ricorso per la cassazione della sentenza n. 4188/12 pubblicata il 18.12.2012 della Corte d’appello di Napoli. Quest’ultima, in [...]

Amministratore revocato giudiziariamente decade ipso facto _ Tribunale di Fermo n.608/2017

Il Tribunale di Fermo con una mirabile sentenza ha finalmente riconosciuto l'impossibilità per l'amministratore di condominio revocato dall'autorità giudiziaria di esercitare qualsivoglia attività. La revoca giudiziale dell'amministratore comporta comporta il venir meno dei presupposti per la prosecuzione del rapporto di mandato  esistente tra le parti e dunque la sua immediata cessazione. Il rimedio della revoca giudiziale infatti è esperibile solo nei gravi casi di inadempienze in cui la mala gestio dell'ex amministratore non consente la prosecuzione del rapporto con il condominio e l'esercizio di poteri e/o di qualunque attività di rappresentanza. Le motivazioni che hanno condotto alla revoca giudiziale dell'amministratore [...]