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Redditometro.Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 15 gennaio – 18 aprile 2014, n. 8995

A norma dell’art. 38, comma sesto d.p.r. n. 600 del 1973, l'accertamento del reddito con metodo sintetico non impedisce al contribuente di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta, tuttavia la citata disposizione prevede anche che "l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione". La norma chiede dunque qualcosa di più della mera prova della disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte), [...]

Reati tributari.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 27 febbraio – 18 aprile 2014, n. 17299

L'obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all'estero, la cui omissione integra il reato previsto dall'art.5 del D.Lgs. 10 marzo 2000 n.74, sussiste se detta società abbia stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell'espletamento dei servizi (cfr. ex multis Cass. pen. sez. 3 n. 7080 del 24.1.2012; Cass. sez. 3 n. 32091 del 21.2.2013; Cass. sez. 3 [...]

Reati edilizi.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 31 gennaio – 20 marzo 2014, n. 13014

In tema di reati edilizi, la modifica di destinazione d'uso è integrata anche dalla realizza­zione di sole opere interne. (Fattispecie di mutamento in abitazione del sottotet­to mediante la predisposizione di impianti tecnologici sottotraccia) (Sez. III, 20.5.2010, n. 27713, Olivieri, m. 247919); in tema di reati edilizi, ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 44, lett. b), d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 in caso di mutamento di destinazione d'uso edilizio per difformità totale delle opere rispetto al titolo abilitativo, l'individuazione della precedente destinazio­ne d'uso non si identifica con l'uso fattone in concreto dal soggetto utilizzatore, ma con quella [...]

Immobile abusivo.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 23 gennaio – 24 aprile 2014, n. 9278

L'obbligazione assunta con il preliminare di vendita è obbligazione di tacere (stipulare il contratto) e non di dare; il trasferimento si realizza solo al momento della conclusione del definitivo. Ne discende che, in via generale, le qualità promesse (nella specie la sanatoria dell'abuso edilizio) devono sussistere al momento della conclusione del contratto. E’ infondata la dedotta violazione dell'art. 1497 c.c. con riferimento all'esistenza del vincolo paesaggistico; infatti, i vincoli paesaggistici, inseriti nelle previsioni del piano regolatore generale, una volta approvati e pubblicati nelle forme previste hanno valore di prescrizione di ordine generale a contenuto normativo con efficacia "erga omnes", come [...]

Foro speciale.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 27 marzo – 18 aprile 2014, n. 9071

Secondo una lettura sistematica e teleologica dell'art. 23 cod. proc. civ. coordinata con il precedente art. 21 cod. proc. civ. che già prevede il foro speciale per le cause relative a diritti reali immobiliari, alla luce anche della ratio legis del foro speciale stabilito per le cause condominiali e per le cause societarie, qualunque controversia che insorga nell'ambito condominiale per ragioni afferenti al condominio, senza differenza tra rapporti giuridici attinenti alla proprietà, all'uso e godimento delle cose comuni o al pagamento dei contributi condominiali, quand'anche veda contrapposto un singolo partecipante a tutti gli altri, ciascuno dei quali è singolarmente rappresentato [...]

Delibere condominiali.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 11 marzo – 18 aprile 2014, n. 9082

Sia in giurisprudenza che in dottrina è pacifico l'inquadramento dell'attività di gestione dei beni comuni compiuta dall'amministratore di condominio nella funzione tipica del contratto di mandato che si istaura fra il primo e i condomini. Naturalmente, le norme sul mandato trovano applicazione nei limiti in cui siano compatibili con le specifiche disposizioni dettate in materia di condominio degli edifici, tenuto conto della sua natura di ente di gestione delle parti e dei servizi comuni : la volontà dei condomini si forma attraverso le deliberazioni assunte, ex art. 1136 cod. civ., dall'assemblea alle quali viene data esecuzione dall'amministratore. Peraltro, la peculiarità [...]

Contratto di agenzia.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 febbraio – 23 aprile 2014, n. 9226

Il diritto di esclusiva costituisce un elemento naturale, non già essenziale, del contratto di agenzia, sicché esso può essere validamente oggetto di deroga ad opera della volontà delle parti, deroga che può desumersi anche in via indiretta, purché in modo chiaro ed univoco dal regolamento pattizio del rapporto, ove in concreto incompatibile con il detto diritto (cfr. Cass. sez. lav. 30.5.1991 n. 6093; Cass. sez. lav. 11.6.1990, n. 5652). Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 febbraio – 23 aprile 2014, n. 9226 Presidente Piaccialli – Relatore Abete Svolgimento del processo Con atto notificato in data 1.2.1990 l’"Arta del [...]

Avviso di accertamento.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 6 marzo – 17 aprile 2014, n. 8934

La cartella esattoriale, che non sia stata preceduta da un motivato avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile, tale obbligo derivando dai principi di carattere generale indicati, per ogni provvedimento amministrativo, dall’art. 3 della legge n. 241 del 1990, e recepiti, per la materia tributaria, dall’art. 7 della legge n. 212 del 2000. (Affermazione relativa ad una cartella esattoriale, emessa ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973, nella quale l'Ufficio non si era limitato ad una mera correzione di errori materiali o di calcolo, ma aveva operato il conteggio delle somme da [...]

Atti d’acquisto.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 gennaio – 11 aprile 2014, n. 8606

Il regolamento di condominio, predisposto dall'originario unico proprietario dell'edificio, è vincolante, purché richiamato ed approvato nei singoli atti di acquisto si da far parte per relationem del loro contenuto, solo per coloro che successivamente acquistino le singole unità immobiliari, ma non per coloro che abbiano acquistato le unità immobiliari prima della predisposizione del regolamento stesso, ancorché nell'atto di acquisto sia posto a loro carico l'obbligo di rispettare il regolamento da "redigersi" in futuro, mancando uno schema definito, suscettibile di essere compreso per comune volontà delle parti nell'oggetto di negozio (Cass. n. 3104 del 16/02/2005 - Rv. 579726; Cass. n. 856 [...]

Assemblea condominiale.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 10 gennaio – 9 aprile 2014, n. 8336

Trattandosi di impianto di riscaldamento che, pacificamente, non serve tutte le unità immobiliari del complesso immobiliare, ma solo alcune di esse, secondo i principi generali, in mancanza di diversa prova di obbligo di partecipazione alle spese anche da parte di coloro che non beneficiano di tale servizio, la partecipazione alla decisione (e la relativa convocazione) non poteva che riguardare i soli soggetti coinvolti. Per la sostituzione dell'impianto di riscaldamento centralizzato con impianti autonomi, “non occorre, ai fini della validità della delibera, che questa sia corredata del progetto e della relazione tecnica di conformità, poiché la legge distingue la fase deliberativa [...]