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Autorizzazzioni paesaggistiche. Sentenza n.821-23/4/2014-Tar – Campania,Prima-Amministrativa

L’art. 146 comma 12 – nella versione modificata dall’entrata in vigore del d. lg. n. 157 del 2006 – prevede che non possano più essere rilasciate autorizzazioni paesaggistiche “in sanatoria”, ossia successive alla realizzazione, anche parziale, degli interventi, salvo le ipotesi tassative volte a sanare “ex post” gli interventi abusivi di cui all’art. 167; in tali casi deve essere instaurata un’apposita procedura ad istanza della parte interessata che contempla – a differenza dell’ordinario procedimento di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica (in vigore in via transitoria) – l’accertamento della compatibilità paesaggistica, demandato all’amministrazione preposta alla gestione del vincolo, previa acquisizione del parere della [...]

Accertamento di compatibilità paesaggistica.Sentenza n. 777 – 18/4/2014 – TAR – Campania, di Salerno – Prima – Amministrativa

L’accertamento di compatibilità paesaggistica non può che riguardare esclusivamente le opere che si intendono sanare, riferite al reale stato dei luoghi; pertanto non è possibile un’autorizzazione paesaggistica laddove la relativa richiesta preveda la futura demolizione delle opere realizzate abusivamente. Il procedimento di autorizzazione paesaggistica postumo, per le sue caratteristiche, non consente, pertanto, una valutazione della sanatoria subordinata ad opere che si intendono demolire o ad interventi ancora da realizzarsi.     Tribunale Amministrativo Regionale della Campania-Sezione Staccata di Salerno (Sezione Prima); Presidente  Amedeo Urbano; Relatore Cons. Gianmario Palliggiano.   SENTENZA n°777 del 18 aprile 2014 sul ricorso proposto da ***, [...]

Parti comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 11 marzo – 30 aprile 2014, n. 9523

In un edificio condominiale, le porzioni di immobile come, il corridoio di accesso alle cantine, vano sottoscala e locale caldaia, costituiscono cose presuntivamente comuni ex art. 1117 c.c.. Incombe a chi rivendichi l'acquisto uti singuli di dette porzioni di immobili l'onere di provare che queste ultime furono avocate a se dal venditore col primo atto di frazionamento. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 11 marzo – 30 aprile 2014, n. 9523 Presidente Triola – Relatore Oricchio Considerato in fatto Con atto di citazione notificato il 31 marzo 2005 P.A. e G.M. convenivano in giudizio innanzi alla Corte di Appello [...]

Parcheggi.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 11 marzo – 30 aprile 2014, n. 9522

Non costituisce violazione della fondamentale regola paritaria dettata dall'art. 1102 c.c. un uso più intenso della cosa da parte del partecipante, che non ne alteri la destinazione nei casi in cui il relativo esercizio non si traduca in una limitazione delle facoltà di godimento esercitate dagli altri condomini", fermo restando che "per quanto attiene, in particolare, ai cortili, ove le caratteristiche e le dimensioni lo consentano ed i titoli non vi ostino, l'uso degli stessi per l'accesso e la sosta dei veicoli non è incompatibile con la funzione primaria e tipica di tali beni" (Cass., sez. II, 15 giugno 2012, [...]

Responsabilità dell’appaltatore.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 18 dicembre 2013 – 19 febbraio 2014, n. 3967

La giurisprudenza della Cassazione ha affermato in più occasioni che in tema di appalto è di regola l'appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi ed eventualmente anche dell'inosservanza della legge penale durante l'esecuzione del contratto, attesa l'autonomia con cui egli svolge la sua attività nell'esecuzione dell'opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla controparte l'opera o il servizio cui si era obbligato, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all'accertamento e alla verifica della corrispondenza dell'opera o del servizio affidato all'appaltatore con quanto costituisce l'oggetto del contratto. [...]

Appalto.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 5 marzo – 24 aprile 2014, n. 9286

Il concreto esercizio del potere discrezionale di liquidare il danno in via equitativa, conferito al giudice dagli artt. 1226 e 2056 CC espressione del più generale potere di cui all'art. 115 del codice del rito, dà luogo non ad un giudizio d'equità ma ad un giudizio di diritto caratterizzato dalla cosiddetta equità giudiziale correttiva od integrativa, ond'è che non solo è subordinato alla condizione che risulti obiettivamente impossibile o particolarmente difficile per la parte interessata provare il danno nel suo preciso ammontare, come desumibile dalle citate norme sostanziali, ma non ricomprende anche l'accertamento del pregiudizio della cui liquidazione si tratta, [...]

Transazione.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 5 marzo – 23 aprile 2014, n. 9229

In dottrina si sono da tempo distinti gli istituti della convalida e della ratifica come rimedi per l'atto annullabile e della conversione, della conferma e della esecuzione volontaria consapevole come rimedi per l'atto nullo. La previsione dell'art. 1423 cc, secondo il quale il contratto nullo non può essere convalidato se la legge non dispone diversamente, ha posto il problema della esistenza di una generale figura di sanatoria dell'atto quale estensione della convalida alla conferma ed alla esecuzione volontaria, non ravvisandosi una contrapposizione ontologica tra nullità ed annullabilità con la conseguente contrapposizione logica tra insanabilità della prima e sanabilità della seconda. [...]

Tabelle millesimali. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 7 marzo – 23 aprile 2014, n. 9232

In tema di condominio, l'atto di approvazione delle tabelle millesimali, al pari di quello di revisione delle stesse, non ha natura negoziale; ne consegue che il medesimo non deve essere approvato con il consenso unanime dei condomini, essendo a tal fine sufficiente la maggioranza qualificata di cui all'art. 1136, secondo comma, cod. civ. (Sez. Un., 9 agosto 2010, n. 18477).  Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 7 marzo – 23 aprile 2014, n. 9232 Presidente Triola – Relatore Giusti Ritenuto in fatto 1. - Con atto di citazione notificato il 20 maggio 2000, D.M.G. e D.P. convennero in giudizio [...]

Sicurezza partecipata.Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 25 febbraio – 1° aprile 2014, n. 1568

La tutela della sicurezza e dell'incolumità delle persone sta e permane in capo alle autorità di polizia e agli organi di vigilanza a ciò titolati. Una convenzione, pur legittimamente stipulata dall’amministrazione comunale con i privati residenti è, infatti, solo un particolare strumento di “sicurezza partecipata” o di cosiddetta “prevenzione comunitaria”. Come tale, ha natura comunque sussidiaria, cioè di mero supplemento e integrazione delle attività ordinarie di sicurezza. La stessa attività di prevenzione degli illeciti svolta da privati specificamente legittimati (guardie particolari giurate) si riferisce alla “sicurezza complementare”: la quale, insieme con la detta “sicurezza sussidiaria”, è solo eventuale e da [...]

Risarcimento danni. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 13 febbraio – 24 aprile 2014, n. 9283

La categoria del danno non patrimoniale attiene ad ipotesi di lesione di interessi inerenti alla persona, non connotati da rilevanza economica o da valore scambio ed aventi natura composita, articolandosi in una serie di aspetti (o voci) con funzione meramente descrittiva (danno alla vita di relazione, danno esistenziale, danno biologico, ecc.); ove essi ricorrano cumulativamente occorre, quindi, tenerne conto, in sede di liquidazione del danno, in modo unitario, al fine di evitare duplicazioni risarcitorie, fermo restando, l'obbligo del giudice di considerare tutte le peculiari modalità di atteggiarsi del danno non patrimoniale nel singolo caso, mediante la personalizzazione della liquidazione (Cass. [...]