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Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 4 febbraio – 1° aprile 2014, n. 15028

La nomina del Responsabile della sicurezza e del servizio di prevenzione e protezione del cantiere, deve risultare da atto scritto avente data certa onde poter verificare l'effettività della nomina e dello svolgimento delle funzioni conferite anteriormente al verificarsi dell'infortunio e deve essere necessariamente riscontrato dall'accettazione manifestata, per iscritto, da parte del delegato che, se interviene in un momento successivo a quello della predisposizione dell'atto di delega, comporta lo spostamento alla data dell'accettazione (che deve quindi essere contestualmente indicata) della validità della delega stessa. Il delegato deve essere soggetto in possesso delle necessarie conoscenze tecnico-scientifiche in materia di sicurezza del lavoro [...]

Violazione versamento IVA.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza25 febbraio – 1° aprile 2014, n. 14953

Le precarie condizioni economiche, almeno che le stesse non siano determinate da eventi eccezionali e di rilevante dimensione, non costituiscono di per sé solo un caso fortuito o di forza maggiore (art. 45 cod. pen.), come tale idoneo ad escludere la punibilità o quantomeno il dolo del reato di cui all'art. 10 ter d.lgs. 74/2000. Invero l'eventuale crisi di liquidità economica, nell'ambito dell'attività di impresa, di norma non costituisce un evento imprevedibile e come tale insuperabile. La crisi di liquidità, invece, rappresenta un evento possibile, concretizzando lo stesso un rischio inerente all'attività di impresa, cui occorre far fronte tempestivamente con [...]

Spazi comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 8 gennaio – 24 marzo 2014, n. 6882

Nell'ambito dell'autonoma disciplina dell'invalidità delle deliberazioni dell'assemblea delle società per azioni - nella quale, con inversione dei principi comuni (artt. 1418, 1441 c.c.), la regola generale è quella dell'annullabilità (art. 2377 c.c.) - la previsione della nullità è limitata ai soli casi, disciplinati dall'art. 2379 c.c., di impossibilità o illiceità dell'oggetto, che ricorrono quando il contenuto della deliberazione contrasta con norme dettate a tutela degli interessi generali, che trascendono l'interesse del singolo socio, risultando dirette ad impedire deviazioni dallo scopo economico-pratico del rapporto di società (cfr. Cass. nn. 15721/05, 928/03, 14799/00, 3457/99 e 3458/93; analogamente, in motivazione, Cass. n. 16390/07). [...]

Distanze tra edifici.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 6 febbraio – 27 marzo 2014, n. 7291

La sopraelevazione, anche se di ridotte dimensioni, comporta sempre un aumento della volumetria e della superficie di ingombro e va, pertanto, considerata a tutti gli effetti, e, quindi, anche per la disciplina delle distanze, come nuova costruzione (per la distinzione, in generale, tra le definizioni di "ristrutturazione" e di "nuova costruzione", v., anche, Cass. n. 9637 del 2006 e Cass., S.U., n. 21578 del 2011, ord.). Trova conferma il principio (già affermato, da ultimo, anche da Cass., S.U., n. 74 del 2011) secondo cui, in tema di rispetto delle distanze legali tra costruzioni, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando [...]

Distanze dai confini.Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 4 febbraio – 13 marzo 2014, n. 1272

In materia di distanze tra fabbricati, sono principi inderogabili della legislazione statale sul governo del territorio (ai sensi degli artt. 873 Cod. civ. e 9 D.M. 2 aprile 1968 n. 1444, applicativo dell'art. 41 quinquies L. 17 agosto 1942 n. 1150, introdotto dall'art. 17 L. 6 agosto 1967 n. 765) quelli secondo i quali la distanza minima è determinata dalla legge statale, in sede locale (entro limiti di ragionevolezza) si possono solo fissare limiti maggiori e le deroghe locali devono essere previste in strumenti urbanistici funzionali ad un assetto complessivo ed unitario di determinate zone del territorio e non ai [...]

Diritto alla veduta. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 22 gennaio – 27 marzo 2014, n. 7269

Le norme sulle distanze delle costruzioni dalle vedute si osservano anche nei rapporti tra condomini di un edificio in quanto l'art. 1102 cod. civ. non deroga al disposto dell'art. 907 c.c. (Cass. n. 4190 del 2000); nel caso in cui vi sia già una finestra preesistente, il proprietario può imporre al suo vicino di non costruire a meno di 3 metri; tale distanza si calcola sia in linea diritta od obliqua, sia a piombo. Se due balconi sono uno sovrastante l'altro, il vicino del piano di sotto può chiudere il suo con una veranda solo se non si spinge oltre [...]

Anagrafe condominiale.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 6877/14; depositata il 24 marzo

La questione della individuazione del soggetto tenuto al pagamento degli oneri ordinari nei confronti del Condominio, dovuti in riferimento ad una unità immobiliare facente parte dello stesso, allorché l'immobile sia oggetto di usufrutto ovvero di diritto di abitazione, è stato dalla Corte di legittimità risolto tenendo conto della natura del diritto di usufrutto, che costituisce un diritto reale che deve essere reso pubblico con il mezzo della trascrizione (art. 2643 c.c. n. 2), disciplina cui l'art. 1026 c.c. fa riferimento in materia di diritto di abitazione. Correlando tale disciplina a quella dettata dal legislatore con riferimento agli obblighi nascenti dall'usufrutto [...]

Parti comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 31 gennaio – 17 marzo 2014, n. 6178

Secondo la consolidata giurisprudenza, tra le destinazioni accessorie del cortile comune - la cui funzione principale è quella di dare aria e luce alle varie unità immobiliari - rientra indubbiamente quella di consentire ai condomini l'accesso a piedi o con veicoli alle loro proprietà, di cui il cortile costituisce un accessorio, nonché la sosta anche temporanea dei veicoli stessi, senza che tale uso possa ritenersi condizionato dall'eventuale più limitata forma di godimento del cortile comune praticata nel passato (Cass. n. 13879 del 09/06/2010 ; Cass. n. 5848 del 16/03/2006). Se la natura di un bene immobile oggetto di comunione non [...]

Morosità.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 febbraio – 19 marzo 2014, n. 6436

L'amministratore di condominio può e deve ricorrere al procedimento monitorio ex art. 63 disp. Att. c.c., allorquando un condomino sia moroso rispetto alle quote addebitategli a seguito di approvazione del bilancio da parte dell'assemblea dei condomini. Deve, peraltro, rammentarsi che - secondo nota ed univoca giurisprudenza - l'opposizione del condomino al D.I. ex art. 63 cit. non può mai estendersi a questioni relative alla annullabilità o nullità della delibera condominiale di approvazione delle spese, delibera che dovrà essere impugnata separatamente ex art. 1137 c.c.. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 febbraio – 19 marzo 2014, n. 6436 Presidente [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 4 – 17 marzo 2014, n. 12347

Se lo scopo specifico della locazione non è quello di esercitare nell'immobile locato una casa di prostituzione, ipotesi sanzionata dall'art. 3 n. 2 legge 75/1958, la condotta del locatore non si concreta in un aiuto alla prostituzione esercitata dalla locataria, risolvendosi nella mera conclusione di un contratto attraverso la quale la donna realizza il proprio diritto all'abitazione. Si rileva, inoltre, che il negozio giuridico riguarda la persona e le sue esigenze abitative, e non anche la attività di prostituta esercitata e, sebbene ciò agevoli indirettamente anche la prostituzione, tale rapporto indiretto non può essere incluso nel nesso causale penalmente rilevante [...]