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Locazione.Corte di Cassazione, sezione III Civile, sentenza 7 febbraio – 28 marzo 2014, n. 7215

La costituzione in mora del conduttore - necessaria (art. 1219 cod. civ.) per gli obblighi risarcitori previsti dall'art. 1591 cod. civ. - si determina, sia nel caso di risoluzione giudiziale del contratto (art. 1458, primo comma cod. civ.), sia nel caso di risoluzione di diritto (artt. 1456 e 1457 cod. civ.) dalla proposizione della domanda, e non dall'accoglimento - per il principio secondo il quale la durata del processo non può danneggiare l'attore - per cui, ai predetti fini, non rileva la natura costitutiva o dichiarativa della pronuncia (Cass. n. 10115/97; in senso conforme, Cass. n. 16110/2009): ne consegue che [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 7 febbraio – 27 marzo 2014, n. 7217

Consolidata giurisprudenza afferma che i gravi motivi di recesso devono "sostanziarsi in fatti involontari, imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto ed essere tali da rendere oltremodo gravosa per il conduttore medesimo, sotto il profilo economico, la prosecuzione del rapporto locativo" (Cass. n. 9443/2010). L' accertamento della ricorrenza dei suddetti requisiti non può che essere condotto in riferimento allo specifico contratto di locazione per cui viene esercitato il recesso e che, ove venga addotta la non remuneratività dell'attività o addirittura la chiusura del ramo di azienda che utilizzava l'immobile interessato dal recesso, non possa tenersi conto dell'aumentata redditività di altre [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 dicembre 2013 – 4 febbraio 2014, n. 2424

Secondo la valutazione imposta dall'art. 1455 c.c., con implicito positivo apprezzamento della gravità dell'inadempimento del conduttore anche in relazione al comportamento tenuto in corso di causa, è senz'altro consentito nei contratti di durata e, in particolare, in quello di locazione (cfr., ex multis, per la dovizia delle argomentazioni, Cass. nn. 5902 e 24207 del 2006). Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 dicembre 2013 – 4 febbraio 2014, n. 2424 Presidente Russo – Relatore Amatucci Svolgimento del processo 1.- Il locatore (B.I. ) di un immobile di due piani, il cui piano terra era condotto in locazione (da D.P. [...]

Distanze tra edifici.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 6 febbraio – 27 marzo 2014, n. 7291

In tema di rispetto delle distanze legali tra costruzioni, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando un incremento della volumetria del fabbricato, è qualificabile come nuova costruzione, con la conseguenza che ad essa è applicabile la normativa vigente al momento della modifica e non opera il criterio della prevenzione se riferito alle costruzioni originarie, in quanto sostituito dal principio della priorità temporale correlata al momento della sopraelevazione. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 6 febbraio – 27 marzo 2014, n. 7291 Presidente Goldoni – Relatore Carrato Svolgimento del processo A seguito di ricorso per denuncia di nuova opera presentato [...]

Diritto alla veduta.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 22 gennaio – 27 marzo 2014, n. 7269

L'art. 907 cod. civ., che vieta di costruire a distanza inferiore di tre metri dalle vedute dirette aperte sulla costruzione del fondo finitimo, pone un divieto assoluto, la cui violazione si realizza in forza del mero fatto che la costruzione è a distanza inferiore a quella stabilita, a prescindere da ogni valutazione in concreto se essa sia o meno idonea ad impedire o ad ostacolare l'esercizio della veduta (v., in precedenza, Cass. n. 11199 del 2000; Cass. n. 12299 del 1997); la norma infatti enuclea in favore del titolare della veduta un diritto perfetto al rispetto della distanza legale da [...]

Contratto d’opera.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 22 gennaio – 24 marzo 2014, n. 6886

Ai sensi dell'art. 1453 c.c., nei contratti con prestazioni sinallagmatiche, l'inadempimento (o inesatto adempimento) della prestazione di una parte abilita l'altra parte, a sua scelta, a chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno. È pacifico, in giurisprudenza, che la domanda di risarcimento dei danni per inadempimento contrattuale può essere proposta congiuntamente o separatamente da quella di risoluzione, giacché il citato art. 1453 c.c., facendo salvo in ogni caso il risarcimento del danno, esclude che l'azione risarcitoria presupponga il necessario esperimento dell'azione di risoluzione del contratto (tra le tante v. Cass. 24-11-2010 n. [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 19 febbraio – 20 marzo 2014, n. 6501

Nell’ipotesi di concessione in godimento di un immobile arredato accompagnata dalla prestazione di servizi non direttamente inerenti al godimento della res locata (come la climatizzazione o la somministrazione di acqua, luce e gas), ma di carattere personale (come le pulizie od il cambio della biancheria) - il rapporto, specialmente se si inserisca in una attività avente ad oggetto la cessione di una pluralità di immobili, non è qualificabile come locazione immobiliare ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10, punto 8, d.p.r. 633/72. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 19 febbraio – 20 marzo 2014, n. 6501 [...]

Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 23 gennaio – 31 marzo 2014, n. 14788

In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, a norma dell'art. 376 del d.P.R. n. 547 del 1955 l'accesso ai posti elevati di edifici deve essere reso sicuro ed agevole mediante l'impiego di mezzi appropriati di sicurezza in tutti i casi in cui devono eseguirsi lavori di manutenzione e riparazione, a nulla rilevando che simili lavori siano normali o straordinari, in quanto la finalità della norma è di prevenire la caduta dall'alto dei lavoratori che devono accedere ed operare in simili condizioni ad altezze pericolose, senza che ciò escluda che il datore di lavoro doti i lavoratori che accedono al [...]

Parcheggi. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 7 febbraio – 31 marzo 2014, n. 7516

La legittimazione ad agire per l'accertamento del vincolo di destinazione a parcheggio di appositi spazi in edificio di nuova costruzione ai sensi dell'art. 41 "sexies" della legge 17-8-1942 n. 1150 spetta soltanto ai singoli condomini delle varie unità immobiliari dello stabile in base ai rispettivi titoli di acquisto, trattandosi di diritti spettanti non alla collettività condominiale, ma separatamente a ciascuno dei predetti compratori (Cass. 11-2-2009 n. 3393). Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 7 febbraio – 31 marzo 2014, n. 7516 Presidente Bucciante – Relatore Mazzacane Svolgimento del processo Con atto di citazione ritualmente notificato i coniugi C.O. e [...]

Distanze tra edifici.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 28 gennaio – 31 marzo 2014, n. 7512

Le costruzioni sorgenti in una zona omogenea del territorio comunale, per la quale siano previste determinate distanze dai confini o dalle costruzioni sorgenti sui lotti vicini, sono tenute a rispettare dette distanze, a prescindere dalla circostanza che il lotto finitimo (o la costruzione posta su di esso) sia ubicato in altra zona per cui vigano standard diversi. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 28 gennaio – 31 marzo 2014, n. 7512 Presidente Triola – Relatore Picaroni Ritenuto in fatto 1. - È impugnata la sentenza della Corte d'appello di Palermo, notificata il 21 gennaio 2008, che ha parzialmente riformato [...]