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Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 17 gennaio – 19 marzo 2014, n. 12939

Per poter configurare la contravvenzione di cui all'art. 659 cod. pen. è necessario che i rumori prodotti, oltre ad essere superiori alla normale tollerabilità, abbiano la attitudine a propagarsi, a diffondersi, in modo da essere idonei a disturbare una pluralità indeterminata di persone. Tanto viene dedotto dalla considerazione della natura del bene giuridico protetto, consistente nella quiete pubblica e non nella tranquillità dei singoli soggetti che denuncino la rumorosità altrui. Pertanto, quando l'attività disturbante si verifichi in un edificio condominiale, per ravvisare la responsabilità penale del soggetto agente non è sufficiente che i rumori, tenuto conto anche dell'ora notturna o [...]

Confisca per equivalente.Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 10 dicembre 2013 – 18 marzo 2014, n. 12761

La Corte ha più volte affermato che il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, non può avere ad oggetto beni per un valore eccedente il profitto del reato, sicché si impone la valutazione relativa all'equivalenza tra il valore dei beni e l'entità del profitto (Cass. Sez. VI 23 novembre 2010 n. 45504, Marini; sez. III 4 aprile 2012 n. 3260, P.M. in proc. Curro; sez. VI 10 gennaio 2013 n.19051, Curatela fall. Soc. tecno hospital s.r.l.; sez. VI 8 aprile 2013 n. 24277, Rolli). Il legislatore ha infatti esplicitamente previsto che il sequestro per equivalente colpisca soltanto beni per [...]

Condono fiscale.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 18 febbraio – 18 marzo 2014, n. 6248

In tema di condono fiscale, e con riferimento alla chiusura delle liti fiscali pendenti prevista dall'art. 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, legittimato a proporre istanza di definizione agevolata, a seguito del fallimento del contribuente, dev'essere considerato, in caso d'inerzia del curatore, anche il fallito: quest'ultimo, infatti, non è privato, per effetto della dichiarazione di fallimento, della qualità di soggetto passivo del rapporto tributario, restando esposto ai riflessi anche sanzionatori che conseguono alla definitività dell'atto impositivo, ed essendo per tale motivo legittimato, nell'inerzia degli organi fallimentari, anche a ricorrere alla tutela giurisdizionale, tenuto conto che la perdita della [...]

Comodato.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 17 dicembre 2013 – 18 marzo 2014, n. 6203

La concessione in comodato di un immobile per tutta la vita del comodatario costituisce un contratto a termine, di cui è certo l’an ed è incerto il quando (in questo senso Cass. n. 8548 del 2008), a fronte del quale il comodante o i suoi eredi possono sciogliersi dal contratto ma soltanto nelle ipotesi descritte dagli artt. 1804, terzo comma, 1809 e 1811 c.c. e non liberamente come avviene nel comodato precario. Con l'inserimento di un elemento accidentale, quale l'individuazione di una precisa durata, il comodante sceglie liberamente, d'accordo con il comodatario, di inserire nel contratto un elemento accidentale — [...]

Avvisodi ricevimento.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 26 febbraio – 20 marzo 2014, n. 6614

Spetta al destinatario di una raccomandata trasmessa a mezzo del servizio postale la prova della carenza di sua colpa nella percezione del contenuto della raccomandata stessa, una volta che, presumendosi la regolarità del servizio postale, essa sia giunta all'indirizzo di colui cui era destinata (Cass. 16 gennaio 2006, n. 758, che ha escluso rilevanza proprio alla doglianza di illeggibilità della sottoscrizione sull'avviso di ricevimento; Cass. 8 agosto 2007, n. 17417; Cass. 5 giugno 2009, n. 13087). In caso di raccomandata, le sole indicazioni che devono risultare dall'avviso di ricevimento ai fini della validità della comunicazione sono quelle prescritte dal regolamento [...]

Successione e registro.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 6 febbraio – 3 marzo 2014, n. 4892

In tema di imposta sulle successioni, il vincolo di pertinenzialità che qualifica la "ruralità" dei fabbricati a fini fiscali e, segnatamente, a quelli della tassazione di registro e sulle successioni secondo il più favorevole criterio del "valore automatico" di cui all'art. 8 legge n. 880 del 1986, va ricondotto alla nozione di pertinenza fornita, in via generale, dall'art. 817 cod. civ. secondo cui "sono pertinenze le cose destinate in modo durevole al servizio o ad ornamento di un'altra cosa". Ne deriva, dunque, che l'effettiva e concreta destinazione della cosa al servizio ed ornamento dell'altra debba essere considerata una relazione implicante [...]

Parti comuni.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 22 gennaio – 19 febbraio 2014, n. 3908

Al fine di stabilire se sussiste o meno la presunzione di condominialità di cui all'art. 1117 cod. civ., si deve tener conto della effettiva e concreta destinazione funzionale ad uso collettivo degli spazi in questione in un contesto nel quale il condominio risulti già costituto (all'atto e per effetto della prima alienazione di unità immobiliari da parte del costruttore, originario unico proprietario del complesso), ed accertare se tali aree (ove non comprese nelle alienazioni) siano di fatto connotate da obiettiva e funzionale destinazione ad un uso collettivo; in caso positivo gli spazi debbono presumersi comuni, in caso negativo resteranno in [...]

Servitù per destinazione del padre di famiglia.Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 22 gennaio – 21 febbraio 2014, n. 4214

Con riguardo alla servitù costituita per destinazione del padre di famiglia, non si richiede, ai fini della opponibilità del diritto ai successivi acquirenti del fondo servente, la permanenza del requisito della visibilità delle opere destinate all'esercizio della servitù, necessario per il sorgere del diritto" (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 7698 del 19/07/1999; Cass. n. 6678 del 30.03.2005). A questo riguardo va osservato che la destinazione del padre di famiglia costituisce un modo d'acquisto della servitù a titolo originario e non derivativo per cui non può parlarsi d' opponibilità della costituzione a terzi. Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 22 [...]

Revocatoria fallimentare.Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 14 gennaio – 21 febbraio 2014, n. 4190

Per il raggiungimento della prova della scientia decoctionis non basta una astratta conoscibilità oggettiva accompagnata da un presunto dovere di conoscere, sicché la qualità di banca di colui che entra in contatto con l'insolvente rileva, non di per sé, neppure se correlata al parametro, del tutto teorico, del creditore avveduto, ma solo in presenza di concreti collegamenti di quel creditore con i sintomi conoscibili dello stato di insolvenza. Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 14 gennaio - 21 febbraio 2014, n. 4190 Presidente Vitrone – Relatore Genovese Svolgimento del processo 1. La Corte d'appello di Milano ha accolto l'appello [...]

Responsabilità dell’appaltatore.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 18 dicembre 2013 – 19 febbraio 2014, n. 3967

La giurisprudenza della Cassazione ha affermato in più occasioni che in tema di appalto è di regola l'appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi ed eventualmente anche dell'inosservanza della legge penale durante l'esecuzione del contratto, attesa l'autonomia con cui egli svolge la sua attività nell'esecuzione dell'opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla controparte l'opera o il servizio cui si era obbligato, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all'accertamento e alla verifica della corrispondenza dell'opera o del servizio affidato all'appaltatore con quanto costituisce l'oggetto del contratto. [...]