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Servitù di luce.Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 17 aprile – 25 giugno 2014, n. 14384

Le aperture lucifere di un immobile, contiguo al fondo del vicino, quando non abbiano carattere di vedute o di prospetti, sono considerate luci, secondo la previsione normativa dell'art. 902 c.c., anche se non sono state osservate le prescrizioni paradigmatiche dell'art. 901 c.c.; e, mentre da un lato chi le pone in essere esercita poteri e facoltà derivantigli iure proprietatis, dall'altro il vicino può sempre esigere la loro regolarizzazione ovvero occluderle, quando vi concorrano le condizioni che l'ordinamento prevede e disciplina (cfr. Cass. 4.7.1975, n. 2597). In questo quadro non può che ribadirsi il rilievo (limitatamente al quale cfr. Cass. 17.6.2004, [...]

Interesse ad agire.Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 11 febbraio – 17 giugno 2014, n. 3096

In tema di impugnazione di atti relativi ad opere di costruzione nelle vicinanze delle abitazioni delle parti interessate, la c.d. “vicinitas”, cioè la situazione di stabile collegamento giuridico con il terreno oggetto dell'intervento edilizio autorizzato, è sufficiente a radicare la legittimazione a ricorrere dei confinanti; in tal caso non è necessario che la parte ricorrente debba anche allegare e provare di subire uno specifico pregiudizio per effetto dell'attività edificatoria intrapresa sul suolo limitrofo (Consiglio di Stato, sez. IV, 18 dicembre 2013, n. 6082), atteso che la realizzazione di consistenti interventi che comportino contra legem una rilevante e notevole alterazione del [...]

Delibera assembleare. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 7 marzo – 18 giugno 2014, n. 13885

Nella specie di lite tra Condominio e condomino non trova applicazione, nemmeno in via analogica, la disposizione dell'art. 1132 c.c., che disciplina la materia delle spese processuali del condomino che abbia ritualmente dissentito dalla deliberazione di promuovere una lite o di resistere ad una domanda rispetto ad un terzo estraneo e neppure l'art. 1101 c.c., richiamato dall'art. 1139 c.c. (così Cass. 25 marzo 1970 n. 801). Prosegue la pronuncia nel ritenere che "nell'ipotesi di controversia tra condomini, l'unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al Condominio in [...]

Lastrico solare.Corte di Cassazione, sez. II civ., n. 1451/2014

Come la Corte ha ripetutamente affermato (Sez. 2, 9 novembre 2001, n. 13858; Sez. 2, 15 luglio 2003, n. 11029; Sez. 2, 28 settembre 2012,n. 16583), la spesa per la riparazione o la ricostruzione del lastrico solare va sopportata, ai sensi dell'articolo 1126 cod. civ., per un terzo da coloro che ne hanno l'uso esclusivo e per due terzi da tutti i condomini dell'edificio o della parte di questo a cui il lastrico serve da copertura. Pertanto, non solo bisogna separare i condomini che hanno l'uso esclusivo del lastrico solare, per porre a loro carico un terzo dell'onere della riparazione [...]

Vendita: vizi del bene. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 12 marzo – 12 giugno 2014, n.13403

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, l'azione di risarcimento danni proposta ai sensi dell'art. 1494 cod. civ. può estendersi a tutti i danni subiti dall'acquirente (per l'eliminazione dei vizi della cosa venduta, per il mancato utilizzo della stessa, per il lucro cessante da mancata rivendita del bene), ed è ammissibile in alternativa o cumulativamente con le azioni di adempimento del contratto, di riduzione del prezzo, di risoluzione del contratto (ex plurimis, Cass., sezione II, sentenza n. 5202 del 2007 e n. 26852 del 2013). Da ciò discende che la deduzione, nel corso del processo, di ulteriori voci di danno come [...]

Vendita simulata a due persone. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 8 aprile – 12 giugno 2014, n. 13409

Se è vero che la norma di cui all'art. 2652 cod. civ., n. 2 (ma il discorso è valido anche con riferimento all'art. 2652 cod. civ., n. 3) regola gli effetti della trascrizione delle domande giudiziali con esclusivo riferimento al momento in cui la loro trascrizione sia stata effettuata e non alla data del titolo su cui ciascuna domanda sia stata fondata (sent. 14 febbraio 1992 n. 1823), tuttavia quella norma non presuppone la deroga al principio generale di cui all'art. 2704 cod. civ., secondo il quale una scrittura privata, per essere opponibile ai terzi, deve, in primo luogo, avere [...]

Sicurezza lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 12 febbraio – 26 maggio 2014, n. 21242

In tema di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, l'attività di formazione del lavoratore, alla quale è tenuto il datore di lavoro, non è esclusa dal personale bagaglio di conoscenze del lavoratore, formatosi per effetto di una lunga esperienza operativa, o per il travaso di conoscenze che comunemente si realizza nella collaborazione tra lavoratori, anche posti in relazione gerarchica tra di loro. L'apprendimento insorgente da fatto del lavoratore medesimo e la socializzazione delle esperienze e delle prassi di lavoro non si identificano e tanto meno valgono a surrogare le attività di informazione e di formazione legislativamente previste, le [...]

Servitù di transito. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 18 febbraio – 5 giugno 2014, n. 12678

Ai fini della trattazione dell'argomento proposto occorre esaminare la natura giuridica dell'organo cui nel condominio è affidata la gestione amministrativa e cioè dell'amministratore, e le funzioni allo stesso affidate dalla legge, con particolare riguardo alla tutela in sede giudiziaria dei diritti di cui sono rispettivamente titolari l'ente condominiale e i singoli condomini. Partendo dal presupposto che il Condominio è privo di personalità giuridica, in quanto unicamente ente di gestione delle cose comuni e che l'amministratore può agire in virtù della sola delibera assembleare, anche non totalitaria, a tutela della gestione delle stesse, occorre individuare il fondamento normativo del potere di [...]

Mancato pagamento IVA. Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 1° aprile – 12 giugno 2014, n. 24875.

In tema di omesso versamento IVA, l'ammissione alla procedura di concordato preventivo, seppure antecedente alla scadenza del termine previsto per il versamento dell'imposta, non esclude il reato previsto dall'art. 10 ter D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74 in relazione al debito IVA scaduto e da versare (Sez. III, 14.5.2013, n. 44283, Gavioli, m. 257484). Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 1° aprile – 12 giugno 2014, n. 24875 Presidente Squassoni – Relatore Franco Svolgimento del processo Con decreto del 14 ottobre 2013 il Gip del tribunale di Foggia dispose il sequestro preventivo per equivalente di beni di F.G. , [...]

Parti comuni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 7 marzo – 4 giugno 2014, n. 12572

Il diritto di condominio sulle parti comuni dell'edificio ha il suo fondamento nel fatto che tali parti siano necessarie per l'esistenza dell'edificio stesso, ovvero che siano permanentemente destinate all'uso o al godimento comune, sicché la presunzione di comproprietà posta dall'art. 1117 cod. civ., che contiene un'elencazione non tassativa ma meramente esemplificativa dei beni da considerare oggetto di comunione, può essere superata se la cosa, per obiettive caratteristiche strutturali, serve in modo esclusivo all'uso o al godimento di una parte dell'immobile, venendo meno, in questi casi, il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria, giacché la destinazione particolare del bene [...]