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Reati tributari.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 14 maggio – 5 giugno 2014, n. 23532

In materia di omesso versamento di ritenute previdenziali il reato è integrato, siccome è a dolo generico, dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, non rilevando la circostanza che il datore di lavoro attraversi una fase di criticità e destini risorse finanziarie per far fronte a debiti ritenuti più urgenti (sez. 3, n. 13100 del 19.1.2011, Biglia, Rv. 249917; conf. sez. 3, n. 29616 del 14.6.2011, Vescovi, rv. 250529). La situazione di colui che non versa l'imposta si risolve, di regola, in una condotta, cosciente e volontaria, la quale, in modo progressivo, si articola, in un primo momento, con [...]

Norme antinfortunistiche.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 13 marzo – 3 giugno 2014, n. 22965

Le norme antinfortunistiche non sono dettate soltanto per la tutela dei lavoratori, ossia per eliminare il rischio che i lavoratori (e solo i lavoratori) possano subire danni nell'esercizio della loro attività, ma sono dettate anche a tutela dei terzi, cioè di tutti coloro che, per una qualsiasi legittima ragione, accedono là dove vi sono macchine che, se non munite dei presidi antinfortunistici voluti dalla legge, possono essere causa di eventi dannosi. Ciò, tra l'altro, dovendolo desumere dall'art. 4 comma 5, lett. n), d.lg. 19 settembre 1994 n. 626, che, ponendo la regola di condotta in forza della quale il datore [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 15 aprile – 9 giugno 2014, n.12914

La c.d. rinunzia al proprio credito da parte della conduttrice attrice e prospettata dalla convenuta locatrice, si risolve nella causa estintiva non satisfattiva costituita dalla remissione del debito (art. 1236 c.c.). La remissione del debito - la quale, oltre che parziale, ben può essere condizionata - costituisce un negozio unilaterale recettizio, neutro quoad causam (con conseguente irrilevanza dell'assenza di vantaggi per il creditore) e non soggetto a particolari requisiti di forma nemmeno ad probationem, i cui effetti non possono essere disconosciuti dal creditore, ai sensi dell'art. 1236 cod. civ., una volta manifestato l'intento abdicativo al debitore, il quale soltanto può [...]

Locazione non abitativa.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 28 febbraio – 26 maggio 2014, n. 11647

Il conduttore che per gravi motivi recede dal contratto di locazione di immobile destinato a una delle attività indicate negli artt. 27 e 42 della legge 27 luglio 1978, n. 392, prima della scadenza del termine di durata, senza il preavviso prescritto dall'ultimo comma del citato art. 27, è tenuto al risarcimento dei danni che il locatore provi di aver subito per l'anticipata restituzione dell'immobile a meno che dimostri che l'immobile è stato egualmente utilizzato dal locatore direttamente o indirettamente (sentenza 22 agosto 2007, n. 17833).    Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 28 febbraio – 26 maggio 2014, [...]

Locazione non abitativa.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 18 marzo – 26 maggio 2014, n. 11675

Il canone da prendere a base di calcolo per la determinazione dell'indennità per ritardato rilascio del bene già locato è quello concordato, per tale intendendosi quello effettivamente corrisposto nel corso del rapporto. Se infatti l'aumento in base all'indice istat è dovuto per legge (per le locazioni ad uso abitativo), esso deve anche essere richiesto dal locatore, se il locatore non lo ha mai richiesto e non ne ha quindi mai goduto per tutto il rapporto, la misura del risarcimento non può essere superiore rispetto a quanto egli avrebbe effettivamente percepito in corso di rapporto, in difetto di prova del maggior [...]

Interpretazione del contratto. Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 12 marzo – 23 maggio 2014, n. 11533

    L'art. 1362 cod. civ. non istituisce alcuna "gerarchia ermeneutica" fra testo letterale e comune intenzione dei contraenti, ma impone in ogni caso di non limitarsi alla lettera e di ricostruire il significato dell'accordo anche sulla base della comune intenzione, quale emerge dai comportamenti delle parti, E’ chiaro che l'operazione va compiuta tenendo presente il confine - che non deve essere superato - fra la ricostruzione di quanto le parti hanno effettivamente voluto e la surrettizia modifica dei precedenti accordi, tramite comportamenti successivi antitetici, magari tenuti inconsapevolmente o per errore, presentati come indici interpretativi degli accordi medesimi. L'art. 1362 cod. [...]

Veranda.Consiglio di Stato sent.n.11/04/2014 n.1777

   La struttura – costituita da due pali poggiati sul pavimento del terrazzo a livello e da quattro traverse con binario di scorrimento a telo in PVC ancorata al sovrastante balcone e munita di una copertura rigida a riparo del telo retraibile – non configura né un aumento del volume e della superficie coperta, né la creazione o modificazione di un organismo edilizio, né l’alterazione del prospetto o della sagoma dell’edificio cui è connessa, in ragione della sua inidoneità a modificare la destinazione d’uso degli spazi esterni interessati, della sua facile e completa rimovibilità, dell’assenza di tamponature verticale e della [...]

Compravendita.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 27 febbraio – 23 maggio 2014, n. 11529

Perché si possa configurare la fattispecie del terzo comma dell’art. 1474 c.c., allorquando l'oggetto della vendita non è riconducibile alle ipotesi di cui al primo e secondo comma della stessa norma, è necessario che le parti si siano riferite al giusto prezzo, cioè abbiano evocato nella pattuizione tale nozione, restando escluso - a differenza di quanto può accadere se l'oggetto della vendita sia riconducibile alle dette ipotesi - che possano assumere rilievo espressioni diverse anche se sostanzialmente equivalenti (come prezzo congruo, adeguato, e simili)”.  Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 27 febbraio – 23 maggio 2014, n. 11529 Presidente [...]

Cartelle esattoriali.Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 21 gennaio – 12 maggio 2014, n. 2422

Equitalia ha l’obbligo di trasmettere la domanda di accesso all’Amministrazione in possesso della documentazione richiesta, dandone altresì comunicazione all’interessato, come stabilito dall’art. 6, comma 2, del D.P.R. n. 184 del 2006. L’appellante ha diritto ad ottenere copia integrale della cartella di pagamento e della notifica della stessa, anche al fine di potere decidere se proporre o meno, in futuro, impugnazione innanzi alla competente Autorità.  Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 21 gennaio – 12 maggio 2014, n. 2422 Presidente Virgilio – Estensore Taormina Fatto Con la sentenza in epigrafe impugnata il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia – Sede di Milano– [...]

Bancarotta fraudolenta documentale.Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 14 febbraio – 4 giugno 2014, n. 23220

Per la configurazione delle ipotesi di reato di sottrazione, distruzione o falsificazione di libri e scritture contabili, per espresso dettato dell'articolo 216, primo comma n. 2, della legge fallimentare, è necessario il dolo specifico, consistente nello scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori, mentre per le ipotesi di irregolare tenuta della contabilità, caratterizzate dalla tenuta delle scritture in maniera da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari, è richiesto invece il dolo intenzionale, perché la finalità dell'agente è riferita ad un elemento costitutivo della stessa [...]