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Risarcimento danni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 8 aprile – 8 maggio 2013, n. 10898

In tema di responsabilità civile per danni cagionati da cose in custodia, per aversi caso fortuito occorre che il fattore causale estraneo al soggetto danneggiale abbia un'efficacia di tale intensità da interrompere il nesso eziologico tra la cosa custodita e l'evento lesivo, ossia che possa essere considerato una causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l'evento. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 8 aprile - 8 maggio 2013, n. 10898Presidente Triola – Relatore Bursese Svolgimento del processo Con atto di citazione notificata in data 20 maggio 1993 M.C. conveniva avanti al Tribunale di Roma il condominio del fabbricato sito [...]

Rovina e difetti di cose immobili.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 21 marzo – 8 maggio 2013, n. 10893

L'art. 1669 cc, benché collocato tra le norme disciplinanti il contratto di appalto, è diretto alla tutela dell'esigenza di carattere generale della conservazione e funzionalità degli edifici e di altri immobili destinati per loro natura a lunga durata. Conseguentemente, l'azione di responsabilità prevista da detta norma ha natura extracontrattuale e, trascendendo il rapporto negoziale (appalto o vendita) in base al quale l'immobile è pervenuto nella sfera di un soggetto diverso dal costruttore, può essere esercitata nei confronti di quest'ultimo, quando abbia veste di venditore, anche da parte degli acquirenti, i quali in tema di gravi difetti dell'opera possono fruire dei [...]

Risarcimento danni.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 aprile – 10 maggio 2013, n. 11295

Si ravvisa nella rimozione dell'impianto la mancata realizzazione dell'opera ed il danno subito dal condominio è stato liquidato non in relazione a tale inadempimento, ma al fatto illecito della rimozione dei cavi di distribuzione di proprietà condominiale, che aveva comportato un costo ed un tempo di ripristino pregiudizievoli per il condominio e per i singoli condomini. Il danno dunque non derivava da inadempimento del contratto ma era conseguente al danneggiamento volontario dell'impianto preesistente, fatto dalla ditta per "ritorsione", quando aveva smontato l'impianto da lei installato.   Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 4 aprile – 10 maggio 2013, n. [...]

Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 4 aprile – 9 maggio 2013, n. 20060

Quando la lettera della norma sia ambigua e sia altresì infruttuoso il ricorso al criterio ermeneutico sussidiario costituito dalla ricerca, attraverso l'esame complessivo del testo, della mens legis, l'elemento letterale e l'intenzione del legislatore, rivelatisi insufficienti in quanto utilizzati singolarmente, acquistano, nel procedimento interpretativo della legge, un ruolo paritetico, sicché - mediante la valorizzazione della congiunzione "e" interposta, nel primo comma dell'art. 12 delle preleggi, fra un criterio interpretativo e l'altro - l'intenzione del legislatore funge da criterio comprimario di ermeneutica, atto ad ovviare all'equivocità della formulazione del testo da interpretare. Dice l'art. 8 del d.lgs. 231/2001 che "La responsabilità [...]

Reati tributari.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 4 aprile – 8 maggio 2013, n. 19709

Ai fini dell'accertamento dei reati tributari, non può farsi ricorso alle presunzioni operanti in materia tributaria ed, in particolare, non possono considerarsi ricavi dell'azienda le somme accreditate in suo favore, in quanto spetta al giudice penale accertare gli elementi probatori o anche indiziari, dai quali è stato desunto che detti accrediti corrispondano ad operazioni attive, non contabilizzate, sia pure con riferimento al reato di omessa dichiarazione. Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 4 aprile - 8 maggio 2013, n. 19709Presidente Squassoni – Relatore Lombardi Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Brescia ha [...]

Processo telematico.D.M. 3 aprile 2013, n. 48; G.U. 9 maggio 2013, n. 107

Regolamento recante modifiche al D.M. n. 44/2011, concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione   D.M. 3 aprile 2013, n. 48; G.U. 9 maggio 2013, n. 107   Ministero della Giustizia, decreto 3 aprile 2013, n. 48; G.U. 9 maggio 2013, n. 107Regolamento recante modifiche al D.M. n. 44/2011, concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA Vista la legge 21 gennaio 1994, n. 53, e successive modificazioni;Visto il decreto del Ministro della [...]

Preliminare di vendita.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 30 gennaio – 6 maggio 2013, n. 10503

L'opposizione a decreto ingiuntivo da luogo ad un ordinario giudizio di cognizione sulla domanda proposta dal creditore col ricorso per ingiunzione, sicché il giudice non deve limitarsi ad esaminare se l'ingiunzione sia stata legittimamente emessa, ma deve procedere, sulla base di tutti gli elementi ritualmente acquisiti agli atti, all'esame della domanda e, ove ritenga provato il credito, deve accoglierla, indipendentemente dalla regolarità, sufficienza e validità degli elementi sulla cui base fu emesso il decreto, i quali possono semmai influire soltanto sul regolamento delle spese processuali. La conferma o meno del decreto ingiuntivo è quindi collegata, nel giudizio di opposizione, non [...]

Omesso versamento IVA.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 16 aprile – 4 luglio 2013, n. 28797

Il reato si consuma nel momento in cui scade il termine previsto dalla legge per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo, sicché è necessario che l'omissione del versamento IVA si protragga fino al 27 dicembre dell'anno successivo al periodo di imposta di riferimento.   Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 16 aprile - 4 luglio 2013, n. 28797Presidente Squassoni – Relatore Franco Svolgimento del processo Con l'ordinanza in epigrafe il tribunale del riesame di Napoli, in accoglimento dell'appello del PM ed in riforma dell'ordinanza 27 ottobre 2011 del Gip del tribunale di Napoli (che aveva rigettato [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 20 marzo – 4 luglio 2013, n. 28754

Se la locazione non è stata concessa allo scopo specifico di consentire nell'immobile locato l'esercizio di una casa di prostituzione (ipotesi tipica contemplata dall'art. 3, n. 2 della L. 75/58), la condotta del locatore non si pone come aiuto alla prostituzione esercitata dalla locataria, ma ha quale connotato esclusivo la stipulazione di un contratto non certamente illecito: attraverso tale negozio giuridico è consentito infatti al soggetto locatario il proprio diritto all'abitazione senza che debba necessariamente rilevare l'attività che intenda svolgervi.4.4 Né vale a colorare tale condotta in termini penalmente rilevanti il fatto che una eventuale attività di prostituzione sia inclusa [...]

Locazione.Tribunale di Roma, sez. VI Civile, ordinanza 17 aprile 2013

Il conduttore può direttamente eseguire dei lavori ex art.1576 c.c. salvo solo un onere informazione del locatore. Tribunale di Roma, sez. VI Civile, ordinanza 17 aprile 2013Giudice Roberta Nardone Fatto e diritto La soc. RO.M.E s.r.l. in data 31.12.2012 presentava dinanzi all’intestato Tribunale ricorso ex art.700 c.p. e deducendo che l'immobile dalla detta condotto in locazione in forza di contratto del 28.10.2005 sito in Roma, Via dell'A.d.T. adibito a vendita di materiali per l'edilizia all'ingrosso e al dettaglio necessitava di urgenti opere di bonifica e messa in sicurezza che la proprietà, sebbene al corrente della situazione, non realizzava mettendo in [...]