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Parti comuni. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 16 gennaio – 22 marzo 2013, n. 7327

Il potere rappresentativo che compete all'amministratore del condominio ex artt. 1130 e 1131 c.c. e che, sul piano processuale, si riflette nella facoltà di agire in giudizio per la tutela dei diritti sulle parti comuni dell'edificio, comprende tutte le azioni volte a realizzare tale tutela, con esclusione soltanto di quelle azioni che incidono sulla condizione giuridica dei beni cui si riferiscono, esulando, pertanto, dall'ambito degli atti conservativi. Resta esclusa la possibilità di esperimento di azioni reali, contro i singoli condomini o contro terzi, dirette ad ottenere statuizioni relative alla titolarità o al contenuto di diritti su cose e parti dell'edificio. [...]

Delibera assembleare. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 12 luglio – 12 novembre 2012, n. 19605

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo emesso ai sensi dell'art. 63 disp. att. cod. civ. per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale ma solo questioni riguardanti l'efficacia della medesima. Tale delibera infatti costituisce titolo di credito del condominio e, di per sé, prova l'esistenza di tale credito e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest'ultimo proponga contro tale decreto, ed [...]

Parti comuni. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 9 gennaio – 21 febbraio 2013, n. 4337

La giurisprudenza si è ripetutamente espressa , sia in materia condominiale, sia in tema di esercizio di servitù di passaggio, ritenendo legittima, in quanto assolvente a finalità di migliore godimento del bene comune (o gravato da servitù), l'apposizione di dispositivi di chiusura a cancelli, portoni et similia, purché le relative chiavi o congegni di apertura siano posti a disposizione degli aventi diritto.   Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 9 gennaio – 21 febbraio 2013, n. 4337Presidente Triola –Relatore Piccialli Svolgimento del processo Con ricorso del 9.1.03 F.C. e S.L. , quali proprietari e possessori di un immobile sito in un [...]

Delibera assemblea.Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 12 dicembre 2012 – 15 febbraio 2013, n. 3743

Le Sezioni Unite , con sentenza n. 8491 del 2011, hanno affermato il principio secondo cui “in tema di condominio negli edifici, le impugnazioni delle delibere dell'assemblea, in applicazione della regola generale dettata dall'art. 163 cod. proc. civ., vanno proposte con citazione, non disciplinando l'art. 1137 cod. civ. la forma di tali impugnazioni; possono, comunque, ritenersi valide le impugnazioni proposte impropriamente con ricorso, sempreché l'atto risulti depositato in cancelleria entro il termine stabilito dall'art. 1137 citato".   Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 12 dicembre 2012 – 15 febbraio 2013, n. 3743Presidente Goldoni – Relatore Petitti Fatto [...]

Comodato. Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 marzo – 9 aprile 2013, n. 8590

Il comodato è il contratto con il quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinchè se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di rstituire la stessa cosa ricevuta. Sotto il profilo contrattuale, è dunque necessario l'individuazione del titolo per la restituzione della cosa.     Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 marzo - 9 aprile 2013, n. 8590Presidente Trifone – Relatore Carleo   Svolgimento del processo   Con citazione ritualmente notificata Z.E. , premesso di essere proprietario di un'autorimessa posta al piano interrato del fabbricato sito in (omissis) , [...]

Studi di settore. Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 28 febbraio – 7 maggio 2013, n. 10584

In tema di accertamento induttivo dei redditi, l'Amministrazione finanziaria può - ai sensi dell'art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 - fondare il proprio accertamento sia sull'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili <<dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio dell'attività svolta>>, sia sugli studi di settore, nel quale caso l'Ufficio non è tenuto a verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale di settore, potendosi basare anche solo su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente. In tema di accertamento tributario, la necessità che [...]

Spazi comuni. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 15 gennaio – 13 maggio 2013, n. 11386

La destinazione dell'androne non è solo quella del libero transito dall'esterno verso il cortile interno del comprensorio, ma anche quella di conferire e preservare il decoro all'ingresso medesimo, a prescindere dalle condizioni estetiche e di manutenzione dell'immobile Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 15 gennaio – 13 maggio 2013, n. 11386Presidente Goldoni – Relatore Falaschi Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 5 novembre 1994 M.R. evocava, dinanzi al Tribunale di Napoli, E.A.I. , N..Z. e C..A. esponendo di essere comproprietario (e condomino) del fabbricato sito in (omissis) , di cui facevano parte quali condomini i convenuti, [...]

Sicurezza sul lavoro. Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 17 aprile – 15 maggio 2013, n. 20970

La Corte di Appello ha correttamente considerato che nell'ipotesi di infortunio sul lavoro originato dall'utilizzo di personale non adeguatamente addestrato, come nel caso di specie, nessuna efficacia causale, per escludere la responsabilità del datore di lavoro, può essere attribuita al comportamento negligente del medesimo lavoratore infortunato, che abbia dato occasione all'evento, quando questo sia da ricondurre comunque alla insufficienza di quelle cautele che, se adottate, sarebbero valse a neutralizzare proprio il rischio derivante dal richiamato comportamento imprudente. Deve rilevarsi che la Suprema Corte ha ripetutamente affermato che le norme antinfortunistiche sono destinate a garantire la sicurezza delle condizioni di lavoro, [...]

Sicurezza sul lavoro. Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 6 marzo – 16 maggio 2013, n. 21056

Consolidata giurisprudenza di legittimità ha precisato che la colpa del lavoratore, eventualmente concorrente con la violazione della normativa antinfortunistica addebitata ai soggetti tenuti a osservarne le disposizioni, non esime questi ultimi dalle proprie responsabilità, poiché l'esistenza del rapporto di causalità tra la violazione e l'evento morte o lesioni del lavoratore che ne sia conseguito può essere esclusa unicamente nei casi in cui sia provato che il comportamento del lavoratore fu abnorme, e che proprio questa abnormità abbia dato causa all'evento; abnormità che, per la sua stranezza e imprevedibilità si ponga al di fuori delle possibilità di controllo dei garanti. Corte [...]

Servitù di veduta. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 27 marzo – 15 maggio 2013, n. 11735

  Costituisce principio ormai consolidato, a seguito della ben nota sentenza della S.S.U.U. n. 10615 del 1996, nel solco della quale si pongono numerose altre successive di questa sezione, che oltre al requisito della inspectio in alienum, sia richiesto anche quello della c.d. prospectio, , affaccio che deve consistere nella agevole possibilità, in condizioni di sicurezza, di sporgere il capo oltre l'apertura e di guardare non solo di fronte, ma anche obliquamente e lateralmente, nel fondo del vicino   Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 27 marzo – 15 maggio 2013, n. 11735Presidente Felicetti – Relatore Piccialli Svolgimento del [...]