Archivio 2013

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Usucapione. Raccolta sentenze

Nessuna usucapione per un locale adibito a deposito cassoni acqua Cassazione civile , sez. VI-2, sentenza 02.08.2012 n° 13893  In virtù dell'art. 1158 del cod. civ. : deve trattarsi di un possesso continuo, ininterrotto, pacifico e pubblico; non occorre l'elemento soggettivo della buona fede, perché il possessore può anche essere in mala fede; deve comunque trattarsi di possesso e non di detenzione;  deve trattarsi di un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale; non sono suscettibili di usucapione i diritti personali, e, quindi, non possono acquistarsi per usucapione i diritti inerenti alla qualità di socio di una cooperativa; [...]

Vizi.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 23 aprile – 25 giugno 2013, n. 15992

Ai sensi dell'art. 1491 cc, nella vendita non è dovuta la garanzia di cui all'art. 1490 cc. se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa; parimenti non è dovuta, se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo, in questo caso, che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi. a norma dell'art. 1667 cc. la sussistenza di difformità o vizi dell'opera non comporta una garanzia a carico dell'appaltatore, se il committente ha accettato l'opera e se le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o riconoscibili, purché non siano stati taciuti in mala [...]

Sicurezza sul lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 8 gennaio – 24 giugno 2013, n. 27586

Il datore di lavoro e i soggetti assimilati, sono tenuti a rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti. Ne consegue che è ascrivibile a tali soggetti, in caso di violazione di tale obbligo, la responsabilità del delitto di lesioni colpose allorché abbiano destinato il lavoratore, poi infortunatosi, all'improvviso ed occasionalmente, a mansioni diverse da quelle cui questi abitualmente attendeva senza fornirgli, contestualmente, una informazione dettagliata e completa non solo sulle mansioni da svolgere, ma anche sui rischi connessi a dette mansioni. Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 8 gennaio – 24 giugno 2013, n. 27586Presidente Romis [...]

Sicurezza sul lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 16 maggio – 25 giugno 2013, n. 27779

Esiste in capo al datore di lavoro una posizione di garanzia che gli impone di apprestare tutti gli accorgimenti, i comportamenti e le cautele necessari a garantire la massima protezione del bene protetto, la salute e l'incolumità del lavoratore appunto, posizione che esclude che il datore di lavoro possa fare affidamento sul diretto, autonomo, rispetto da parte del lavoratore delle norme precauzionali, essendo invece suo compito non solo apprestare tutti gli accorgimenti che la migliore tecnica consente per garantire la sicurezza degli impianti o macchinari utilizzati ma anche di adoperarsi perché la concreta esecuzione del lavoro avvenga nel rispetto di [...]

Sicurezza sul lavoro.Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 21 marzo – 26 giugno 2013, n. 27932

In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, gli obblighi di osservanza delle norme antinfortunistiche, con specifico riferimento all'esecuzione di lavori in subappalto all'interno di un unico cantiere edile predisposto dall'appaltatore, grava su tutti coloro che esercitano i lavori, quindi anche sul subappaltatore interessato all'esecuzione di un'opera parziale e specialistica, che ha l'onere di riscontrare ed accertare la sicurezza dei luoghi di lavoro, pur se la sua attività si svolga contestualmente ad altra, prestata da altri soggetti, e sebbene l'organizzazione del cantiere sia direttamente riconducibile all'appaltatore, che non cessa di essere titolare dei poteri direttivi generali. Corte di Cassazione, sez. [...]

Reati tributari.Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 7 marzo – 27 giugno 2013, n. 28145

E’ del tutto corretto affermare che spetta all'amministrazione finanziaria e all'organo dell'accusa dare dimostrazione dell'esistenza del "fumus" dell'illecito conseguente alla utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, ma, una volta che tale dimostrazione sia stata fornita, spetta al contribuente fornire la dimostrazione che i costi fittiziamente iscritti in contabilità corrispondono ad altrettanti costi effettivi e che questi presentano "concreta deducibilità... in relazione ai principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità".In sede cautelare, alla pubblica accusa compete l'onere di fornire elementi che supportino l'esistenza di un legame fra la persona indagata e i beni da apprendere che si sostanzi in [...]

Preliminare d’acquisto.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 23 aprile – 25 giugno 2013, n. 15991

Ai sensi dell'art. 18 della legge n. 47 del 1985, così come modificato e specificato dall'art. 30 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la vendita di una porzione di terreno edificabile, facente parte di un fondo di maggiore estensione di proprietà del venditore, non implica di per sé la realizzazione da parte di quest'ultimo di una lottizzazione soggetta a preventiva autorizzazione, ricorrendo tale ipotesi soltanto quando il frazionamento di un terreno edificabile si accompagni alla predisposizione delle opere di urbanizzazione occorrenti per una pluralità di insediamenti. In difetto di tale presupposto la vendita di una porzione di area edificabile [...]

Servitù.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 22 aprile – 24 giugno 2013, n. 15787

Quando un verbale di conciliazione, regolarmente iscritto nel libro fondiario, prevede una servitù di passo a favore di un immobile ed a carico di altro immobile, e stabilisce altresì il divieto di parcheggio sullo stesso cortile comune nella parte non asservita dal menzionato diritto reale, le parti hanno inteso regolamentare l'utilizzazione del cortile comune contemperando i loro rispettivi interessi. Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 22 aprile - 24 giugno 2013, n. 15787Presidente Goldoni – Relatore Mazzacane Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 13-1-2003 M.M. , proprietaria della p.m. 2 p. ed. 537 C.C. Volano, conveniva [...]

Patto di prelazione.Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 9 maggio – 21 giugno 2013, n. 15709

Il patto di prelazione relativo alla vendita d'immobile non impegna il promittente a concludere il contratto, ma solo a preferire caeteris paribus il promissario se si deciderà a compierlo. Ne consegue che, in caso di inadempimento del promittente, il patto di prelazione ne comporta unicamente la responsabilità per danni non essendo suscettibile di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 cod. civ. in quanto il bene oggetto della pattuita prelazione non può essere né trasferito al promissario dal disponente che lo ha oramai alienato, né restituito dal terzo acquirente che non è soggetto al riscatto, previsto soltanto per le prelazioni [...]

Locazione.Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 8 maggio – 25 giugno 2013, n. 15876

A fronte della mancata offerta di riconsegna dell'immobile da parte del conduttore, ed in presenza di richiesta, anche se non formale, di riconsegna di esso da parte del locatore, non è in alcun modo configurabile un diritto di ritenzione a favore del conduttore che possa consentirgli, senza il pagamento di alcun corrispettivo, di trattenere il bene in attesa della corresponsione per intero dell'indennità, da lui richiesta in misura maggiore del dovuto.   Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 8 maggio - 25 giugno 2013, n. 15876Presidente Trifone – Relatore Carleo Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato in [...]