Archivio 2017

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Modifica alle parti comuni – Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 31 maggio – 28 giugno 2017, n. 16260

Qualora sia prevedibile che gli altri partecipanti alla comunione non possano fare un pari uso della cosa comune, la modifica apportata alla stessa dal condomino deve ritenersi legittima, dal momento che, in una materia in cui è prevista la massima espansione dell'uso, il limite al godimento di ciascuno dei condomini è dato dagli interessi altrui, i quali, pertanto, costituiscono impedimento alla modifica solo se sia ragionevole prevedere che i loro titolari possano volere accrescere il pari uso cui hanno diritto. Il più ampio uso del bene comune, da parte del singolo condomino, non configura ex se una lesione o menomazione [...]

Diritto di sopraelevazione e lesione del decoro architettonico – Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 31 maggio – 28 giugno 2017, n. 16258

L'aspetto architettonico, cui si riferisce l'art. 1127, comma 3, c.c., quale limite alle sopraelevazioni, sottende, peraltro, una nozione diversa da quella di decoro architettonico, contemplata dagli artt. 1120, comma 4, 1122, comma 1, e 1122-bis c.c., dovendo l'intervento edificatorio in sopraelevazione comunque rispettare lo stile del fabbricato e non rappresentare una rilevante disarmonia in rapporto al preesistente complesso, tale da pregiudicarne l'originaria fisionomia ed alterare le linee impresse dal progettista, in modo percepibile da qualunque osservatore. Il giudizio relativo all'impatto della sopraelevazione sull'aspetto architettonico dell'edificio va condotto, in ogni modo, esclusivamente in base alle caratteristiche stilistiche visivamente percepibili dell'immobile condominiale, [...]

Danni da condensa – Corte di Cassazione, sent. n. 15615 del 22 giugno 2017

I danni cagionati negli immobili di proprietà esclusiva a causa della condensa sono a carico del singolo condomino; il condominio, infatti, non ne risponde, in quanto trattasi di un fatto naturale e, conseguentemente, i danni che ne derivano non sono evitabili con l'ordinaria manutenzione Corte di Cassazione, sent. n. 15615 del 22 giugno 2017

Barbecue nel condominio – Corte di Cassazione, Sezione II Civile, Sentenza 20 Giugno 2017, n. 15246

Per l’art. 890 c.c. chi presso il confine vuole fabbricare forni o camini, per i quali puo’ sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza. Tale articolo va quindi letto nel senso di considerare le cose espressamente elencate come gravate da una presunzione assoluta di nocività o pericolosità. Il rispetto della distanza prevista dall’art. 890 c.c., è collegato ad una presunzione assoluta di nocività e pericolosità che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un [...]

Agevolazioni fiscali e prima casa – Corte di Cassazione, sez. V Civile, ordinanza 15 maggio – 28 giugno 2017, n. 16163

Per la ratio di certezza giuridica rileva la residenza anagrafica, non il dato fattuale, quantomeno, il beneficiario deve aver avanzato tempestiva richiesta di trasferimento della residenza nel Comune di acquisto Corte di Cassazione, sez. V Civile, ordinanza 15 maggio – 28 giugno 2017, n. 16163 Presidente Chindemi – Relatore Carbone In relazione ad avviso di liquidazione dell'imposta di registro notificato a Ga. Mu. per decadenza dal beneficio "prima casa" (atto di acquisto del 4 maggio 2000, registrato il 23 maggio 2000), l'Agenzia delle entrate ricorre per cassazione con due motivi avverso la sentenza che ha accolto l'appello della contribuente e [...]

Accertamento fiscale – Corte di Cassazione, sez. Tributaria Civile, ordinanza 28 settembre 2016 – 28 giugno 2017, n. 16060

Nell'accertamento tributario la contabilità in nero, costituita da appunti personali ed informazioni dell'imprenditore, anche se rinvenuta presso terzi, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall'art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973 e legittima di per sé, a prescindere da ogni altro elemento, il ricorso all'accertamento induttivo, incombendo al contribuente l'onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l'atto impositivo notificatogli. Corte di Cassazione, sez. Tributaria Civile, ordinanza 28 settembre 2016 – 28 giugno 2017, n. 16060 Presidente Cappabianca – Relatore Greco Fatti di causa La srl EDIL C.M. propone [...]

Accertamento fiscale – Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 11 gennaio – 26 giugno 2017, n. 15899

In tema di accertamento delle imposte sul reddito, il riferimento al possesso di autovetture da parte del contribuente, contenuto nei c.d. redditometri, deve intendersi esteso anche alle auto storiche, non rinvenendosi in dette disposizioni alcuna precisazione o restrizione al riguardo, e rappresentando tale circostanza un idoneo indice di capacità contributiva, dal quale possono correttamente desumersi elementi di valutazione, nell’ambito dell’apprezzamento riservato al giudice di merito, come fatto al quale notoriamente si ricollegano spese a volte anche ingenti: non appare, infatti, estraneo alla cultura dell’uomo medio il fatto che le predette autovetture formano oggetto di ricerca e collezionismo fra gli appassionati [...]

Accertamento delle imposte sui redditi e deducibilità dei costi – Corte di Cassazione, sez. V Civile, sentenza 5 aprile – 16 giugno 2017, n. 15035

Secondo pacifico indirizzo della giurisprudenza di legittimità, invero, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'onere della prova dei presupposti di deducibilità dei costi ed oneri concorrenti alla determinazione del reddito d'impresa, ivi compresa la loro inerenza e la loro diretta imputazione ad attività produttive di ricavi, tanto nella disciplina del D.P.R. n. 597 del 1973 e del D.P.R. n. 598 del 1973, che del D.P.R. n. 917 del 1986, incombe al contribuente. Inoltre, poichè nei poteri dell'amministrazione finanziaria in sede di accertamento rientra la valutazione della congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, [...]

Parti comuni (il cortile)- Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 19 aprile – 14 giugno 2017, n. 14809

Secondo il consolidato orientamento di questa Corte, la presunzione stabilita per i beni elencati nell’art. 1117 c.c., la cui elencazione non è tassativa, deriva sia dall’attitudine oggettiva del bene al godimento comune, sia dalla concreta destinazione di esso al servizio comune (Cass. Civ. sent. del 23/08/2007 n.17928) e colui che rivendica la proprietà esclusiva deve superare tale presunzione fornendo la prova di tale diritto, producendo un titolo d’acquisto da cui risulta escluso il bene dalla comunione. A tal fine, titolo d’acquisto deve ritenersi, come già evidenziato, l’atto costitutivo del condominio, che si identifica col primo atto di trasferimento di una [...]

Mediazione e termine di avvio ordinatorio – Corte di appello di Milano, sez. I Civile, sentenza 24 maggio – 7 giugno 2017, n. 2515

Nel procedimento de quo, nonostante sia stato espletato il tentativo di conciliazione, il giudizio ordinario di opposizione al decreto ingiuntivo è stato erroneamente dichiarato improcedibile, da parte del giudice di primo grado, sul rilievo dello spirare di un termine per l’attivazione del procedimento di mediazione che non è previsto dalla legge come processuale, posto che il procedimento di mediazione non è assimilabile al procedimento ordinario e costituisce uno strumento di risoluzione delle liti alternativo al procedimento ordinario e giurisdizionale. Secondo la Corte di appello, considerando che il tentativo di mediazione è stato comunque esperito (con esito negativo), il giudice avrebbe [...]