Archivio 2019

//Archivio 2019

Sicurezza lavoro – Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 20 marzo – 12 settembre 2019, n. 37761

In materia di infortuni sul lavoro, il committente ha l’obbligo di verificare l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa e dei lavoratori autonomi prescelti in relazione anche alla pericolosità dei lavori affidati. In base all’attuale quadro normativo, la responsabilità del committente è stata configurata per la violazione di alcuni obblighi specifici, quali l’informazione sui rischi dell’ambiente di lavoro e la cooperazione nell’apprestamento delle misure di protezione e prevenzione, ritenendosi che resti ferma la responsabilità dell’appaltatore per l’inosservanza degli obblighi prevenzionali su di lui gravanti. Il dovere di sicurezza, con riguardo ai lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione d’opera, [...]

Reati edilizi – Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 giugno – 10 settembre 2019, n. 37475

La contravvenzione di esecuzione di lavori "sine titulo" sussiste anche nel caso in cui il permesso di costruire, pur apparentemente formato, sia illegittimo per contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia di fonte normativa o risultante dalla pianificazione.  Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 giugno – 10 settembre 2019, n. 37475 Presidente Ramacci – Relatore Reynaud Ritenuto in fatto Con ordinanza del 7 marzo 2019, il Tribunale di Salerno ha respinto l’istanza di riesame proposta da M.F. e volta ad ottenere l’annullamento dell’ordinanza con cui il g.i.p., convalidando il provvedimento assunto in via d’urgenza dal pubblico ministero, aveva disposto il [...]

Il sottoscala è una parte comune? –  Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 8 febbraio – 9 settembre 2019, n. 22442

È pacifico che il sottoscala rientri tra le parti comuni dell’edificio condominiale, ex art. 1117 c.c., in quanto proiezione delle scale. Incombe, pertanto, a chi rivendichi l’acquisto uti singuli di detta porzione di immobili l’onere di provare che questa venne avocata a sé dal venditore col primo atto di frazionamento. Questa Corte, con orientamento consolidato al quale intende dare continuità, ha affermato che, al fine di stabilire se sussista un titolo contrario alla presunzione di comunione di cui all’art. 1117 c.c., occorre fare riferimento all’atto costitutivo del condominio e, quindi, al primo atto di trasferimento di un’unità immobiliare dell’originario proprietario [...]

Notificazioni per pubblici proclami – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 12 giugno -12 settembre 2019, n. 22782

Ai sensi dell’art. 150 c.p.c., quando la notificazione nei modi ordinari è sommamente difficile per il rilevante numero dei destinatari o per la difficoltà di identificarli tutti, il capo dell’ufficio giudiziario davanti al quale si procede può autorizzare, su istanza della parte interessata e sentito il pubblico ministero, la notificazione per pubblici proclami. La normativa di cui all’art. 150 c.p.c. introduce nell’ordinamento processuale italiano la possibilità di promuovere giudizi ordinari di cognizione contro intere categorie o ceti di persone non tutte identificate nominativamente ed anzi identificate solo in base a certe qualificazioni o a certe situazioni in cui si possono [...]

Compravendita –  Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 20 marzo – 6 settembre 2019, n. 22343

É da escludersi, per la contraddizione che non lo consente, che possa costituirsi, e, quindi, trasferirsi per sentenza costitutiva del giudice, un diritto ancora sottoposto a condizione sospensiva o ancora sottoposto a termine; nè può ipotizzarsi, perché tratterebbesi di spendita giudiziaria inutile, l’emissione di una sentenza che si limitasse ad affermare quel che già prescrive il contratto preliminare, e cioè che il trasferimento, al quale il promittente alienante si è obbligato, resti condizionato o sottoposto a termine; può, invece, farsi luogo per sentenza costitutiva del consenso mancante per il trasferimento di un bene (trasferimento, ovviamente del quale il promittente alienante [...]

Aree destinate a parcheggio –  Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 3 luglio – 22 agosto 2019, n. 21582

Il diritto reale d’uso di aree destinate a parcheggio, quale limite legale della proprietà del bene, deriva da norme imperative assistite, come tali, da una presunzione legale di conoscenza da parte dei destinatari, sì che il vincolo da esse imposto non può legittimamente qualificarsi come onere non apparente gravante sull’immobile secondo la previsione dell’art. 1489 c.c., e non è, conseguentemente, invocabile dal compratore come fonte di responsabilità del venditore che non lo abbia dichiarato nel contratto.  Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 3 luglio – 22 agosto 2019, n. 21582 Presidente Lombardo – Relatore Giusti Fatti di causa - [...]

La negazione del certificato anticendio di un box trasformato e sua riduzione in pristino –

A seguito del giudizio promosso dal Condominio X per il denegato rinnovo della certificazione anticendi del box del condomino Y trasformato in deposito di macchinari di lavanderia ed altri materiali; per l'invito a produrre l'autorizzazione al cambiamento di destinazione; per la diffida a rimuovere la situazione impeditiva del rilascio della certificazione dei VV.FF,  il condomino Y è stato condannato alla riduzione in pristino del box di sua proprietà sia in relazione alle opere murarie, ricostruendo l'originaria consistenza, sia in relazione alla destinazione d'uso ad autorimessa.  Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 26 marzo – 26 agosto 2019, n. 21699 [...]

Compravendita a corpo – Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 20 marzo – 2 settembre 2019, n. 21946

Secondo la giurisprudenza della Corte, la revisione del prezzo prevista dall’art. 1538 c.c., che risponde all’esigenza di ripristinare l’equilibrio delle prestazioni in concreto fissato dalle parti, pregiudicato dalla sperequazione emersa dopo la stipula, non deve seguire il criterio del valore di mercato nè il criterio proporzionale "secco", entrambi distonici rispetto alla ratio dell’istituto. Il valore di mercato, infatti, si sovrapporrebbe all’equilibrio contrattuale raggiunto dai contraenti, e il criterio proporzionale "secco" cancellerebbe la volontà delle parti di vendere "a corpo", anziché "a misura". La previsione normativa postula la ricerca di un equo adattamento della programmazione contrattuale alla effettiva consistenza immobiliare, il [...]

Il rapporto tra preliminare e definitivo – Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 6 maggio – 2 settembre 2019, n. 21951

La giurisprudenza prevalente ritiene che il contratto definitivo costituisca l’unica fonte dei diritti e delle obbligazioni tra le parti (Cass. 5.6.2012 n. 9063, Cass. n. 15585/2007, Cass. n. 233/2007, Cass. n. 2824/2003), a differenza di parte della dottrina che, in virtù della teoria procedimentale, ritiene utile la valutazione del collegamento funzionale tra preliminare e definitivo.   Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 6 maggio – 2 settembre 2019, n. 21951 Presidente Orilia – Relatore Correnti Fatti di causa M.A. propone ricorso per cassazione contro Mo.Gu. e S.G. , in proprio e quali soci illimitatamente responsabili della So.Co immobiliare snc [...]

Contratto preliminare di vendita e prescrizione -Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 20 marzo – 2 settembre 2019, n. 21947

L’esecuzione del preliminare ovvero la sua risoluzione, e la parte acquirente, che agisce per l’esecuzione del contratto dichiarandosi disponibile al pagamento della residua parte del prezzo, integra il riconoscimento del diritto che interrompe la prescrizione ai sensi dell’art. 2944 c.c..   Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 20 marzo – 2 settembre 2019, n. 21947 Presidente Lombardo – Relatore Picaroni Fatti di causa Il Tribunale di Avezzano, con la sentenza n. 824 del 2009, accolse la domanda formulata con ricorso in via monitoria dal Fallimento (omissis) s.a.s., condannò per l’effetto B.B.G.S. al pagamento di Euro 12.911,42 oltre interessi e spese [...]